La mostra “Sandokan: il ritorno della tigre” inaugura il Rooftop del MUFANT

Domenica 21.09.2025, ore 15:30 – 20:00.

Inaugurazione Rooftop del Mufant e Mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”.

MUFANT, Museo del Fantastico e della Fantascienza, P.zza Riccardo Valla 5, Torino, Italia.

Domenica 21 settembre 2025, presso il Rooftop del Museo MUFANT, inaugura la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre” dedicata al celeberrimo ciclo indo-malese di Emilio Salgari e ai suoi indimenticabili protagonisti: il principe-pirata Sandokan, il suo fedele compagno di avventure Yanez, la ribelle Lady Marianna, altrimenti nota come la Perla di Labuan.

La mostra è l’occasione per inaugurare il Rooftop, la nuova area che raddoppia i piani e gli spazi a disposizione del Museo e che rende disponibili, insieme alla nuova sala espositiva in cui è ospitata la mostra salgariana, un nuovo punto bar/bookshop e una nuova grande sala conferenze attrezzata, oltreché la grande terrazza panoramica che guarda Superga e la periferia nord della città. Un percorso di rigenerazione urbana co-progettato con la Città di Torino e promosso, attraverso il bando Youtoo, dall’Assessorato alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie.

Il progetto espositivo beneficia del sostegno, oltreché della Città di Torino, della Fondazione CRT (bando Immagini e Prospettive) e della Regione Piemonte.

A tagliare il nastro inaugurale, per la Città di Torino l’Assessora Carlotta Salerno, per la Fondazione CRT il Presidente della Commissione cultura, istruzione, territorio Giampiero Leo, per la Fondazione MUFANT i Co-Direttori del Museo Silvia Casolari e Davide Monopoli e l’Architetto Hartmut Grabowski, autore del progetto architettonico e direttore dei lavori.

La mostra sarà visitabile dal 21 settembre 2025 al 21 marzo 2026.

LA MOSTRA INAUGURALE

L’imminente ritorno in televisione di Sandokan, che debutterà in prima serata su Rai 1 dal 1°dicembre 2025, è l’occasione per il Mufant di valorizzare l’eccezionale avventura letteraria di Emilio Salgari, il suo inestimabile contributo all’introduzione nel nostro paese del genere avventuroso e il suo inossidabile rapporto con la città di Torino.

La mostra è ideata e curata dai Co-Direttori del Museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli, coadiuvati da un gruppo di esperti italiani e internazionali, fra salgariani, studiosi di storia della televisione italiana e della cultura malese:

Felice Pozzo, fra i massimi esperti salgariani in Italia;

Paola Irene Galli Mastrodonato (Ph D Università degli Studi della Tuscia), autrice del saggio “Emilio Salgari: The Tiger Is Still Alive!”;

Carlo Modesti Pauer, antropologo visuale e autore televisivo (Wonderland RAI 4);

Masturah Alatas scrittrice e saggista (Università di Macerata);

Rossana Moriello, esperta di bibliografia e biblioteconomia (Università di Firenze),

Bruna Mancini, esperta di letteratura fantastica (Università della Calabria);

Danilo Zagaria, saggista e divulgatore scientifico.

La mostra è dedicata al notissimo ciclo di undici romanzi in cui lo scrittore veronese, e torinese di adozione, racconta le incredibili avventure di pirati, lord, principesse e spietati tagliatori di teste, ambientate fra l’india e la Malesia. A partire dal memorabile successo televisivo del Sandokan RAI del 1976, quello di Kabir Bedi per intenderci, il percorso perlustra gli adattamenti crossmediali che ebbe il ciclo indo-malese fin dalle sue origini: un infinito e rocambolesco alternarsi di rappresentazioni e trasposizioni che, a partire dalle opere letterarie scritte da Salgari fra tardo Ottocento e primi del Novecento, ha invaso il cinema, il fumetto, il teatro, l’arte e l’illustrazione e, di nuovo oggi e per la seconda volta, la televisione, con la nuova serie prodotta da LuxVide in collaborazione con RaiFiction, con un cast internazionale fra cui spicca Can Yaman nei panni della Tigre della Malesia e Alessandro Preziosi che presta il volto a Yanez de Gomera.

Ma non solo, il fil rouge che sottende alla mostra si snoda attorno ad una riflessione più ampia e ambiziosa focalizzata sulla coppia di opposti “fantasia e realtà”, sul concetto di “esotismo”, sul contrasto fra “viaggi immaginari e viaggi reali”. È noto, infatti, che lo scrittore veronese inventò i suoi romanzi a tavolino raccontando di terre lontane e misteriose senza mai muoversi dalla sua stanza.

In questo senso, ispirati dal saggio “I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari” del giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi, i curatori hanno sviluppato un confronto fra il viaggio immaginario nel Borneo, compiuto in fantasia dal narratore Salgari, e quello reale, di esplorazione e studio, che il naturalista fiorentino Odoardo Beccari compì nello stesso periodo in cui Salgari scriveva. Si tratta di due diverse rappresentazioni del Borneo Malese, quella offerta dall’immaginazione salgariana – che ha preso forma, come noto, dagli approfonditi studi geografici, etnografici e naturalistici compiuti dallo scrittore a tavolino – e quella di Odoardo Beccari, che fu il primo naturalista italiano, e fra i primissimi nel mondo, a solcare le foreste inesplorate del Borneo, restituendo alla scienza un incredibile patrimonio di  scoperte botaniche, faunistiche ed etnografiche presentate nel saggio “Nelle foreste di Borneo” pubblicato nel 1902.

Sempre attorno al concetto di esotismo e considerato che la nuova serie tv, a differenza di quella degli anni ‘70 le cui location erano veramente in Malesia, è stata girata in grande parte in Calabria – fra Lamezia Terme e il Tirreno calabrese – mostreremo come, applicando il metodo salgariano, luoghi a noi familiari e domestici, possano essere rinarrati e trasformati in luoghi dell’altrove. Al centro, l’interrogativo: “persiste oggi, nella globalizzata epoca digitale, il gusto per l’esotico e per le culture e le estetiche di paesi lontani e sconosciuti?”

IL PERCORSO DI VISITA

1_Il magico mondo di Emilio Salgari

La prima sezione, che beneficia della collaborazione di Felice Pozzo, accoglie ed immerge da subito visitatori e visitatrici nell’universo salgariano “tout court”, in una biografia al limite del romanzo d’avventura – fra viaggi millantati e mai realizzati, controversi rapporti con editori e critici, straordinari successi di pubblico, un improbabile duello, la relazione con l’amata moglie, il tragico e cruento epilogo della sua vita – e una sterminata produzione narrativa costituita da oltre ottanta romanzi e centinaia di racconti.

Un curioso contributo archivistico della ricercatrice Rossana Morriello testimonia inoltre, attraverso documenti dalla Biblioteca Civica di Torino, i livelli di notorietà raggiunti da uno scrittore popolare che ha forgiato l’immaginario di più di una generazione di lettori, soprattutto giovani.

2_La Malesia di Emilio Salgari

La seconda sezione, realizzata grazie al contributo di Paola Irene Galli Mastrodonato, approfondisce il ciclo indo-malese con le prime edizioni, le tavole di alcuni degli illustratori, i fumetti, le edizioni internazionali, le edizioni postume dei tanti imitatori.

La sezione dedica un focus, curato da Carlo Modesti Pauer, coautore della trasmissione Wonderland di RAI 4, agli adattamenti dei romanzi salgariani in televisione e al cinema soffermandosi, naturalmente, sul fenomeno mediatico che fu il Sandokan di Sergio Sollima del 1976. Fra estratti televisivi dello sceneggiato dalle Teche della Rai – media partner della mostra -, poster cinematografici e stralci di interviste, l’area evidenzia l’iconicità del Sandokan interpretato da Kabir Bedi, senza tralasciare le numerose altre versioni cinematografiche precedenti e successive.

3_ Odoardo ed Emilio, due modi di esplorare le foreste tropicali del Sud-Est asiatico.

La terza sezione propone un confronto fra il Borneo raccontato dal romanziere Salgari e il Borneo descritto dal naturalista Beccari e si snoda fra materiali eterogenei: reperti etnografici delle popolazioni native del Borneo, materiali originali raccolti da Beccari nei suoi viaggi (prestati dal Museo La Specola di Firenze), documenti fotografici e audiovisivi che raccontano della vita all’epoca di James Brooke, il primo rajah bianco del Sarawak, un approfondimento dedicato al tema attuale delle giungle equatoriali a cura del biologo Danilo Zagaria.

Quest’area accoglie inoltre approfondimenti di attualità: Masturah Alatas, scrittrice di origine malese e docente di Lingua Inglese presso l’Università di Macerata, offre degli spunti di riflessione sulla Malesia di oggi, confrontata con quella tardo ottocentesca raccontata da Salgari; Bruna Mancini, professoressa ordinaria dell’Università della Calabria, con la sua équipe di collaboratrici, propone qui un approfondimento fotografico e audiovisuale sull’area di Lamezia Terme che ha ospitato le location del nuovo Sandokan RAI.

La sezione è, infine, arricchita da un contributo video di Giuliano Doria, Direttore del Museo di Storia Naturale di Genova che racconta la genesi del museo genovese proprio a partire dalla spedizione nel Borneo compiuta da Giacomo Doria, fondatore del museo, insieme ad Odoardo Beccari. Il museo genovese presta alla Mostra alcuni specimen reperiti da Beccari nel Borneo nel 1868 che saranno esposti nel mese di novembre nell’ambito di una giornata dedicata.

Parte dei materiali esposti è stata reperita personalmente dai due co-curatori nel corso di due viaggi di ricerca nel Borneo: i costumi d’epoca e gli oggetti artigianali di alcune delle popolazioni autoctone del Sarawak come gli Iban, i famosi “daiacchi” tagliatori di teste descritti da Beccari e resi celebri dai romanzi di Salgari, gli Orang Ulu e i Penan. Una video-intervista ad una famiglia di etnia Penan offre inoltre un’interessante panoramica sulla vita attuale dei nativi delle foreste del Borneo.

LE COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI

Dai viaggi malesi sono inoltre scaturite le collaborazioni internazionali al progetto espositivo: quella con la University of Malaya di Kuala Lumpur che ha ospitato nel mese di luglio, in vista della mostra, una giornata salgariana coordinata dal Professor Andrea Paduano in collaborazione con l’Ambasciata Italiana di Kuala Lumpur, dove per la prima volta in Malesia è stato proiettato un episodio del Sandokan del 1976; l’Associazione Amici di Emilio Salgari che ha sede nella capitale malese e il Museo delle Culture del Sarawak di Kuching, capoluogo del Sarawak dell’isola di Borneo.

LE ATTIVITÀ DIDATTICHE

Nel corso dei mesi di allestimento è prevista una rassegna di giornate salgariane, curata dal coordinatore scientifico del Museo, il Professor Paolo Bertetti, con interventi curati dai membri del comitato scientifico della mostra e ospiti esterni.

Il Museo offrirà percorsi didattici abbinati alla mostra che prevedono anche “passeggiate salgariane” – condotte dall’antropologo Francesco Vietti dell’Università di Torino – alla scoperta dei luoghi torinesi vissuti da Salgari e sessioni di gioco in cui sperimentare “Le tigri della Malesia”, ad oggi il primo gioco di ruolo, realizzato da Cristian Carlone e Renato Torchio, ispirato al ciclo indo-malese salgariano.

Un progetto didattico speciale ha coinvolto infine due classi di due scuole montessoriane di Torino e Kuala Lumpur dove bambini e bambine in un percorso di scambio interculturale sono stati stimolati ad immaginare i rispettivi paesi in un gioco tutto salgariano di immaginazione di luoghi esotici mai visitati. Le opere realizzate sono valorizzate nel percorso espositivo.

Con il sostegno di: Progetto Youtoo Città di Torino; Fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino; Regione Piemonte.

Media partner: Rai Cultura.

In collaborazione con: Rai Teche.

Prestiti: Rai Teche; La Specola – Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze; Museo di Storia Naturale di Genova Giacomo Doria.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA INAUGURALE

Ore 15:30. Apertura al pubblico della mostra “Sandokan: il ritorno della Tigre”

Ore 16.00. Inaugurazione Rooftop e saluti Istituzionali

Carlotta Salerno, Assessora alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie Città di Torino.

Giampiero Leo, Presidente della Commissione cultura, istruzione, territorio Fondazione CRT.

Silvia Casolari e Davide Monopoli, Co-Direttori del Museo, Fondazione MUFANT.

Hartmut Grabowski, Architetto autore del progetto architettonico e direttore dei lavori.

Ore 16:30. Felice Pozzo. Il magico mondo di Emilio Salgari.

Quello del grande romanziere è un universo soffuso di magie e di alchimie letterarie, messo in atto creando in Italia il genere avventuroso ed esibendo un vero e proprio “mondo in una stanza”, descritto cioè a tavolino. Il tutto agganciato alla realtà ma sospeso in una sorta di nebbia creata dall’immaginazione e dall’immedesimazione.

Ore 17.00. Paola Irene Galli Mastrodonato. La Malesia di Emilio Salgari.

Come e perché il poco più che ventenne Salgari crea una saga che si svolge nell’Oriente estremo, nell’isola più selvaggia allora conosciuta, il Borneo, e così facendo cambia radicalmente l’immagine eurocentrica che di quei luoghi era stata fin lì trasmessa? Un viaggio avvincente attraverso le pagine ricche di fascino del nostro più grande scrittore tra Otto e Novecento.

Ore 17:40. Visita guidata alla mostra con i co-curatori. Interviene Federica Pellegatti, Presidentessa Associazione Emilio Salgari, Kuala Lumpur, Malesia.

Ore 18:10. Daniele Cicuzza (University of Brunei Darussalam). Odoardo ed Emilio, due modi di esplorare le foreste tropicali del Sud-Est asiatico.

Odoardo Beccari ed Emilio Salgari sono stati due grandi esploratori italiani dell’800. Il primo ha esplorato le foreste del sud-est asiatico contribuendo notevolmente alla conoscenza della flora e fauna di quei luoghi, a quei tempi, poco conosciuti. Il secondo, pur non avendo mai lasciato l’Italia, ci ha consegnato delle descrizioni immaginarie di pirati e filibustieri nel bellissimo ciclo dei Pirati della Malesia. Quel mondo è oggi profondamente cambiato, le foreste sono state modificate, e i pirati sono solo un ricordo. Le grandi foreste tropicali, con i loro alberi maestosi, producono legno pregiato che è utilizzato in tutto il mondo, anche nel nostro design italiano. Pertanto l’Italia contemporanea è collegata con questo mondo più di quanto noi possiamo immaginare.

Ore 18:40. Carlo Modesti Pauer. Il Sandokan di Sollima, la RAI e l’Italia degli anni ’70.

Una breve panoramica sulla cultura e la società dell’Italia al tempo della gestazione e produzione di Sandokan, inserendo il pensiero e l’opera dell’autore – S. Sollima – per poi analizzare l’impatto della serie e la sua ricezione, sia della critica che del pubblico.

Ore 19:10. Aperitivo finale

Ore 20:00. Chiusura lavori

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MUFANT – P.zza Riccardo Valla 5 – Info: 347.54 05 096 – 349.81 71 960 staffmufant@gmail.com

Si accede all’evento inaugurale con i biglietti standard del Museo: Ingressi – MUFANT