Categoria: mostra

  • STAR TREK 60

    STAR TREK 60

    Sessant’anni verso il futuro

    Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00
    MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza
    Piazza Riccardo Valla 5, Torino

    L’8 settembre 1966 Star Trek appariva per la prima volta sugli schermi televisivi statunitensi. Cominciava così un viaggio destinato a cambiare per sempre il nostro modo di immaginare il futuro.

    Nel sessantesimo anniversario della Serie Classica, il MUFANT, in collaborazione con il gruppo Star Trek Torino e con la collezionista Stefanie Gröner, rinnova la sala espositiva dedicata all’universo fantascientifico nato dalla visione di Gene Roddenberry.

    Sabato 12 settembre inaugura “Star Trek 60”, un nuovo allestimento che celebra sessant’anni di mondi lontani, incontri con l’ignoto, nuove forme di vita e nuove civiltà, continuando a spingersi là dove nessun uomo è mai giunto prima.

    Perché Star Trek non ci ha insegnato soltanto a guardare le stelle: ci ha insegnato a immaginare che cosa potremmo diventare.

    Il viaggio continua.

    Spazio, ultima frontiera…

    L’INAUGURAZIONE

    Trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti l’8 settembre 1966, Star Trek, successivamente identificato come The Original Series, presentò al pubblico l’equipaggio della USS Enterprise, guidato dal capitano James T. Kirk.

    La sua missione non era conquistare nuovi pianeti, ma esplorare lo spazio, incontrare altre forme di vita e conoscere civiltà sconosciute. Una prospettiva innovativa, attraverso la quale la serie affrontò temi come il rapporto con l’altro, la convivenza tra culture diverse, il progresso scientifico, la pace e il futuro dell’umanità.

    Nel corso del pomeriggio, ospiti ed esperti approfondiranno il fenomeno Star Trek mettendolo in relazione con i programmi spaziali degli anni Sessanta e con la creatività dei fan, capace di trasformare una grande passione collettiva in nuove produzioni artistiche e cinematografiche. Un particolare focus sarà dedicato al tema della rappresentazione della flora aliena nella serie in linea con la nuova progettualità annuale del museo dedicata ai rapporti fra botanica e fantascienza.

    LA NUOVA SALA “STAR TREK 60”

    Dal 12 settembre al 30 dicembre 2026

    La nuova sala espositiva “Star Trek 60” è dedicata in particolare alla Serie Classica creata da Gene Roddenberry.

    Il percorso presenta action figure di personaggi come Spock e il capitano Pike, diorami che ricostruiscono scene e ambientazioni memorabili — tra cui il capitano Kirk sulla poltrona di comando dell’Enterprise e Spock e Sulu nell’Universo dello Specchio — oltre a numerose figure aliene.

    L’allestimento comprende inoltre gadget e riproduzioni di alcuni degli oggetti più riconoscibili della saga: phaser, tricorder, comunicatori e l’iconico gioco degli scacchi tridimensionali.

    Al centro della sala è esposta una riproduzione della poltrona di comando dell’Enterprise, donata al MUFANT da Gabriella Lisiero, moglie del compianto Alberto Lisiero cofondatore dello Star Trek Italian Club e figura fondamentale del fandom italiano. Intorno alla poltrona trovano posto riproduzioni delle uniformi della Federazione e dei costumi di alcuni alieni apparsi nella Serie Classica.

    La mostra espone la collezione di Stefanie Gröner, fondatrice del gruppo Star Trek Torino. Nata in Germania, Gröner ha scoperto Star Trek durante un periodo trascorso negli Stati Uniti e, dopo essersi trasferita in Italia, ha iniziato a raccogliere oggetti e merchandising legati alla saga. Parte della sua collezione, che comprende anche costumi realizzati a mano, è oggi inserita nel percorso espositivo permanente del MUFANT.

    PROGRAMMA

    Ore 15.00–15.30

    INTRODUZIONE

    Presentazione a cura dei co-direttori del MUFANT, Silvia Casolari e Davide Monopoli, che illustreranno il significato e il peso di Star Trek nel progetto culturale del museo e nell’ambito del percorso espositivo permanente.

    Sottolineeranno inoltre l’importanza di dare voce al fandom e alla sua capacità di trasformare la passione per la fantascienza in nuove forme di creatività e produzione culturale, dai fan film alle opere artistiche e narrative.

    Ore 15.30–16.00

    STAR TREK 1966: UN INIZIO TRA FANTASCIENZA E CORSA ALLA LUNA

    Incontro fra Stefanie Gröner, curatrice della sala espositiva,  e Antonio Lo Campo, giornalista scientifico e scrittore specializzato nel settore aerospaziale, collaboratore de La Stampa, Avvenire e di diverse testate specialistiche.

    L’incontro metterà a confronto i programmi spaziali sviluppati negli anni Sessanta, nel pieno della corsa alla Luna, con l’immaginario dell’esplorazione cosmica concepito da Gene Roddenberry per la Serie Classica.

    Ore 16.00–16.30

    STAR TREK: FIORI E PIANTE ALIENE

    Stefanie Gröner accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la flora dei mondi alieni esplorati dall’Enterprise e dagli altri equipaggi della Flotta Stellare nei sessant’anni della saga.

    L’intervento creerà un collegamento tra l’immaginario botanico di Star Trek e il Giardino Fantabotanico realizzato sul Rooftop del MUFANT, dove piante reali e vegetazioni immaginarie dialogano all’interno di un percorso dedicato al rapporto tra natura e fantastico.

    Ore 16.30-17:00

    COFFEE BREAK

    Ore 17.00–17.45 

    DELL’AMORE E DELL’ONORE

    Proiezione e presentazione di Dell’Amore e dell’Onore, il primo fan film di Star Trek realizzato in Italia.

    Pensato per essere seguito anche da chi non conosce approfonditamente la saga, il film propone al tempo stesso numerosi riferimenti destinati agli appassionati. La storia intreccia diplomazia, conflitto e strategia militare con un’attenta costruzione dei personaggi, affrontando temi come il dovere, la lealtà, la famiglia, il rimorso, la vendetta e l’amore.

    Il progetto, che ha richiesto quattro anni di lavorazione, sarà presentato da Carlo “Jack” Ponissi, autore della sceneggiatura e compositore della colonna sonora originale. Artista torinese e appassionato di fantascienza, Ponissi ha riunito nel cortometraggio la propria formazione artistica, la scrittura e la ricerca musicale.

    Interverranno inoltre Alessandra Prandi, scenografa, e Mirco Faedi e Alessandro Cozza, interpreti protagonisti del film.

    L’evento fa parte del progetto “Profezie Artificiali”, Progetto vincitore dell’Avviso Pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi @PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021 – 2027 – TO7.5.1 B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA.

  • Prorogata la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”

    Prorogata la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”

    La mostra dedicata a Emilio Salgari e alla Tigre della Malesia verrà prorogata fino al 15 novembre 2026.

    Nelle tre sale situate sul Rooftop troverete non solo pezzi rari sull’autore e sulla figura di Sandokan, ma anche un approfondimento sulla foresta del Borneo evocata attraverso manufatti, costumi e oggettistica, in un viaggio che unisce fantasia e realtà.

    La mostra è visitabile negli orari di apertura del museo, dal giovedì alla domenica dalle 15:30 alle 19:00, ed è compresa nei biglietti standard del Museo: Ingressi – MUFANT.

  • Il fumetto Disney ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

    Il fumetto Disney ai tempi dell’Intelligenza Artificiale

    TRADIZIONE, MESTIERE E FUTURO DELL’ARTE DEL FUMETTO AL MUFANT
    Domenica 15 marzo 2026, dalle 16.30 alle 18.30, il MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino ospita un nuovo appuntamento della rassegna Profezie Artificiali, il progetto che esplora i cambiamenti e gli impatti generati dall’Intelligenza Artificiale nel settore culturale e creativo.

    L’incontro Il fumetto Disney ai tempi dell’Intelligenza Artificiale si inserisce nel percorso di ricerca promosso dal museo per interrogare il presente attraverso i linguaggi del fantastico. Dopo aver indagato scrittura, arti visive e nuovi media, la lente si posa ora su uno dei laboratori narrativi più longevi e amati: il fumetto Disney.

    A condurre il talk saranno i codirettori del museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli, che guideranno una tavola rotonda in stile podcast: un dialogo serrato, accessibile e partecipato, capace di intrecciare riflessione teorica, esperienza professionale e coinvolgimento del pubblico.

    L’IA PUÒ CAPIRE PAPERINO?
    Il cuore del confronto non sarà solo tecnico, ma profondamente culturale. Un algoritmo può imitare uno stile grafico, può replicare una struttura narrativa, ma può davvero “sentire” la frustrazione di Paperino?Può comprendere la memoria collettiva che rende un personaggio Disney qualcosa di più di un semplice disegno?

    Attraverso domande che spaziano dalla filiera editoriale all’etica del copyright, dal blocco creativo alla trasformazione delle professioni, il talk affronterà nodi cruciali: l’IA è una rottura radicale o l’ultima incarnazione di un dialogo tra uomo e tecnologia che il fumetto ha sempre raccontato? Conta sapere chi ha scritto una storia, se alla fine funziona? Dove finisce il supporto e dove inizia la sostituzione? Un viaggio che parte dalla pagina bianca e arriva fino alle questioni più delicate: appropriazione, omologazione dello stile, trasparenza nei crediti, responsabilità creativa.

    GLI OSPITI
    Vittorio Pavesio
    Editore, sceneggiatore e figura storica dell’editoria fumettistica italiana, è co-fondatore e direttore artistico di Torino Comics. In oltre cinquant’anni di carriera ha collaborato con importanti realtà editoriali e con testate Disney come Topolino e Paperinik Magazine. Porterà uno sguardo privilegiato sulla trasformazione della filiera produttiva: dalle tavole consegnate a mano all’era digitale, fino alle nuove prospettive aperte dall’Intelligenza Artificiale.

    Simona Capovilla
    Autrice e disegnatrice per Topolino, si dedica al fumetto e all’illustrazione per l’infanzia. Dal 2021 lavora
    stabilmente nell’universo Disney, firmando sceneggiature e storie dedicate ai personaggi classici. Racconterà cosa significa creare oggi una storia Disney: dalla prima intuizione alla tavola finita, tra disciplina, rispetto dei personaggi e spazio per la propria voce autoriale.

    Federico Butticè
    Fumettista e illustratore per Panini Disney, character designer per Studio RAM e docente presso la Scuola
    Internazionale di Comics di Torino
    . Ha esordito su Topolino nel 2023 con Archimede e l’automa autoapprendente, una storia che sembra dialogare direttamente con i temi dell’incontro. Offrirà una riflessione sul rapporto tra tradizione, tecnologia e formazione delle nuove generazioni di autori.


    DENTRO IL MESTIERE: SCRIVERE E DISEGNARE DISNEY OGGI
    Una parte centrale dell’incontro sarà dedicata al “dietro le quinte” del lavoro: come nasce concretamente una storia per Topolino? Quanto tempo richiede? Quanto spazio esiste per lo stile personale all’interno di una grammatica visiva codificata? Il pubblico entrerà nella giornata tipo di un autore Disney, scoprendo che dietro venti pagine stampate si nascondono settimane — talvolta mesi — di studio, confronto con la redazione, revisioni, cura del dettaglio.

    Ed è proprio questa complessità a rendere ancora più urgente la domanda sull’IA: prima di chiedersi se
    possa scrivere una storia, occorre capire cosa significa davvero scriverla.


    LE SCULTURE DI ANDREA SALIMBETI
    Durante la giornata saranno esposte le sculture dei più celebri personaggi Disney realizzate da Andrea
    Salimbeti: modellini in stucco interamente lavorati a mano. Un contrappunto materico alla riflessione
    sull’Intelligenza Artificiale, che riporta al centro il gesto artigianale e la dimensione tangibile dell’immaginario.


    Un appuntamento imperdibile per appassionati di fumetto, professionisti del settore, studenti, famiglie e
    per tutti coloro che vogliono interrogarsi su una domanda che riguarda non solo il futuro del fumetto, ma
    quello dell’immaginazione stessa.

    L’evento fa parte del progetto “Profezie Artificiali”, Progetto vincitore dell’Avviso Pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi @PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021 – 2027 – TO7.5.1 B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA.

  • La fantascienza di Urania oggi, fra illustrazione e letteratura.

    La fantascienza di Urania oggi, fra illustrazione e letteratura.

    Sabato 9 maggio 2026.

    Nell’ambito del Salone Internazionale del Libro OFF di Torino. Dalle ore 15.30 alle ore 19.00.

    La fantascienza di Urania oggi, fra illustrazione e letteratura.
    MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza, P.zza Riccardo Valla 5 – Torino.

    La preziosa attenzione che il Salone Internazionale del Libro di Torino ha rivolto e rivolge anche alle letterature di genere ha dato vita ad una consolidata e pluriennale collaborazione con il MUFANT, il museo del fantastico e della fantascienza di Torino.

    Siamo lieti di annunciare che per l’anno 2026 questo sodalizio non solo prosegue ma si arricchisce di una iniziativa, a cura dei co-direttori del museo Silvia Casolari e Davide Monopoli, focalizzata su una collana che ha il merito di aver fatto scoprire il genere fantascientifico agli italiani e alle italiane, già a partire dai primissimi anni ’50 e fino a oggi: è la storica Urania edita da Mondadori, quella del celeberrimo cerchio rosso in copertina.

    Nel mese di maggio 2026, nel contesto del Salone OFF, la manifestazione che accompagna il Salone del Libro diffondendolo al di là dei confini del Lingotto sull’intero territorio cittadino e oltre, il MUFANT dedica un’importante iniziativa alla fantascienza di Urania fra letteratura e illustrazione, con un focus particolare su autrici e autori italiani e, sul versante artistico, sull’illustratore Franco Brambilla. 


    La mostra: “Mondi nel Cerchio e invasioni aliene. L’arte di Franco Brambilla”.

    Nell’ambito del progetto Profezie Artificiali, che fa parte delle iniziative di “Torino che Cultura” sostenute dalla Città di Torino, il museo dedica una mostra monografica all’artista Franco Brambilla.

    A partire dalla strettissima connessione fra letteratura e illustrazione che di per sé caratterizza l’immaginario fantascientifico e che ha trovato nella collana Urania, con i suoi storici illustratori, uno degli esempi più emblematici, il MUFANT propone la mostra dedicata Brambilla, l’illustratore che da venticinque anni firma le copertine della rivista. 

    Vogliamo ricordare come Urania, dal 1952, anno della sua fondazione, abbia  contribuito in modo determinante nel costruire non solo un genere letterario, che all’epoca ancora non aveva un nome in Italia, ma anche a forgiarne l’immaginario visuale,  grazie anche ai “mostri sacri” che ne hanno illustrato le copertine. Da allora e fino ad oggi, infatti, si sono alternati artisti che hanno “firmato” le copertine creando un fortissimo legame identitario con i curatori che si sono succeduti alla guida della pubblicazione: dagli esordi negli anni ’50 con la curatela di Giorgio Monicelli (fondatore della rivista cui va il merito di aver “inventato” la parola italiana “fantascienza” derivandola dal termine inglese Science-Fiction) e l’arte di Kurt Caesar e Carlo Jacono, agli anni di Fruttero e Lucentini con l’artista olandese Karel Thole, passando per la curatela di Gianni Montanari e illustratori come Giuseppe Festino e Oscar Chiconi, per arrivare alla quasi trentennale curatela di Giuseppe Lippi in sodalizio con Franco Brambilla, artista che tiene ben saldo il timone iconografico della rivista ancora oggi sotto la guida di Franco Forte.

    In esposizione non solo una prestigiosa selezione delle più iconiche copertine Urania realizzate da Franco Brambilla nel corso degli ultimi venticinque anni, fra astronavi, robot, mondi e città del futuro ma anche quello che costituisce il frutto di una sua personale ricerca: il progetto Invading the Vintage. Il progetto artistico, lanciato nel 2007 dell’artista milanese, costituisce un intervento, fra bellezza e ironia, che accomuna vecchie cartoline italiane prevalentemente degli anni ‘60 e ‘70 con le principali icone del cinema e dell’immaginario fantascientifico. Nelle cartoline, piazze e paesaggi italiani sono “invasi” da astronavi, macchine e personaggi alieni generando così una nuova immagine caratterizzata da vero e proprio stravolgimento a tratti umoristico, surreale, straniante.

    Il percorso espositivo si propone quindi come un’immersione totale nel lavoro di un artista che ha dedicato e dedica al fantastico, in particolare la fantascienza, la sua intera ricerca. 

    La mostra costituisce un ulteriore passo nel percorso condiviso fra l’artista e il museo, che, nel corso degli ultimi anni, ne ha promosso l’opera in contesti nazionali e internazionali. 

    Il Premio Urania.

    Le già tante iniziative condivise fra la storica collana e il museo torinese si consolidano in un evento, a cura di Franco Forte direttore editoriale della collana, destinato a diventare un prestigioso appuntamento annuale: il tradizionale riconoscimento conferito agli autori italiani di fantascienza da parte della collana mondadoriana – il Premio Urania – trova infatti casa al MUFANT. 

    È un piacere annunciare che, per la prima volta dalla sua fondazione – avvenuta nel 1989 per volere dell’allora curatore Gianni Montanari che ideò un premio dedicato alla migliore opera letteraria italiana di fantascienza e che da allora è divenuto il principale riconoscimento del settore – il conferimento del Premio Urania avverrà in presenza, nel contesto di una grande festa dedicata al genere fantascientifico. Una scelta che Franco Forte ha portato avanti con l’obiettivo di aggiungere un tassello importante nel suo lavoro di valorizzazione e promozione degli scrittori e delle scrittrici italiane che si cimentano in un genere – la fantascienza – troppo a lungo considerato di quasi esclusiva importazione, prevalentemente anglo-americana.

    A conferire il Premio sarà un maestro della fantascienza italiana come Dario Tonani, che con Mondadori è legato a stretto filo per la pubblicazione di tre romanzi su Urania (Infect@, 2007, L’algoritmo bianco, 2009 e Toxic@, 2011) e per essere stato il primo autore italiano pubblicato con un romanzo inedito, Naila di Mondo9, nella prestigiosa collana mondadoriana “Oscar Fantastica”.

    Numero di ES Journal su Urania.

    Lo scorso aprile la rivista Emerging Series Journal ha pubblicato un numero speciale dedicato a Urania. All’interno del giornale curato da Simona Pezzano e Simone Arcagni è presente anche il contributo del Mufant grazie ad un saggio scritto dal coordinatore scientifico del museo Paolo Bertetti e un’intervista ai co-direttori Silvia Casolari e Davide Monopoli.

    Programma:

    Ore 15:45 – 16:00. Saluti istituzionali con Rosanna Purchia, Assessora alle politiche culturali, musei e biblioteche, attività e manifestazioni culturali e archivio storico della Città di Torino.

    Ore 16:00 – 16:45. Mondi nel Cerchio e invasioni aliene. L’arte di Franco Brambilla.

    Inaugurazione della mostra con visita guidata. A seguire talk con Franco Brambilla e i co-direttori del MUFANT, Silvia Casolari e Davide Monopoli.

    Ore 16:45 – 17. Presentazione numero speciale di ES Journal con Simone Arcagni.

    Ore 17 – 17:45. I premi Urania. Talk.

    Tavola rotonda con scrittori e scrittrici che si sono aggiudicati il Premio Urania negli ultimi cinque anni. Con: Elena di Fazio, autrice di Resurrezione (32° Premio Urania), Franci Conforti, autrice di Spine (33° Premio Urania), Davide Del Popolo Riolo, autore di Per le ceneri dei padri (34° Premio Urania), Antonio Benvenuti, autore di Quando lottano gli dei (35° Premio Urania), Elia Gonella, autore di Occhi dal cielo (36° Premio Urania). Con Franco Forte, scrittore e direttore editoriale di Urania e delle altre storiche collane da edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori e Segretissimo). Modera Paolo Bertetti, coordinatore scientifico MUFANT.

    Ore 17:45- 19. Premio Urania 2025 e Premio Urania Short 2026. Premiazione.

    Nell’ambito di una manifestazione così determinante, come è il Salone Internazionale del Libro, nel valorizzare la cultura del libro e della lettura, il museo della fantascienza ospita il più importante premio letterario del suo settore, in un’ottica di valorizzazione della letteratura italiana di genere.

    Con Silvia Casolari, co-direttrice MUFANT, Franco Forte e i 10 finalisti 2025. Conferisce il premio Dario Tonani, master della science fiction italiana. 

    Il Premio Urania, fino ad oggi conferito attraverso il canale web della rivista, si apre così alla partecipazione diretta di lettori e lettrici che potranno non solo condividere con i finalisti la suspense e la magia di un momento così importante, ma incontrare e dialogare con “firme” già affermate fra il pubblico degli appassionati.

    Si accede all’evento con un costo unitario di 8 € comprensivo di accesso al museo, ad eccezione della riduzione per la disabilità.

    Info: e-mail info@mufant.it , tel 347.5405096.

  • La Malesia di Sandokan: tra fantasia e realtà

    La Malesia di Sandokan: tra fantasia e realtà

    Domenica 18 gennaio, a partire dalle ore 16:00, si terrà al MUFANT una giornata intitolata La Malesia di Sandokan: tra fantasia e realtà.

    L’evento esplorerà i diversi modi nei quali, tra viaggi immaginari e viaggi reali, è stata costruita l’immagine esotica della Malesia, a partire dal grande ciclo narrativo di Emilio Salgari (che, come noto, inventò i suoi romanzi a tavolino raccontando di terre lontane e misteriose senza mai muoversi dalla sua stanza), attraverso le diverse trasposizioni della sua opera, fino alla fortunata serie televisiva trasmessa a partire dal 1° dicembre 2025, prodotta da LUX Vide in collaborazione con RaiFiction.

    L’opposizione “immaginazione – realtà” e il concetto di esotismo sono anche al centro della mostra Sandokan: il ritorno della tigre, dedicata al ciclo indo-malese, undici romanzi in cui lo scrittore veronese, e torinese di adozione, racconta le incredibili avventure di pirati, lord, principesse e spietati tagliatori di teste, ambientate fra l’India e la Malesia. A partire dal memorabile successo televisivo del Sandokan RAI del 1976, il percorso perlustra gli adattamenti crossmediali che ebbe il ciclo indo-malese fin dalle sue origini: un infinito e rocambolesco alternarsi di rappresentazioni e trasposizioni che, a partire dalle opere letterarie scritte da Salgari fra tardo Ottocento e primi del Novecento, ha invaso il cinema, il fumetto, il teatro, l’arte, l’illustrazione e, di nuovo oggi e per la seconda volta, la televisione.

    La mostra comprende anche una sezione che propone un confronto fra il Borneo raccontato da Salgari e il Borneo descritto dal naturalista Beccari, con reperti etnografici, materiali originali raccolti nei suoi viaggi (prestati dal Museo La Specola di Firenze), documenti fotografici e audiovisivi e un approfondimento dedicato al tema attuale delle giungle equatoriali a cura del biologo Danilo Zagaria. Quest’area accoglie inoltre approfondimenti di attualità, tra i quali la riflessione di Masturah Alatas sulla Malesia di oggi, confrontata con quella tardo ottocentesca raccontata da Salgari.

    Il pomeriggio del 18 gennaio si aprirà alle 16:00 sul Rooftop del MUFANT con una visita alla mostra guidata da un’ospite d’eccezione: Felice Pozzo, uno dei massimi esperti salgariani.

    Successivamente, alle 17:00, si terrà una tavola rotonda moderata dai co-direttori del museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli. Al dibattito parteciperanno:

    • Claudio F. Benedetti, uno degli sceneggiatori della nuova serie televisiva Rai dedicata a Sandokan;
    • Masturah Alatas, docente presso l’Università di Macerata, scrittrice di origine malese e studiosa di Salgari;
    • Danilo Zagaria, biologo e divulgatore scientifico;
    • Lorenzo Cecchi, botanico presso l’Università di Firenze e curatore della mostra su Beccari attualmente visibile al Museo della Specola.

    SANDOKAN. IL RITORNO DELLA TIGRE
    21.09.2025 – 21.03.2026
    MUFANT
    – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino
    Piazza Riccardo Valla, 5, Torino

    Con il sostegno di: Progetto Youtoo Città di Torino; Fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino; Regione Piemonte.

    Media partner: Rai Cultura.

    In collaborazione con: Rai Teche.

    Prestiti: Rai Teche; La Specola – Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze; Museo di Storia Naturale di Genova Giacomo Doria.

  • La Fantascienza di Primo Levi. Dal Versificatore a ChatGPT

    La Fantascienza di Primo Levi. Dal Versificatore a ChatGPT

    Domenica 7 dicembre 2025. Dalle ore 15.30 alle ore 19.00.

    Evento finale di Profezie Artificiali 2025.

    MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza. P.zza Riccardo Valla 5 – Torino.

    PRIMO LEVI SCRITTORE DI FANTASCIENZA.

    «Ho l’impressione che una buona parte del mio pubblico troverà strano che uno scrittore nato come scrittore dall’esperienza dei campi di concentramento, trovi poi una strada nel campo della fantascienza; a mio parere però non c’è contraddizione, ritengo che le mostruosità e i mostri partoriti dal sonno della ragione che entrano in scena e si rappresentano nel campo della fantascienza non siano poi così diversi da quegli altri mostri, i maggiori dei quali è Auschwitz, a cui abbiamo assistito nel corso di questi ultimi venti anni e che non sono scomparsi».

    Queste sono le parole di cui Primo Levi si è servito per descrivere i suoi racconti di fantascienza in una intervista RAI, divenuta storica, della fine degli anni ’60 in occasione della messa in onda dell’adattamento del racconto Il Versificatore, per la regia del torinese Massimo Scaglione.

    Levi alternò la professione di chimico – per quasi trent’anni alla Siva di Settimo Torinese – alla scrittura.

    La sua incursione nella fantascienza non è stata casuale né estemporanea: quando nel 1947 esordiva con «Se questo è un uomo», aveva già nel cassetto un racconto fantastico, «I mnemagoghi». Da quel momento la sua produzione letteraria di genere fantascientifico non si è mai interrotta, andando a costituire oltre la metà della sua opera.

    Quella di Primo Levi è una fantascienza ironica, disincantata e con una sottile vena critica che in qualche modo è vicina ai grandi autori del genere e soprattutto alla «social science fiction», la fantascienza statunitense degli anni ’50 che, dopo l’esplosione dell’Atomica, smette di celebrare incondizionatamente la meraviglia delle invenzioni tecnologiche per una riflessione sociale più ampia e critica.
    Malgrado ciò, l’editore Einaudi inserì sulla copertina di «Storie naturali», la prima raccolta di racconti di fantascienza di Primo Levi, un teaser con l’ambigua dicitura «Fantascienza?» e volle che l’autore pubblicasse sotto lo pseudonimo Damiano Malabaila: la science fiction era ancora considerata un genere minore e di puro intrattenimento.

    IL VERSIFICATORE NELL’AMBITO DEL PROGETTO PROFEZIE ARTIFICIALI

    Uno dei 15 racconti che compongono la raccolta «Le storie naturali» è intitolato il “Versificatore”. Si tratta di un macchinario all’avanguardia che un poeta, subissato di lavoretti di poco conto come annunci matrimoniali, rime funebri e slogan pubblicitari, acquista per realizzare più velocemente i componimenti che la clientela gli chiede. Il Versificatore permette di impostare parametri come argomento, registro, forma metrica, periodo storico e in pochi secondi emette il testo compiuto, licenze poetiche comprese.

    È inevitabile, oggi, il rimando a ChatGPT, intelligenza artificiale anch’essa capace di generare testi compiuti grazie al dialogo con l’utente tramite “semplici” prompt testuali. Questa analogia non fa altro che esaltare la forza visionaria e anticipatrice che ebbe Primo Levi nell’immaginarne il funzionamento a metà anni ’60.

    Ed è proprio sul Versificatore che si fonda la nuova area espositiva del museo, realizzata grazie a “Profezie Artificiali”, il progetto triennale curato dalla direzione artistica del museo – Silvia Casolari e Davide Monopoli – e sostenuto da “Torino Che Cultura” della Città di Torino, con l’obiettivo di seguire da vicino l’evoluzione e gli impatti dell’arrivo dell’intelligenza artificiale, soprattutto in ambito culturale e creativo.

    Il VERSIFICATORE DI BRUCE STERLING

    L’interesse del Mufant per il Versificatore di P. Levi converge con il progetto artistico di Bruce Sterling, scrittore di fantascienza statunitense, fondatore del movimento cyberpunk, nonché direttore artistico di Share Festival, il festival torinese di arte tecnologica.

    Nell’ultimo biennio Sterling ha avviato un progetto di ricerca incentrato sul Versificatore, promuovendone l’unicità come anticipazione tecnologica tutta torinese dell’odierna intelligenza artificiale, da valorizzare anche in ambito internazionale.

    Arriva così in mostra al MUFANT il Versificatore co-prodotto da Sterling e Mufant, una replica fedele e tecnologica del modello proposto nell’omonimo sceneggiato RAI degli anni ’70, per la realizzazione del quale sono stati coinvolti il designer torinese Marcello Michielini e lo studio statunitense Multiplayer.

    Nell’area espositiva anche una versione digitale del Versificatore nel metaverso del Museo, fruibile da visitatori e visitatrici attraverso visore VR, realizzato dal digital creator Mariano Equizzi.

    ALTRI OSPITI

    Partecipa alla giornata Jasmina Tešanović, attivista per i diritti civili, giornalista, scrittrice e regista serba. Dialogherà in talk con la co-direttrice del Mufant Silvia Casolari, sul fenomeno recente che vede un rilancio delle letterature di genere, dal fantastico al femminismo.

    Share Festival porta al MUFANT le opere dello “Share campus – mockumentary dal 2050”, ideato da Francesca Ventura. Realizzato con la collaborazione della Prof.ssa Elisabetta Ajani e degli studenti dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, le opere rappresentano macchinari e tecnologie del 2050 accompagnate da un QR code che permette di vedere la rappresentazione dell’oggetto in un breve video generato con IA. Gli artefatti fanno parte del progetto APS The Sharing, associazione nata da un’idea di Chiara Garibaldi e dei soci fondatori, con l’obiettivo di promuovere la riflessione sul nuovo flusso culturale generato dall’uso della tecnologia digitale nelle nostre vite.

    Ospite d’eccezione il MU-CH, il Museo della Chimica di Settimo Torinese. Andrea Fiumara e Alessandra Marengo, rispettivamente responsabile della didattica e curatrice del museo, conducono il talk “La scienza nella fantascienza di Primo Levi”, un’esplorazione delle opere di fantascienza del chimico e scrittore piemontese, tra quello che la scienza conosceva e quello che poteva solo immaginare. Verrà inoltre analizzata la scienza nascosta nella fantascienza, alla scoperta di come, spesso, sia proprio il fantastico ad aprire la strada al possibile.

    PROGRAMMA

    • Ore 15.30 – Saluti Istituzionali e intervento di Davide Monopoli, su “Primo Levi e la fantascienza”.
    • Ore 15.50 – Talk “La bella addormentata nel frigo. Il risveglio della letteratura di genere.Silvia Casolari dialoga con Jasmina Tešanović, attivista per i diritti civili, giornalista, scrittrice e regista serba.
    • Ore 16.15 – Presentazione della Mostra “Share Campus – mockumentary dal 2050”, un progetto di APS The Sharing. Ideato da Francesca Ventura e realizzato con la collaborazione della Prof.ssa Elisabetta Ajani e degli studenti dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.
    • Ore 16.45 – Performance “Bruce Sterling dialoga con il Versificatore di Primo Levi”. Scrittore di fantascienza statunitense e fondatore del movimento cyberpunk, direttore artistico di Share Festival.
    • Ore 17:45 – Talk: “La scienza nella fantascienza di Primo Levi”. Con Andrea Fiumara, Head of Education and Public Engagement del MU-CH Museo della Chimica di Settimo Torinese.

    Il progetto PROFEZIE ARTIFICIALI

    L’intelligenza artificiale generativa fa ormai parte della nostra vita quotidiana. La diffusione massiva di algoritmi basati sulle IA generative, potenzialmente applicabili, con conseguenze ancora imprevedibili, a tutti gli ambiti dello scibile, rende urgente individuare modalità e strumenti capaci di rendere accessibile a tutti e tutte la comprensione della natura, e dei macro-impatti, di questo tsunami tecnologico.

    Il progetto triennale Profezie Artificiali, ideato e realizzato dal Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino nell’ambito di «Torino che cultura!», si propone di offrire strumenti di riflessione critica sul fenomeno, delineando un percorso critico di avvicinamento all’IA attraverso la fantascienza. Il tema dell’intelligenza artificiale, infatti, costituisce un topos tradizionale della fantascienza: innumerevoli opere letterarie e cinematografiche, molte delle quali sono entrate nell’immaginario collettivo, ne hanno profeticamente trattato tutti i possibili risvolti – sociali, politici, economici – e, soprattutto, hanno contribuito, con le loro anticipazioni e il loro esercizio di “immaginazione scientifica”, a costruire una particolare “forma mentis” che si è poi rivelata determinante per chi, come gli informatici, l’ha trasformata in realtà. Il progetto prevede una serie diversa di azioni che si articoleranno nel corso di tre anni e accosta mostre, conferenze, laboratori, installazioni, l’attivazione di una nuova biblioteca specializzata nel genere fantascientifico.

  • La mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre” inaugura il Rooftop del MUFANT

    La mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre” inaugura il Rooftop del MUFANT

    Domenica 21.09.2025, ore 15:30 – 20:00.

    Inaugurazione Rooftop del Mufant e Mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre”.

    MUFANT, Museo del Fantastico e della Fantascienza, P.zza Riccardo Valla 5, Torino, Italia.

    Domenica 21 settembre 2025, presso il Rooftop del Museo MUFANT, inaugura la mostra “Sandokan. Il ritorno della tigre” dedicata al celeberrimo ciclo indo-malese di Emilio Salgari e ai suoi indimenticabili protagonisti: il principe-pirata Sandokan, il suo fedele compagno di avventure Yanez, la ribelle Lady Marianna, altrimenti nota come la Perla di Labuan.

    La mostra è l’occasione per inaugurare il Rooftop, la nuova area che raddoppia i piani e gli spazi a disposizione del Museo e che rende disponibili, insieme alla nuova sala espositiva in cui è ospitata la mostra salgariana, un nuovo punto bar/bookshop e una nuova grande sala conferenze attrezzata, oltreché la grande terrazza panoramica che guarda Superga e la periferia nord della città. Un percorso di rigenerazione urbana co-progettato con la Città di Torino e promosso, attraverso il bando Youtoo, dall’Assessorato alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie.

    Il progetto espositivo beneficia del sostegno, oltreché della Città di Torino, della Fondazione CRT (bando Immagini e Prospettive) e della Regione Piemonte.

    A tagliare il nastro inaugurale, per la Città di Torino l’Assessora Carlotta Salerno, per la Fondazione CRT il Presidente della Commissione cultura, istruzione, territorio Giampiero Leo, per la Fondazione MUFANT i Co-Direttori del Museo Silvia Casolari e Davide Monopoli e l’Architetto Hartmut Grabowski, autore del progetto architettonico e direttore dei lavori.

    La mostra sarà visitabile dal 21 settembre 2025 al 21 marzo 2026.

    LA MOSTRA INAUGURALE

    L’imminente ritorno in televisione di Sandokan, che debutterà in prima serata su Rai 1 dal 1° dicembre 2025, è l’occasione per il Mufant di valorizzare l’eccezionale avventura letteraria di Emilio Salgari, il suo inestimabile contributo all’introduzione nel nostro paese del genere avventuroso e il suo inossidabile rapporto con la città di Torino.

    La mostra è ideata e curata dai Co-Direttori del Museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli, coadiuvati da un gruppo di esperti italiani e internazionali, fra salgariani, studiosi di storia della televisione italiana e della cultura malese:

    Felice Pozzo, fra i massimi esperti salgariani in Italia;

    Paola Irene Galli Mastrodonato (Ph D Università degli Studi della Tuscia), autrice del saggio “Emilio Salgari: The Tiger Is Still Alive!”;

    Carlo Modesti Pauer, antropologo visuale e autore televisivo (Wonderland RAI 4);

    Masturah Alatas scrittrice e saggista (Università di Macerata);

    Rossana Moriello, esperta di bibliografia e biblioteconomia (Università di Firenze),

    Bruna Mancini, esperta di letteratura fantastica (Università della Calabria);

    Danilo Zagaria, saggista e divulgatore scientifico.

    La mostra è dedicata al notissimo ciclo di undici romanzi in cui lo scrittore veronese, e torinese di adozione, racconta le incredibili avventure di pirati, lord, principesse e spietati tagliatori di teste, ambientate fra l’india e la Malesia. A partire dal memorabile successo televisivo del Sandokan RAI del 1976, quello di Kabir Bedi per intenderci, il percorso perlustra gli adattamenti crossmediali che ebbe il ciclo indo-malese fin dalle sue origini: un infinito e rocambolesco alternarsi di rappresentazioni e trasposizioni che, a partire dalle opere letterarie scritte da Salgari fra tardo Ottocento e primi del Novecento, ha invaso il cinema, il fumetto, il teatro, l’arte e l’illustrazione e, di nuovo oggi e per la seconda volta, la televisione, con la nuova serie prodotta da LuxVide in collaborazione con RaiFiction, con un cast internazionale fra cui spicca Can Yaman nei panni della Tigre della Malesia e Alessandro Preziosi che presta il volto a Yanez de Gomera.

    Ma non solo, il fil rouge che sottende alla mostra si snoda attorno ad una riflessione più ampia e ambiziosa focalizzata sulla coppia di opposti “fantasia e realtà”, sul concetto di “esotismo”, sul contrasto fra “viaggi immaginari e viaggi reali”. È noto, infatti, che lo scrittore veronese inventò i suoi romanzi a tavolino raccontando di terre lontane e misteriose senza mai muoversi dalla sua stanza.

    In questo senso, ispirati dal saggio “I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari” del giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi, i curatori hanno sviluppato un confronto fra il viaggio immaginario nel Borneo, compiuto in fantasia dal narratore Salgari, e quello reale, di esplorazione e studio, che il naturalista fiorentino Odoardo Beccari compì nello stesso periodo in cui Salgari scriveva. Si tratta di due diverse rappresentazioni del Borneo Malese, quella offerta dall’immaginazione salgariana – che ha preso forma, come noto, dagli approfonditi studi geografici, etnografici e naturalistici compiuti dallo scrittore a tavolino – e quella di Odoardo Beccari, che fu il primo naturalista italiano, e fra i primissimi nel mondo, a solcare le foreste inesplorate del Borneo, restituendo alla scienza un incredibile patrimonio di  scoperte botaniche, faunistiche ed etnografiche presentate nel saggio “Nelle foreste di Borneo” pubblicato nel 1902.

    Sempre attorno al concetto di esotismo e considerato che la nuova serie tv, a differenza di quella degli anni ‘70 le cui location erano veramente in Malesia, è stata girata in grande parte in Calabria – fra Lamezia Terme e il Tirreno calabrese – mostreremo come, applicando il metodo salgariano, luoghi a noi familiari e domestici, possano essere rinarrati e trasformati in luoghi dell’altrove. Al centro, l’interrogativo: “persiste oggi, nella globalizzata epoca digitale, il gusto per l’esotico e per le culture e le estetiche di paesi lontani e sconosciuti?”

    IL PERCORSO DI VISITA

    1: Il magico mondo di Emilio Salgari

    La prima sezione, che beneficia della collaborazione di Felice Pozzo, accoglie ed immerge da subito visitatori e visitatrici nell’universo salgariano “tout court”, in una biografia al limite del romanzo d’avventura – fra viaggi millantati e mai realizzati, controversi rapporti con editori e critici, straordinari successi di pubblico, un improbabile duello, la relazione con l’amata moglie, il tragico e cruento epilogo della sua vita – e una sterminata produzione narrativa costituita da oltre ottanta romanzi e centinaia di racconti.

    Un curioso contributo archivistico della ricercatrice Rossana Morriello testimonia inoltre, attraverso documenti dalla Biblioteca Civica di Torino, i livelli di notorietà raggiunti da uno scrittore popolare che ha forgiato l’immaginario di più di una generazione di lettori, soprattutto giovani.

    2: La Malesia di Emilio Salgari

    La seconda sezione, realizzata grazie al contributo di Paola Irene Galli Mastrodonato, approfondisce il ciclo indo-malese con le prime edizioni, le tavole di alcuni degli illustratori, i fumetti, le edizioni internazionali, le edizioni postume dei tanti imitatori.

    La sezione dedica un focus, curato da Carlo Modesti Pauer, coautore della trasmissione Wonderland di RAI 4, agli adattamenti dei romanzi salgariani in televisione e al cinema soffermandosi, naturalmente, sul fenomeno mediatico che fu il Sandokan di Sergio Sollima del 1976. Fra estratti televisivi dello sceneggiato dalle Teche della Rai – media partner della mostra -, poster cinematografici e stralci di interviste, l’area evidenzia l’iconicità del Sandokan interpretato da Kabir Bedi, senza tralasciare le numerose altre versioni cinematografiche precedenti e successive.

    3: Odoardo ed Emilio, due modi di esplorare le foreste tropicali del Sud-Est asiatico.

    La terza sezione propone un confronto fra il Borneo raccontato dal romanziere Salgari e il Borneo descritto dal naturalista Beccari e si snoda fra materiali eterogenei: reperti etnografici delle popolazioni native del Borneo, materiali originali raccolti da Beccari nei suoi viaggi (prestati dal Museo La Specola di Firenze), documenti fotografici e audiovisivi che raccontano della vita all’epoca di James Brooke, il primo rajah bianco del Sarawak, un approfondimento dedicato al tema attuale delle giungle equatoriali a cura del biologo Danilo Zagaria.

    Quest’area accoglie inoltre approfondimenti di attualità: Masturah Alatas, scrittrice di origine malese e docente di Lingua Inglese presso l’Università di Macerata, offre degli spunti di riflessione sulla Malesia di oggi, confrontata con quella tardo ottocentesca raccontata da Salgari; Bruna Mancini, professoressa ordinaria dell’Università della Calabria, con la sua équipe di collaboratrici, propone qui un approfondimento fotografico e audiovisuale sull’area di Lamezia Terme che ha ospitato le location del nuovo Sandokan RAI.

    La sezione è, infine, arricchita da un contributo video di Giuliano Doria, Direttore del Museo di Storia Naturale di Genova che racconta la genesi del museo genovese proprio a partire dalla spedizione nel Borneo compiuta da Giacomo Doria, fondatore del museo, insieme ad Odoardo Beccari. Il museo genovese presta alla Mostra alcuni specimen reperiti da Beccari nel Borneo nel 1868 che saranno esposti nel mese di novembre nell’ambito di una giornata dedicata.

    Parte dei materiali esposti è stata reperita personalmente dai due co-curatori nel corso di due viaggi di ricerca nel Borneo: i costumi d’epoca e gli oggetti artigianali di alcune delle popolazioni autoctone del Sarawak come gli Iban, i famosi “daiacchi” tagliatori di teste descritti da Beccari e resi celebri dai romanzi di Salgari, gli Orang Ulu e i Penan. Una video-intervista ad una famiglia di etnia Penan offre inoltre un’interessante panoramica sulla vita attuale dei nativi delle foreste del Borneo.

    LE COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI

    Dai viaggi malesi sono inoltre scaturite le collaborazioni internazionali al progetto espositivo: quella con la University of Malaya di Kuala Lumpur che ha ospitato nel mese di luglio, in vista della mostra, una giornata salgariana coordinata dal Professor Andrea Paduano in collaborazione con l’Ambasciata Italiana di Kuala Lumpur, dove per la prima volta in Malesia è stato proiettato un episodio del Sandokan del 1976; l’Associazione Amici di Emilio Salgari che ha sede nella capitale malese e il Museo delle Culture del Sarawak di Kuching, capoluogo del Sarawak dell’isola di Borneo.

    LE ATTIVITÀ DIDATTICHE

    Nel corso dei mesi di allestimento è prevista una rassegna di giornate salgariane, curata dal coordinatore scientifico del Museo, il Professor Paolo Bertetti, con interventi curati dai membri del comitato scientifico della mostra e ospiti esterni.

    Il Museo offrirà percorsi didattici abbinati alla mostra che prevedono anche “passeggiate salgariane” – condotte dall’antropologo Francesco Vietti dell’Università di Torino – alla scoperta dei luoghi torinesi vissuti da Salgari e sessioni di gioco in cui sperimentare “Le tigri della Malesia”, ad oggi il primo gioco di ruolo, realizzato da Cristian Carlone e Renato Torchio, ispirato al ciclo indo-malese salgariano.

    Un progetto didattico speciale ha coinvolto infine due classi di due scuole montessoriane di Torino e Kuala Lumpur dove bambini e bambine in un percorso di scambio interculturale sono stati stimolati ad immaginare i rispettivi paesi in un gioco tutto salgariano di immaginazione di luoghi esotici mai visitati. Le opere realizzate sono valorizzate nel percorso espositivo.

    Con il sostegno di: Progetto Youtoo Città di Torino; Fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino; Regione Piemonte.

    Media partner: Rai Cultura.

    In collaborazione con: Rai Teche.

    Prestiti: Rai Teche; La Specola – Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze; Museo di Storia Naturale di Genova Giacomo Doria.

    PROGRAMMA DELLA GIORNATA INAUGURALE

    Ore 15:30. Apertura al pubblico della mostra “Sandokan. Il ritorno della Tigre”

    Ore 16.00. Inaugurazione Rooftop e saluti Istituzionali

    Carlotta Salerno, Assessora alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie Città di Torino.

    Giampiero Leo, Presidente della Commissione cultura, istruzione, territorio Fondazione CRT.

    Silvia Casolari e Davide Monopoli, Co-Direttori del Museo, Fondazione MUFANT.

    Hartmut Grabowski, Architetto autore del progetto architettonico e direttore dei lavori.

    Ore 16:30. Felice Pozzo. Il magico mondo di Emilio Salgari.

    Quello del grande romanziere è un universo soffuso di magie e di alchimie letterarie, messo in atto creando in Italia il genere avventuroso ed esibendo un vero e proprio “mondo in una stanza”, descritto cioè a tavolino. Il tutto agganciato alla realtà ma sospeso in una sorta di nebbia creata dall’immaginazione e dall’immedesimazione.

    Ore 17.00. Paola Irene Galli Mastrodonato. La Malesia di Emilio Salgari.

    Come e perché il poco più che ventenne Salgari crea una saga che si svolge nell’Oriente estremo, nell’isola più selvaggia allora conosciuta, il Borneo, e così facendo cambia radicalmente l’immagine eurocentrica che di quei luoghi era stata fin lì trasmessa? Un viaggio avvincente attraverso le pagine ricche di fascino del nostro più grande scrittore tra Otto e Novecento.

    Ore 17:40. Visita guidata alla mostra con i co-curatori. Interviene Federica Pellegatti, Presidentessa Associazione Emilio Salgari, Kuala Lumpur, Malesia.

    Ore 18:10. Daniele Cicuzza (University of Brunei Darussalam). Odoardo ed Emilio, due modi di esplorare le foreste tropicali del Sud-Est asiatico.

    Odoardo Beccari ed Emilio Salgari sono stati due grandi esploratori italiani dell’800. Il primo ha esplorato le foreste del sud-est asiatico contribuendo notevolmente alla conoscenza della flora e fauna di quei luoghi, a quei tempi, poco conosciuti. Il secondo, pur non avendo mai lasciato l’Italia, ci ha consegnato delle descrizioni immaginarie di pirati e filibustieri nel bellissimo ciclo dei Pirati della Malesia. Quel mondo è oggi profondamente cambiato, le foreste sono state modificate, e i pirati sono solo un ricordo. Le grandi foreste tropicali, con i loro alberi maestosi, producono legno pregiato che è utilizzato in tutto il mondo, anche nel nostro design italiano. Pertanto l’Italia contemporanea è collegata con questo mondo più di quanto noi possiamo immaginare.

    Ore 18:40. Carlo Modesti Pauer. Il Sandokan di Sollima, la RAI e l’Italia degli anni ’70.

    Una breve panoramica sulla cultura e la società dell’Italia al tempo della gestazione e produzione di Sandokan, inserendo il pensiero e l’opera dell’autore – S. Sollima – per poi analizzare l’impatto della serie e la sua ricezione, sia della critica che del pubblico.

    Ore 19:10. Aperitivo finale

    Ore 20:00. Chiusura lavori

    ….

    MUFANT – P.zza Riccardo Valla 5 – Info: 347.54 05 096 – 349.81 71 960 staffmufant@gmail.com

    Si accede all’evento inaugurale con i biglietti standard del Museo: Ingressi – MUFANT

  • Yambo: Un pioniere della fantascienza italiana tra letteratura, illustrazione, cinema e fumetto.

    Yambo: Un pioniere della fantascienza italiana tra letteratura, illustrazione, cinema e fumetto.

    Inaugurazione – sabato 19 ottobre 2024.

    Termini mostra – domenica 1 giugno 2025

    la mostra fa parte del progetto “Profezie artificiali”, Progetto vincitore dell’Avviso pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021-2027 – TO7.5.1.1. B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA

    19/10/2024 – 15:30 – 18:30
    MUFANT
    piazza Riccardo Valla, 5 – Torino

  • Godzilla, genesi di un mostro!

    Godzilla, genesi di un mostro!

    Sabato 25 maggio
    ore 16.00

    La mostra Godzilla minaccia atomica. 1954-2024 genesi di un mostro, realizzata dal Mufant in collaborazione e con il sostegno del Salone Internazionale del Libro Off, celebra il settantesimo anniversario di Godzilla, una delle icone più celebri del fantastico giapponese, ritornato, in tempi recentissimi, alla ribalta grazie all’attribuzione di un premio Oscar al film Godzilla Primus One.

    La mostra, curata da Silvia Casolari, Davide Monopoli e il collezionista Andrea Attardo, sarà visitabile fino al 7 luglio 2024.

    Settant’anni fa, nel 1954, esordiva nelle sale cinematografiche giapponesi il primo dei quasi 40 film della saga del “dinosauro” fantascientifico più famoso di sempre.

    Quella di Godzilla fu la prima di una serie di cicliche “invasioni” di mostri e creature nipponiche in Occidente, Italia compresa, invasione che anticipò di quasi 25 anni quella dei super robot degli anni ’70 e di oltre 60 anni la grande ondata dei manga e anime contemporanei. Ancora, Godzilla fu il primo dell’infinita serie dei Kaiju (mostri) giapponesi, che fecero la fama e la fortuna della Toho, la casa di produzione cinematografica che lo creò.

    Storicamente, il primo film Godzilla, re dei mostri, ebbe una rilevanza che andò molto oltre la sua specificità di film di genere, fu infatti uno fra i primi film realizzati da un Giappone post-bellico, da pochissimo libero dal “commissariamento” statunitense – il trattato di San Francisco che rendeva il Giappone nuovamente autonomo, anche nelle produzioni culturali, entrò in effettivo vigore nella primavera del 1952 -.
    Il film fu uno fra i primi a raccontare gli orrori della guerra e del disastro atomico, atrocità che meglio non potevano essere rappresentate da un mostro preistorico, una sorta di tirannosauro, risvegliato dalle esplosioni atomiche e da esse modificato geneticamente.

    Oggi, nel 2024 la grande ribalta che lo ha visto protagonista e vincitore dell’Oscar per gli effetti speciali, richiama alla memoria – rendendolo nuovamente attualissimo – il valore simbolico incarnato dal Godzilla degli esordi: un messaggio di ammonimento contro la potenza distruttrice della guerra e di armi sempre più micidiali.

    A proposito del valore simbolico, sociale, politico e antropologico di un mito contemporaneo come quello di Godzilla, ne seguiremo, nel percorso espositivo, la genesi, con lo sguardo di due studiosi novecenteschi dell’arte e dell’immaginario: Aby Warburg e Gilbert Durand.

    Warburg coniò il concetto di “pathosforlmen”, immagini archetipiche rappresentanti contenuti universali il cui ciclico ritorno attraverso i secoli è determinato dal riattualizzarsi di particolari circostanze storiche, analoghe a quelle originarie. In questo senso specifico, l’attuale ritorno di Godzilla si spiega appunto nel suo riattualizzato valore come simbolo dei pericoli bellici.

    Tuttavia, seguendo l’intera saga mediatica di Godzilla fra oriente e occidente – una colossale produzione narrativa fra film, serie televisive, racconti e romanzi, cartoni animati, videogiochi e giocattoli – se ne ottiene un’immagine talvolta opposta a quella originaria, o quantomeno molto meno definita.

    Per fare un esempio, l’immagine di Godzilla che si delinea nel contesto della lunga saga cinematografica che lo ha visto protagonista, ha una natura multiforme e confusa, che si sviluppa in direzioni spesso opposte e incoerenti.
    Godzilla è sì simbolo dei pericoli generati dalle tecnologie distruttive, ma è anche, e in questo attinge dalla millenaria cultura di un Giappone esposto a terremoti, maremoti e altri cataclismi naturali, simbolo della distruttività della natura. Se poi, da principio, incarna, come rettile mostruoso, una creatura demoniaca “avversaria” per antonomasia dell’umanità, successivamente ne diventa alleato, affiancandola nella lotta ad altri e più pericolosi mostri, come King Ghidorah, Gamera, Biollante. E ancora, se da principio intende essere universale simbolo di terrore e morte, progressivamente diviene una sorta di pupazzo comico e innocuo ad uso e consumo del pubblico di bambini e bambine.

    Questo stupefacente moltiplicarsi di significati anche di valore opposto, una sorta di deragliamento del senso, è solo un apparente perdita di significato simbolico. Possiamo affermare, facendo riferimento alle idee che Gilbert Durand propose nella sua “Archetipologia generale” che Godzilla appartiene a quel particolare regime costituito dai simboli “notturni”, ossia simboli caratterizzati da una confusività la cui funzione è quella di generare rinascita e rinnovamento proprio attraverso la fusione di valori e significati opposti: un magma originario delle rappresentazioni.

    In questo senso, il dinosauro della Toho può essere pensato come simbolo stesso del Fantastico, una funzione cognitiva e narrativa che genera nuove rappresentazioni attraverso un costante rimpasto delle forme immaginifiche universali.

    LA MOSTRA

    La mostra comprende oltre 200 oggetti fra rari modellini vintage e contemporanei dedicati a Godzilla dalla collezione di Andrea Attardo, 30 diorami originali a tema giurassico realizzati da Andrea Salimbeti, alcuni manifesti cinematografici giapponesi e italiani, prime edizioni librarie, riviste e periodici italiani e stranieri dai primissimi anni del Novecento a oggi, rare cartoline postali giapponesi degli anni ’70 – i Pachimon – raffiguranti creature mostruose che attaccano i simboli delle principali città del mondo, figurine e riviste degli anni ’80 e ’90 sempre sul tema Godzilla.

    Il percorso espositivo racconta la genesi di Godzilla a partire da alcuni approfondimenti dedicati al tema generale delle origini tardo ottocentesche dei dinosauri fra realtà e immaginario fantastico.

    La mostra attinge prioritariamente dalla collezione di Andrea Attardo, dalle collezioni del Mufant e da quelle di Andrea Salimbeti.

    L’evento del 25 maggio prevede l’accompagnamento guidato al percorso espositivo da parte dei curatori e dei collezionisti, a partire dalle ore 16.00.

    La mostra non ha costi aggiuntivi rispetto a quelli dell’ingresso al museo. 


    CREDITI MOSTRA
    Curatori
    : Andrea Attardo, Silvia Casolari, Davide Monopoli
    Testi: Mara Angela Salis, Michele Zorzi
    Grafiche: Bianca Roggero
    Comunicazione: Arianna Chiola, Alessandra Spina


  • Marco Gervasio al Mufant!

    Marco Gervasio al Mufant!

    Domenica 07.12.2024
    dalle ore 16.00

    Siamo entusiasti di annunciare l’arrivo al Mufant di un ospite d’eccezione: Marco Gervasio – disegnatore e autore italiano, famoso soprattutto per il suo lavoro su Topolino!

    Tenetevi liberi domenica 7 gennaio 2024: dalle ore 16.00 Gervasio incontrerà il pubblico in una conferenza sul fantastico e la fantascienza in Topolino, con particolare riferimento alle figure di Paperinik, il super eroe di Paperopoli, e Fantomius, il ladro gentiluomo da lui potato alla ribalta nella serie “Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro gentiluomo”, tutt’ora in corso sul settimanale. Ci parlerà anche della sua serie “La Ciurma del Sole Nero”, dichiaratamente ispirata alla fantascienza anni ’70/’80, di cui l’autore è un grande appassionato, e del suo excursus sugli Angry Birds, tratti dal noto videogioco.
    Dopo la conferenza Gervasio realizzerà alcuni sketch per i visitatori.

    L’evento è organizzato in collaborazione con Andrea Salimbeti, collezionista e modellista da tempo partner del Mufant. Proprio in occasione del 7 gennaio saranno esposti alcuni pezzi della sua collezione privata, sempre relativi ai personaggi di Paperopoli.

    Per prepararci all’incontro di gennaio, conosciamo meglio il lavoro di Marco Gervasio!
    Laureato in Economia e Commercio, nel 1996 Gervasio frequenta la Scuola Romana dei Fumetti, dove attualmente insegna, e da quel momento l’artista collabora con la Disney come disegnatore, sceneggiatore e copertinista per Topolino e per le altre testate.

    ‬Nel 2012 realizza testi e disegni della serie di successo “Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro gentiluomo”; il fumetto, come già accennato ancora in corso, è ambientato nella Paperopoli degli anni ‘20, e racconta le avventure dell’antieroe che, nel canon, ispira Paperino a indossare la maschera di Paperinik. 

    Gervasio collabora con la Rovio Entertainment, realizzando storie per Angry Birds Comics; lavora come copertinista per le edizioni USA dei fumetti Disney, e dal 2019 scrive le storie di Paperinik.

    Vince i premi Melhor Banda Desenhada e Melhor Desenho, e nella XXIV edizione del Romics (2018) viene premiato con il prestigioso Romics d’Oro.

    Nel 2020 esordisce la nuova serie “Paperbridge”, un ‘teen drama papero’, di cui l’autore cura testi e disegni, raccontando l’origin story di Fantomius.

    Particolarmente d’interesse per il Mufant la serie che vede la luce, sempre su Topolino, nel 2021: “La Ciurma del Sole Nero”, un ciclo di storie a tema fantascientifico che vede le avventure del capitano Topolino Tomorrow e del suo equipaggio a bordo della nave spaziale Sole Nero; la serie è curata da Marco Gervasio nei testi, e da Cristian Canfailla per la parte grafica.