Categoria: mostra

  • Hic sunt dracones

    Hic sunt dracones

    Sabato 09.12.2023, ore 15.30-19.00

    L’irresistibile ascesa internazionale che ha come protagonista la fantascienza cinese, necessita oggi di un momento di riflessione, approfondimento e attenzione. 

    Per queste ragioni, il Mufant, nei nuovi spazi del rooftop del museo, propone la mostra: Hic sunt Dracones. L’irresistibile ascesa della fantascienza cinese, a cura di Davide Monopoli e Silvia Casolari, un percorso espositivo e una serie di eventi correlati per raccontare il presente e la storia della science fiction cinese.

    La mostra, come molte delle iniziative del museo, è anche occasione per riflettere sul Fantastico come racconto dell’Alterità nelle sue diverse connotazioni: antropologiche, mediatiche e geografiche.

    Il titolo Hic sunt dracones gioca su questi aspetti, con un doppio filo: se è vero che nelle cartografie antiche e medievali la scritta “qui ci sono i dragoni (o i leoni)” posta nei pressi delle ancora ignote Africa e Asia indicava la fine dei confini del noto, oltre i quali si supponeva abitassero creature meravigliose o spaventose, è anche vero che oggi il “dragone” è proprio qui, vicino a noi, e, per la prima volta, forse, possiamo conoscerlo realmente. 

    Non dimentichiamo infine che il 2024 sarà l’anno cinese del Drago!

    Il percorso espositivo è diviso in tre parti.

    Nella prima parte, una ricca e curiosa raccolta di rari materiali primonovecenteschi – libri illustrati, riviste e fumetti – racconta lo “Yellow peril”, il “pericolo giallo”. 

    Si tratta dei crescenti sentimenti xenofobi diffusisi nel mondo occidentale nel corso del tardo Ottocento a danno degli asiatici, un fenomeno che ha trovato una vasta eco nelle narrazioni fantastiche e fantascientifiche, proprio in virtù della “naturale” vocazione dell’immaginario fantastico a rappresentare la paura dell’alterità. Innumerevoli, all’epoca, furono infatti le storie, molte delle quali notissime, nelle quali cinesi e giapponesi erano rappresentati come pericolosi arcinemici dotati spesso di poteri soprannaturali. Si va dalla “Guerre infernale” e “Saturnino Farandola” meravigliosamente illustrate da Albert Robida, alle più conosciute saghe di Buck Rogers o Flash Gordon – chi non conosce “Ming the merciless” ad esempio? -, fino alle storie nostrane di Emilio Salgari e Luigi Motta con il suo emblematico “La principessa delle rose”, oppure Yambo. Inevitabile, infine, un’incursione nel mondo di Sax Rohmer e il suo “Fu Manchu”.

    Il percorso si chiude con un approfondimento, a cura dell’antropologo torinese Francesco Vietti, sul tema di Kowloon, il quartiere ghetto di Hong Kong, oggi smantellato, protagonista di innumerevoli narrazioni fantascientifiche, dalla letteratura, al cinema, al videogame, la più nota delle quali è sicuramente la “trilogia del ponte” di William Gibson, il padre del Cyberpunk.

    La seconda sezione costituisce il momento centrale della mostra ed è dedicata alla storia della fantascienza cinese.

    Si parte da due momenti topici: il presente recentissimo – lo scorso ottobre – quando la città di Chengdu ha ospitato la WorldCon, la più importante convention internazionale di fantascienza che, nata nel cuore degli Stati Uniti oltre 80 anni fa, è approdata per la prima volta in oriente; il passato recente – l’anno 2017 -, quando “Il problema dei tre corpi”, romanzo di Liu Cixin vincitore del prestigioso premio Hugo, approda in Italia. A tal proposito sarà raccontato il visionario lavoro di Giuseppe Lippi, storico curatore della collana Urania di Mondadori che, per primo, nell’ormai lontano 2006, ha presentato al pubblico italiano la prima rassegna di letteratura fantascientifica cinese.

    Il percorso prosegue ricostruendo la recente storia della fantascienza cinese che ha preso avvio nel primissimo Novecento, al tramonto dell’ultimo impero cinese, quello Qing.

    Dalle prime incursioni di Lu Xun, padre della letteratura cinese moderna, che, nei primi anni del Novecento, traduce, quasi reinventandole, alcune opere di fantascienza di Jules Verne, si procede nella scoperta della storia della fantascienza cinese seguendo schematicamente quattro momenti evolutivi correlati anche ai grandi cambiamenti storici della Cina: la fine dell’impero Qing e l’età della Repubblica, l’avvento di Mao Zedong, il post Rivoluzione Culturale e l’epoca contemporanea a partire dai grandi rinnovamento di Deng Xiaoping. 

    Dalla fondamentale City of Cats, distopia fantascientifica scritta negli anni ’30 da Lao She, si passa agli autori del periodo successivo al “congelamento” operato durante la rivoluzione culturale, come Zheng Wenguang e Ye Yonglie, per citarne alcuni fra i più noti,  per ritornare, infine, al presente, con autori e autrici che oggi sono, a tutti gli effetti, star internazionali, come Liu Cixin, Chen Quifan o Hao Jingfang. 

    Una attenzione particolare sarà inoltre dedicata al fondamentale ruolo che la rivista Science Fiction World Magazine ha avuto nel processo di rinascita della fantascienza cinese a partire dal 1991.

    Importanti anche i numerosi spazi dedicati all’approfondimento, fra i quali quello sulla trasformazione transmediale – da film a videogame – del colossal fantascientifico cinese, diffuso sulla piattaforma Netflix in anni recenti, The Wandering Earth.

    Oppure lo spazio dedicato a Tong Enzheng, scrittore attivo fra gli anni ’60 e i primi anni ’80, che racconta come, anche in terra cinese, la fantascienza e i suoi mostri offrissero facile materiale per raccontare della paura dell’Altro: questa volta l’Occidente bianco. Particolare attenzione sarà data al suo racconto Death ray on a Coral Island da cui, nel 1980, fu tratto il primo film di fantascienza cinese, storia dalla quale prese avvio un vero e proprio fenomeno transmediale, con trasposizioni radiofoniche e fumettistiche.

    Ci si soffermerà infine anche su fenomeni più curiosi, quali il timido emergere della fantascienza tibetana, fra cinema e letteratura, e il vasto mondo delle associazioni e del giovanissimo fandom fantascientifico cinese.

    Una terza sezione, a cura di Ai Lian Gu e dell’Associazione Zhisong – che, attiva in città da oltre quattordici anni, raccoglie la vasta comunità cinese che risiede a Torino –, è dedicata al racconto del mondo cinese nella nostra città e offre una panoramica delle tradizioni millenarie della cultura cinese, dall’arte della calligrafia, ai riti del Tè, alla musica, fino alle testimonianze, attuali, dei giovani cinesi di seconda generazione che vivono a Torino. 

    Parte del percorso è anche la grande scritta “Mufant” in calligrafia cinese, realizzata dalla giovane artista Sihuixin Wang e ispirata all’opera che il calligrafo cinese Xiao Huan ha realizzato per l’esposizione tenuta recentemente dal Mufant presso il Centro Sino – Italiano del distretto di Tianfu, nella città di Chengdu.

    Segnaliamo inoltre che all’interno del percorso espositivo, sarà fruibile una postazione interattiva digitale realizzata da Francesca “Alice” Avvento, attraverso la quale i visitatori potranno scoprire il loro segno zodiacale cinese e conoscerne le caratteristiche con un semplice click. 

    Non può mancare infine la cosplayer Eleonora Burzio che, con la sua famiglia, ha realizzato costumi e scenografie ispirate al film “La foresta dei pugnali volanti”.

    Il percorso, sostenuto da Fondazione CRT e Regione Piemonte è a cura di MUFANT: curatori Davide Monopoli, Silvia Casolari; grafiche Bianca Roggero, redazione e revisione Mara Salis, segreteria Arianna Chiola, comunicazione Alessandra Spina. 

    Opera calligrafica dell’artista Xiao Huan significante ‘Mufant’

    PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI INAUGURAZIONE

    Ore 15:30. Saluti istituzionali da parte di Giampiero Leo, Presidente della Commissione cultura, istruzione, welfare della Fondazione CRT e del Presidente della Circoscrizione 5 Ing. Enrico Crescimanno, e presentazione della mostra a cura di Davide Monopoli e Silvia Casolari, co-direttori MUFANT.

    Ore 15:45. La seconda generazione cinese a Torino. A cura di Ai Lian Gu, presidentessa Associazione Zhisong.

    Ore 16:15. “Kowloon” fra realtà e distopia. A cura di Francesco Vietti (Antropologo Università di Torino).

    Ore 17:00. Metaverso Torino – Chengdu. A cura di Mariano Equizzi (Esperto di Nuovi Media e Computer Vision)

    Ore 17:15. “Il pericolo giallo” nelle narrazioni di genere. A cura di Carlo Modesti Pauer (Antropologo e autore televisivo RAI)

    Ore 18:00. La fantascienza cinese: una storia. A cura di Jessica Imbach (Sinologa Università di Zurigo).

    Si terrà infine una visita guidata alla mostra alla presenza dei curatori.

  • Fantascienza italiana. Una meravigliosa avventura.

    Fantascienza italiana. Una meravigliosa avventura.

    28/03/2023 – 14/05/2023.

    Spazio museale-espositivo dei Sacri Cuori. Pola, Croazia.

    Una mostra che racconta i momenti e i protagonisti principali della fantascienza italiana – in letteratura, nel cinema, in televisione e nel fumetto -, dalle origini tardo ottocentesche ad oggi.

    Tre momenti topici – gli inizi del Novecento, gli anni ’50-’70, la contemporaneità – mostrano come la fantascienza italiana abbia giocato un ruolo cruciale nel consolidarsi dell’immaginario fantastico moderno in ambito internazionale, grazie anche ad autori quali Emilio Salgari, Primo Levi, Dino Buzzati.

    Un percorso curioso fatto di rare edizioni librarie, opere originali di illustratori, documenti audiovisivi cinematografici e televisivi, materiali e oggetti vintage che raccontano di mondi e identità lontane – robot, viaggi nel tempo, alieni e città del futuro – oggi sempre più vicini.”

    La mostra è realizzata dal MUFANT – il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino – e dal Consolato Generale d’Italia a Fiume in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola e l’Unione Italiana, ed è ospitata nella location aulica dello spazio museale-espositivo dei Sacri Cuori, nel centro storico della città di Pola, una chiesa sconsacrata riconvertita a spazio museale e gestita dal Museo archeologico dell’Istria. 

    “Un percorso espositivo con un approccio crossmediale che tratteggia l’evoluzione storica e i punti salienti di quella che potremmo definire la meravigliosa avventura della fantascienza italiana, tuttora in corso” dicono i curatori Silvia Casolari e Davide Monopoli, co-direttori del Museo MUFANT.

    Procedendo per confronto con i grandi maestri europei come Jules Verne e, soprattutto, Herbert George Wells, la mostra parte dal periodo della cosiddetta pre-fantascienza italiana con prime edizioni librarie di autori fondamentali come Emilio Salgari e Yambo, illustrazioni e fumetti originali come Saturno Contro la Terra, Il Vittorioso, Mirko, Guido Ventura e molti altri.

    Il percorso prosegue con gli anni ’50 del Novecento, caratterizzati dalla comparsa delle prime riviste che consolidano in Italia il genere fantascientifico – prima fra tutte la mondadoriana Urania – e dall’invasione del mercato da parte dei giocattoli di latta di ispirazione fantascientifica. In mostra rari numeri delle prime riviste di fantascienza e di Urania, con le meravigliose copertine di Kurt Caesar e Karel Thole, una selezione di opere originali dell’illustratore Giuseppe Festino e la coloratissima collezione di toys del torinese Paolo Fiorino. 

    Una sezione espositiva si sofferma sull’apporto al genere fantascientifico di due grandi maestri della letteratura italiana come Primo Levi e Dino Buzzati. Meno nota al grande pubblico, la produzione di racconti di fantascienza di Primo Levi è stata vastissima. Dino Buzzati, grande maestro del fantastico italiano, analogamente si è confrontato a più riprese con la fantascienza. La mostra espone, grazie alla collaborazione con l’Associazione Internazionale Dino Buzzati, anche due opere grafiche buzzatiane, che, come noto, è stato un grande estimatore dell’arte del fumetto e un prolifico pittore. 

    La galleria audiovisivi è dedicata alle origini del cinema fantastico italiano con proiezione, fra gli altri, di quello che potremmo definire il primo film davvero fantascientifico italiano Il matrimonio interplanetario, di Yambo. In un mercato non ancora dominato dalla macchina produttiva hollywoodiana, negli anni ’20 del Novecento film prodotti a Torino e a Roma erano esportati con successo in tutto il mondo, Stati Uniti compresi. 

    Una sezione, realizzata grazie alla preziosa collaborazione delle Teche RAI, è dedicata all’epoca d’oro della fantascienza televisiva RAI, con un articolato palinsesto di proiezioni di estratti dei più noti sceneggiati di fantascienza che hanno, appunto, caratterizzato un’epoca della televisione italiana: fra gli altri, i notissimi A come Andromeda e Gamma. Questa area espositiva costituisce l’eredità di un lavoro di ricerca che la trasmissione Wonderland di Rai 4 ha realizzato in collaborazione con il Museo MUFANT in occasione del sesantennale della Rai.

    La sezione contemporanea espone una selezione delle collane di fantascienza dei maggiori editori contemporanei ed una selezione degli autori e delle autrici di oggi. Due approfondimenti monografici sono dedicati a due fra i maggiori illustratori “fantascientifici” contemporanei: Franco Brambilla e Carmine di Giandomenico.

    Franco Brambilla, il principale illustratore delle copertine di Urania di Mondadori da oltre 20 anni, espone una selezione delle illustrazioni realizzate per i romanzi di autori e autrici italiani pubblicati da Urania e da Delos Book e una selezione del progetto Invading the Vintage. Franco Brambilla ha realizzato inoltre il poster della mostra.

    Carmine di Giandomenico, al quale è dedicata una galleria espositiva, fra i più noti fumettisti italiani e fra i pochi a collaborare continuativamente con le due maggiori case editrici di fumetto statunitensi Marvel Comics e DC Comics, espone, grazie alla collaborazione con Tim Vision, le illustrazioni fantascientifiche che ha realizzato per il Campionato di Calcio di serie A italiano del 2021.

    Una sezione, a cura di Vanja Kranjčević, Marko Mlinar e Davor Šišović, è infine dedicata alla fantascienza croata, la sua evoluzione storica, i principali protagonisti in letteratura, nell’illustrazione e nella produzione audiovisiva, senza tralasciare la dimensione dei festival, del fandom e del cosplay.

  • Dino Buzzati e le stelle

    Dino Buzzati e le stelle

    In occasione della Notte Europea dei Ricercatori 2022, che si terrà sabato 1.10.2022 tra le 16:00 e le 20:00, organizzata dal Politecnico e dall’Università degli Studi di Torino – un evento che si svolge contemporaneamente in tutta Europa e che promuove l’incontro tra il mondo della ricerca scientifica e la società – Mufant propone un pomeriggio dedicato ai rapporti fra scienza e umanesimo e all’avvicinamento dei cittadini alla scienza. E lo fa, come di consueto, attraverso la fantascienza.
    L’evento prevede l’inaugurazione della mostra temporanea “Dino Buzzati e le stelle” che presenta un Buzzati inedito ed originale attraverso articoli, dipinti e racconti sul tema dell’esplorazione e della corsa allo spazio.

    I marziani, Dino Buzzati

    La mostra: Dino Buzzati e le stelle, 1.10.2022 – 12.02.2023.
    Nell’anno in cui si celebra il cinquantenario dalla scomparsa, il Museo dedica una mostra a Dino Buzzati (Belluno 1906 – Milano 1972), scrittore, giornalista e pittore fra i più grandi esponenti del fantastico del Novecento italiano. Conosciuto al grande pubblico per Il Deserto dei Tartari, il suo romanzo più famoso incentrato sul tema dell’attesa, Buzzati scrisse moltissimi racconti di ambientazione fantastica, quasi metafisica, talvolta surreale e fantascientifica. E’ su questo ultimo aspetto, meno conosciuto ma non per questo meno significativo, che si sofferma la mostra.

    Se il Buzzati fantastico non è stato riconosciuto adeguatamente dalla critica, che per molto tempo lo ha confinato nell’ambito della letteratura “minore”, definendolo, in senso negativo, il “kafka italiano”, una sorta di imitatore dei modelli dello scrittore modernista, lo è stato ancor meno il Buzzati fantascientifico, anche a causa della generale diffidenza nei confronti del genere in Italia. Dino Buzzati e le stelle, si sofferma invece sull’inesplorato volto fantascientifico di Buzzati, con particolare attenzione a due dei suoi ambiti più rappresentativi, la “conquista del cosmo” e gli “avvistamenti di dischi volanti ed extraterrestri”.

    Buzzati ha vissuto nel pieno della space age, caratterizzata dalla corsa alla conquista dello spazio fra USA e URSS ma anche dalle ondate di avvistamenti nel cielo di oggetti non identificabili. Dino Buzzati ha raccontato l’era spaziale attraverso i tre linguaggi che per tutta la vita gli sono stati più congeniali: la narrativa, l’arte pittorica e la cronaca giornalistica (Buzzati ha lavorato per anni al Corriere della Sera stringendo con la testata un legame simbiotico).

    Il suo profondo interesse per le questioni riguardanti la conoscenza del cosmo portò Buzzati a scrivere numerosi racconti di fantascienza e articoli giornalistici a tema spaziale tra il 1947 e il 1971, molti dei quali possono essere considerati “inediti” perché mai ripubblicati in volume dopo la loro prima apparizione in sede di quotidiano o di rivista. A questi testi si aggiungono le opere pittoriche che testimoniano ancor più del fascino che i misteri dello spazio ignoto esercitavano su di lui e di come egli li rappresentò attraverso la sua fervida immaginazione.

    Buzzati si occupò con interesse profondo e personale anche della questione dei “dischi volanti” che, originatasi negli Stati Uniti alla fine degli anni Quaranta, arrivò anche nel nostro Paese grazie alla stampa, diventando, da un lato, un fenomeno “di moda” oggetto di cronache sensazionalistiche (ed anche di speculazione) e, dall’altro, un fenomeno serio da osservare come manifestazione psicologica del disagio collettivo di un’epoca. È il secondo di questi approcci, derivato anche dagli studi condotti da Carl Gustav Jung in materia, che il Buzzati-giornalista adottò nei suoi articoli sugli UFO apparsi tra il 1962 e il 1965. In questi scritti Buzzati propose riflessioni sulle tante testimonianze di avvistamenti di dischi nei cieli italiani e di contatti con forme di vita extraterrestre, osservandole come fenomeno sociologico, cercando perciò di fare ipotesi plausibili sulle sue cause e ricostruendo di volta in volta i tratti del complesso identikit dei cosiddetti “discofili” e “contattisti”.

    “E’ da tempo che volevamo proporre una mostra sul “Buzzati fantascientifico” – dice Silvia Casolari, co-curatrice della mostra insieme a Valentina Polcini. Abbiamo fatto un’operazione simile con la fantascienza di Primo Levi e con quella di Emilio Salgari, l’occasione, in questo caso, è arrivata all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino quando abbiamo ospitato, da un’idea di Edoardo Russo, patron del Cisu – Centro Italiano Studi Ufologici – la presentazione di Buzzati e le stelle, il bellissimo saggio di Valentina Polcini per i Quaderni del Centro Studi Buzzatiani. La sfida è stata quella di adattare un saggio in un percorso espositivo capace di presentare la poetica di un grande autore come Buzzati senza tralasciare di affrescare un’epoca colorata, stupefacente e sensazionale come è stata l’era spaziale”. La mostra – che espone prime edizioni, articoli giornalistici, opere pittoriche, materiali e toys da collezione, estratti di video-interviste dalle Teche Rai – è sostenuta dalla Fondazione CRT, patrocinata dall’Università di Warwick ed è frutto di una riuscita collaborazione fra il Museo, l’Associazione Internazionale Dino Buzzati e il Centro Italiano Studi Ufologici. Di particolare pregio i due dipinti buzzatiani “I marziani” e “I maghi d’autunno” e la splendida collezione di giocattoli d’epoca del collezionista torinese Paolo Fiorino.

  • Il Futuro è servito. Mostra temporanea

    Il Futuro è servito. Mostra temporanea

    Piero Gondolo della Riva, collezionista e co-curatore della mostra “Il Futuro è servito”

    Il 12 marzo 2022 inaugura presso la sala GAF – la galleria d’arte fantastica del Mufant – la nuova mostra temporanea Il Futuro è servito. Immagini dell’Avvenire su piatti dell’Ottocento o dell’inizio del Novecento”.

    Il museo ha sempre dato spazio, attraverso mostre ed eventi, alla letteratura e all’illustrazione ‘fantascientifica’ del XIX secolo, epoca in cui nacque l’immaginario moderno sul futuro, grazie anche, come sosteneva Isaac Asimov, all’avvento dell’industrializzazione e al suo diffondersi nella coscienza popolare.

    La nascita di questo nuovo genere letterario, che ha poi progressivamente “invaso” gli altri mass media e le arti in generale, ha consentito di porre al centro della riflessione popolare un tema che non ha mai esaurito il suo potenziale: il futuro.

    Su questi temi esiste a Torino una delle più grandi collezioni dedicata, appunto, al futuro immaginato nel passato.
    La collezione è stata creata da Piero Gondolo della Riva, ricercatore e collezionista piemontese, il quale, per decenni, ha studiato lo scrittore francese Jules Verne, radunando migliaia di documenti di ogni tipo a lui relativi (manoscritti, edizioni rare, fotografie, manifesti, mobili ed oggetti appartenuti allo scrittore ed al suo editore, cartoline, figurine, francobolli, etc.), oggi conservati nella casa – museo Verne di Amiens. 

    Piero Gondolo della Riva, incaricato dall’editore Hachette di curare la pubblicazione del manoscritto (inedito) di Jules Verne Paris au XXe siècle, uscito per la prima volta nel 1994 e tradotto in decine di lingue, ha cominciato la sua attuale collezione di libri e documenti relativi al futuro immaginario per conoscere quanto, nel passato, fosse stato scritto a tale proposito.

    Fra i moltissimi documenti sul futuro che questa straordinaria collezione contiene, vi è un centinaio di piatti, prodotti fra la metà dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, decorati con immagini che mostrano il futuro immaginario o la conquista futura dello spazio.

    Proprio su questa rara ed eccezionale collezione di piatti è focalizzata la mostra “Il Futuro è servito. Immagini dell’Avvenire su piatti dell’Ottocento o dell’inizio del Novecento”.

    Ceramiche sulle quali sono dipinte immagini fantastiche relative alla conquista dell’aria e dello spazio, al femminismo, alla guerra e alla musica del futuro, alla moda, alle minacce costituite dall’uso dell’automobile e dall’inarrestabile progresso della scienza e della tecnica.

    In mostra oltre 100 piatti da dessert di origine prevalentemente francese che raffigurano il futuro immaginato raggruppati in differenti sezioni a seconda delle tematiche su di essi illustrate.

    I piatti da dessert erano generalmente i prescelti per le decorazioni in quanto la parte finale del pranzo coincideva con il momento del relax da trascorrere in leggerezza fra convitati anche commentandone le illustrazioni che, per questo motivo, spesso avevano uno spirito ironico.

    Da qui, ad esempio, la serie che illustra la derisione borghese dei valori delle utopie socialiste in voga nel corso dell’Ottocento: da Viaggio in Icaria di Etienne Cabet alle teorie di Pierre Joseph Proudhon, uno dei rappresentanti più importanti di quello che è stato definito il socialismo utopistico.

    La mostra rappresenta un’occasione per far vedere come sia oggi quanto nel passato, al di là di un entusiasmo comprensibile per l’avvenire, l’immaginazione ha da sempre tentato di carpire la complessità degli effetti che il futuro immaginato può avere sulla società e sull’individuo.

    Nella raccolta di 120 piatti in ceramica distinti in 12 serie a seconda del tema specifico (come detto la satira sul socialismo utopistico, ma anche le macchine ‒ automobili, biciclette, altri mezzi di trasporto ‒ e i loro effetti, l’identità di genere e l’inversione dei ruoli, le trasformazioni sociali, urbane e tecnologiche seguenti l’avverarsi del futuro immaginato), di cui appunto è costituita la mostra, c’è dunque la stessa complessità del futuro di cui abbiamo parlato sino a ora. Perché, per quanto possa parere incredibile, tra i mille modi in cui il futuro è stato immaginato, vi sono anche le raffigurazioni sui piatti.


    Fino ai primi anni dell’Ottocento, un piatto decorato era un piatto dipinto, cioè un unicum. Ciò non ne permetteva, evidentemente, una larga diffusione. L’invenzione, a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, del procedimento detto transfer printing, permise invece (con l’applicazione, sotto lo smalto del piatto, di un’immagine stampata) di produrre centinaia di repliche.


    Inoltre, nell’Ottocento – come anticipato – vigeva un uso particolare: al dessert erano destinati piatti con decorazioni diverse da quelle presenti sul resto del servizio. Ciò spiega l’esistenza di centinaia di serie di piatti da dessert a ciascuna delle quali era dedicato un tema: la caccia, la politica, la vita militare, il Vangelo, la storia di Giovanna d’Arco, i rebus, la vita quotidiana, il matrimonio e così via. Le serie dedicate in modo specifico al futuro – quelle esposte nella mostra – offrono immagini del fatidico anno 2000, dei cambiamenti tecnici o sociali del XX secolo, della guerra del futuro e dei veicoli (volanti o no) che il nuovo secolo avrebbe prodotti.

    In altri casi, serie di piatti, dedicate genericamente all’automobile o all’aeroplano, di recentissima invenzione ambedue, davano un’idea delle conseguenze e dei pericoli ai quali si sarebbe potuti andare incontro usando questi nuovi veicoli e dell’atteggiamento – stupore, paura, curiosità – della gente di fronte ad essi.

    La mostra, inaugurata sabato 12 marzo, si concluderà domenica 15 maggio 2022.
    Alla mostra è abbinata una minirassegna di incontri e conferenze con il collezionista e con altri specialisti della materia.

    Credits:

    Co-curatela e collezione: Piero Gondolo della Riva; Curatela: Davide Monopoli e Silvia Casolari; Collaborazione scientifica: Matteo Celeste; Grafica: Laura Barilari;

    Una produzione Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino


  • Sailor Moon: 25 anni in Italia

    Sailor Moon: 25 anni in Italia

    Da giovedì 24 settembre 2020 al 10 gennaio 2021 è possibile visitare la mostra nei consueti giorni e orari di apertura del museo: da gio. a dom. dalle 15:30 alle 19:00.

    Si accede alla mostra temporanea, senza prenotazione, con i biglietti standard del museo i quali comprendono la visita al percorso espositivo permanente.

    LA MOSTRA

    Tre sale del museo saranno dedicate alla mostra «Sailor Moon: 25 anni in Italia», in esposizione dal 19 settembre 2020, in occasione dell’inaugurazione del Festival, al 10 gennaio 2021. 
    La mostra, con circa 300 pezzi, celebra i 25 anni dall’arrivo di Sailor Moon in Italia: partendo dal fenomeno italiano, si va alla scoperta delle origini del personaggio, fino a celebrarne l’importanza per il femminismo e per la comunità LGBT che l’ha incoronata icona gay. In esposizione giocattoli e materiale scolastico italiano, riviste, gadget, e il merchandise uscito per l’anniversario giapponese, tra oggetti magici e bambole.
    L’artista Davide La Montagna, cultore romantico di anime giapponesi, arricchirà la mostra con interventi site specific dedicati alla protagonista dell’esposizione e con opere che ha realizzato per l’occasione.

    La mostra è curata da Leone Locatelli, Silvia Casolari e Davide Monopoli in collaborazione con heroica.it, sito dedicato alle figure femminili nell’immaginario collettivo, e vede il prezioso contributo di Nino Giordano, che ha lavorato al rilancio italiano di Sailor Moon nel 2010-2011. La locandina dell’evento è stata realizzata da Pietro Antonazzi.

    Sailor Moon in Italia

    Sailor Moon arriva in Italia alle 16 del 21 febbraio 1995, quando Canale 5 trasmette il primo episodio della prima serie dell’anime, intitolato «Una guerriera speciale». Seguiranno altre quattro serie, che in Italia saranno ribattezzate «Sailor Moon, la luna splende», «Sailor Moon e il cristallo del cuore», «Sailor Moon e il mistero dei sogni» e «Petali di stelle per Sailor Moon», accompagnate da altrettante sigle cantate da Cristina D’Avena. Il successo è tale che, dalla terza serie in poi, il cartone animato viene trasferito in orario preserale, registrando record di ascolti. L’ultimo episodio viene trasmesso il 1 maggio 1997. Sailor Moon rappresenta un grande ritorno per l’animazione giapponese in Italia, e il successo è accompagnato anche da un’ampia produzione di merchandising: dalle bambole alle linee scuola, dalle riviste agli oggetti magici.

    La storia

    Usagi Tsukino (Bunny) è una ragazza di 14 anni che, grazie all’incontro con la gatta parlante Luna, scopre di essere Sailor Moon, la guerriera dell’amore e della giustizia. Nel corso della prima serie incontrerà le sue compagne Sailor Mercury, Sailor Mars, Sailor Jupiter e Sailor Venus e troverà l’amore grazie a Mamoru (Marzio), che scoprirà essere il misterioso Tuxedo Kamen (Milord). Nel corso delle cinque serie, Sailor Moon sconfiggerà diversi nemici grazie all’aiuto delle sue amiche, alle quali si aggiungeranno delle alleate: Sailor Chibimoon (Chibiusa), Sailor Pluto, Sailor Uranus, Sailor Neptune, Sailor Saturn e le Sailor Starlights. Il suo look «alla marinara» si ispira alle divise delle studentesse giapponesi. 

    Sailor Moon icona lgbt

    Sailon Moon è considerata un’icona gay. Non solo perché è apprezzata dalla comunità lgbt ma anche perché sia nella versione cartacea (anime e manga) che animata della sua storia, sono presenti diversi personaggi e temi di natura lgbt, dall’omosessualità al travestitismo.

    Ricordiamo per esempio il bacio tra Sailor Moon e Sailor Uranus nel terzo arco del manga e nella terza stagione del reboot di Sailor Moon Crystal. Questa scena è andata in onda senza censure (a differenza di altri casi) su Rai Gulp nel 2017. Sailor Moon è attratta da Sailor Uranus e anche da un altro personaggio, Seiya, come viene raccontato nel quinto arco del manga e nell’anime anni ‘90. Un sentimento che la confonde ma che non viene coltivato, perché alla fine del manga sposerà Mamoru (Marzio), di cui lei è innamorata.

    Sailor Uranus e Sailor Neptune sono invece le due guerriere lesbiche che compaiono nel terzo arco del manga e nella terza serie dell’anime. La loro relazione non è mai esplicita, ma è andata comunque incontro a qualche censura nell’adattamento italiano. Nel manga formano una famiglia non convenzionale insieme alla piccola Hotaru (Ottavia), che le chiama «mamma» e «papà». La prima coppia di uomini gay appare invece nella prima serie dell’anime ed è quella composta da due dei generali del Regno delle Tenebre, Kunzite (Kaspar) e Zoisite (Zachar). La loro relazione è stata censurata in Italia, così come in altri Paesi, ricorrendo a un curioso escamotage: Zachar, il più «effeminato» dei due, è stato fatto passare per un personaggio femminile. La stessa sorte è capitata a Fisheye (Occhio di Pesce) nella quarta serie. 

    L’ultima serie dell’anime, che in alcuni Paesi non è stata trasmessa, presenta poi tre nuovi personaggi (Seiya, Yaten e Taiki) che in forma umana sono uomini, ma dopo una trasformazione diventano donne: le Sailor Starlights. Nell’adattamento italiano, il cambio di sesso è stato censurato e le Sailor Starlights vengono presentate come le «sorelle gemelle» Seiya, Yaten e Taiki.

    Sailor Moon e il femminismo

    Il contributo di heroica.it ci permette di parlare anche dell’importanza di Sailor Moon come icona femminista. All’inizio degli anni ‘90, le guerriere Sailor si fanno portavoce del concetto di Girl Power, in linea con i valori della Terza Ondata Femminista, secondo cui le ragazze possono essere forti senza rinunciare alla loro femminilità.

    Le origini dell’opera

    Sailor Moon nasce fra la fine del 1991 e l’inizio del 1992 dall’incontro fra la mangaka Naoko Takeuchi, già autrice di Codename Sailor V, e lo studio d’animazione giapponese Toei Animation. La Toei, interessata a produrre un anime su una guerriera ispirata a Cutie Honey di Go Nagai, chiede alla Takeuchi di elaborare una storia di più ampio respiro rispetto a Sailor V. Nasce così Bishōjo senshi Sērā Mūn (letteralmente «La bella ragazza guerriera Sailor Moon»). Manga e serie animata debuttano a breve distanza l’uno dall’altra.

    Il genere ibrido

    La particolarità di Sailor Moon sta nella fusione di due generi che, fino a quel momento, non si erano mai incontrati: il genere delle «ragazze magiche» e quello dei «super sentai», i guerrieri che hanno ispirato i Power Rangers. 
    In Sailor Moon, per la prima volta, le ragazze con poteri magici diventano guerriere e combattono in gruppo contro nemici veri e propri, rischiando la vita. 
    Prima di loro, almeno nel mainstream, c’erano solo uomini.

    Loving the Alien – a cura di Mufant e Altra Mente – è realizzato con il sostegno di: Fondazione per la Cultura Torino e Compagnia di San Paolo/Bando Rincontriamoci. Nell’ambito di: Torino a Cielo Aperto. In partnership con AIAPP, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio.

    Il Festival è l’evento conclusivo di “Loving the Alien”, progetto di Altra Mente e Mufant sostenuto da Pon Metro 331A.

    Il festival inaugura il “Parco del Fantastico”, patto di collaborazione Co-City Torino fra MUFANT e Città di Torino.

  • PROROGA MOSTRA “Ritorno al Futuro”

    PROROGA MOSTRA “Ritorno al Futuro”

    Comunichiamo che Back to the Future_Exhibition è prorogata fino al 28 GIUGNO 2020.

    Sarà possibile visitarla da giovedì 28 maggio a domenica 28 giugno 2020 nei consueti orari di apertura del museo.

    De Lorean, Ritorno al Futuro

    Passata inaugurazione della mostra:

    Comunicato stampa.

    Domenica 2 febbraio 2020. Ore 15:30/19:00

    In occasione delle celebrazioni a Torino del Capodanno Cinese il MUFANT in collaborazione con l’Associazione socio culturale italo cinese Zhisong organizza domenica 2 febbraio 2020 un pomeriggio di festa che prevede due momenti inaugurali.

    All’esterno, nella piazza sulla quale si affaccia l’ingresso del museo, sarà inaugurata una statua che riproduce le fattezze del drago “Fucanglong“, creatura fantastica della mitologia cinese che custodisce tesori sepolti nelle viscere della terra. La statua è stata progettata e realizzata nell’ambito del progetto Co-City della Città di Torino e, insieme ad altre 6 statue, costituisce l’intervento di arredo urbano promosso dal museo in partnership con AIAPP Piemonte Valle d’Aosta e Cooperativa Altra Mente, volto a riqualificare e rigenerare lo spazio pubblico adiacente la sede il museo.

    Domenica si inaugura il Drago Cinese Fukanglong per coinvolgere la comunità cinese torinese e consolidare i rapporti del museo con il mondo della fantascienza cinese. Il museo è stato infatti recentemente in Cina, nella città di Chengdu, ospite della 5° International Science Fiction Conference: la statua è dedicata simbolicamente alla Città di Chengdu.

    All’interno del museo si inaugura la mostra Back to the Future dedicata alla trilogia di Ritorno al Futuro che quest’anno compie 35 anni. “Volevamo abbinare all’inaugurazione della nuova statua una mostra di forte richiamo” dice Silvia Casolari fondatrice del MUFANT “siamo sicuri che la collezione di Giancarlo Ghibaudo, che comprende storyboard, script, fogli di produzione, fotografie per i prescript, giochi da tavolo, toys, cell della serie animata, poster e gadget richiamerà molti visitatori”.

    Il primo episodio della trilogia di Ritorno al Futuro, uscito nel 1985, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd, è infatti considerato un’icona del cinema degli anni ottanta e ha riscosso un enorme successo a livello internazionale. La mostra espone materiale dell’intera trilogia e anche i cell – le tavole a disegno – della meno conosciuta Back to the Future: The Animated Series, la serie a cartoni animati prodotta nel 1991 basata sui film della trilogia.

    Dopo l’inaugurazione della mostra sono previsti gli interventi di Giancarlo Genta, ordinario del Politecnico di Torino, sul tema”: Cosa accade oggi in Cina: la Fantascienza come via per interessare i giovani alla cultura scientifica” e di Antonello Raciti, pscioterapeuta Cooperativa Altra Mente, sul tema “Impressioni a proposito della psichiatria cinese“. A seguire la lettura, a cura dell’Associazione Zhisong, di estratti da racconti di fantascienza cinese contemporanea in lingua originale.

    PROGRAMMA

    15.30: Inaugurazione statua Fucanglong. Alla presenza di: Assessore Marco Giusta, Città di Torino. Marco Novello, Presidente V Circoscrizione. Silvia Casolari e Davide Monopoli, MUFANT. Marina Panarese, Associazione socio culturale italo cinese Zhisong. Ferruccio Capitani, AIAPP-Piemonte Valle d’Aosta. Antonello Raciti, Cooperativa Altra Mente.

    16.00: Inaugurazione Back to the Future_Exhibition. Presentazione e visita guidata con il collezionista Giancarlo Ghibaudo.

    17.00: Cosa accade oggi in Cina: la Fantascienza come via per interessare i giovani alla cultura scientifica“. Giancarlo Genta, Politecnico di Torino.

    17.20 Impressioni a proposito della psichiatria cinese, Antonello Raciti, pscioterapeuta Cooperativa Altra Mente.

    17.40 Letture in lingua cinese a cura di Yang Lei di estratti da racconti di fantascienza cinese contemporanea pubblicati su Science Fiction World, rivista cinese di science fiction.

    L’inaugurazione della statua è ad ingresso libero.

    Si accede al museo con i biglietti standard. Info: https://www.mufant.it/informazioni/

    Il Parco del Fantastico:

    Dallo scorso settembre fino al prossimo giugno saranno collocate nella piazza adiacente al museo in tutto 7 statue che riproducono protagonisti iconici dell’immaginario fantastico fra film e cartoni animati: Frankenstein, il Lupo Mannaro, Capitan Harlock, il Drago Fukanglong, ET, Alien e Sailor Moon. Il museo con questa importante azione, svolta con la collaborazione della Città di Torino e sostenuta dai fondi europei di Urban Innovative Action e Pon Metro, sta progressivamente installando un piccolo Parco del Fantastico con la copartecipazione di residenti e cittadini per riqualificare e restituire alla città una piazza che fino a pochi mesi fa si presentava come un anomimo piazzale della periferia urbana torinese.

    L’area sarà inaugurata il 5,6,7 giugno 2020 con la prima edizione del Festival Loving The Alien evento durante il quale avrà luogo la cerimonia istituzionale di intitolazione della piazza alla memoria di Riccardo Valla, fra le figure di riferimento della fantascienza italiana.

  • HGO • Héctor Germán Oesterheld. Il creatore dell’Eternauta nell’Argentina dei desaparecidos.

    HGO • Héctor Germán Oesterheld. Il creatore dell’Eternauta nell’Argentina dei desaparecidos.

    Il MUFANT ospita la mostra:

    “HGO • Héctor Germán Oesterheld
    Il creatore dell’Eternauta nell’Argentina dei desaparecidos“.

    A cura di: Prospero e Ariel | 001 Edizioni
    in collaborazione con
    Salone del Libro di Torino e MUFANT.

    “Fra i media il fumetto è il più libero, può essere potentissimo. Siamo veramente contenti di ospitare una mostra su Héctor Germán Oesterheld, non solo perché ha scritto le storie de L’Eternauta – già sarebbe più che sufficiente – ma anche e soprattutto per la sua vicenda umana: è un desaparecido, uno dei tanti durante il regime di Videla nell’Argentina di fine anni ’70. Ha pagato la sua militanza politica scomparendo per sempre insieme alle sue quattro figlie”.

    Silvia Casolari codirettrice artistica Mufant.


     

    La mostra vuole introdurre alla vita e all’opera del grande scrittore di fumetti Héctor Germán Oesterheld, nato nel 1919 e sequestrato a Buenos Aires su ordine del regime militare il 21 aprile del 1977. Attraverso tavole originali, pubblicazioni d’epoca, documenti e fotografie, l’esposizione è un invito a incontrare uno dei massimi artefici dell’immaginario contemporaneo, autore di centinaia di storie disegnate da artisti come Hugo Pratt e Alberto Breccia.

    Nell’Argentina del secondo Novecento si assiste all’edificazione di un nuovo modo di fare fumetto, che scavalca le regole dell’avventura tradizionale e apre alla varietà tematica e linguistica del moderno graphic novel.

    Profondamente radicata nella cultura e nella storia argentine, l’opera di Oesterheld si è progressivamente caricata di implicazioni profetiche e universali, particolarmente evidenti nella sua opera più celebrata: L’Eternauta, pubblicata dal 1957 con i disegni di Francisco

    In esposizione tavole originali, tra cui opere di Hugo Pratt, Solano Lopez, Juan Zanotto, e albi dell’epoca, testimonianza della vitalità editoriale argentina, di cui Oesterheld fu uno dei principali promotori.

    Sarà possibile vedere una scelta di scatti che raccontano la vita dello scrittore e della sua famiglia, accanto ad estratti del romanzo-inchiesta “Gli Oesthereld” (001 Edizioni) di Fernanda Nicolini e Alicia Beltrami.

    Saranno presenti anche omaggi di grandi autori contemporanei, che hanno prestato la loro arte alle copertine delle edizioni contemporanee, come Marino Neri, LRNZ e Luigi Cavenago.

    HGO è una mostra che non si rivolge solo agli appassionati del fumetto, della fantascienza o della narrativa latinoamericana, ma a tutti i lettori.


    9 maggio | 9 giugno 2019
    Orario da giovedì a domenica 15:30 – 19:00.


    Evento inaugurale sabato 11 maggio 2019, dalle 15,30 alle 19,00.


    Per la durata della mostra i biglietti di ingresso al museo sono maggiorati di 1 euro.

    Una produzione Prospero e Ariel | 001 Edizioni in collaborazione con Salone del Libro di Torino e MUFANT – Museolab del Fantastico e della Fantascienza di Torino

    Contatti
    Antonio Scuzzarella – redazione@001edizioni.com

    info@mufant.it

    press@mufant.it

     

    L'Eternauta2_page-0001

  • FABBRICANTI DI UNIVERSI

    FABBRICANTI DI UNIVERSI

    A Torino dal 5 aprile al 14 giugno 2019

    Artisti visionari e outsider dell’Immaginario Fantastico Moderno

    Mostra diffusa promossa da MUFANT nell’ambito del Progetto AxTO della Città di Torino finanziato con contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

     

    A cura di Forme in bilico e MUFANT– Museolab del Fantastico e della Fantascienza.

    A Torino dal 5 aprile al 14 giugno 2019.

    “Durante il giorno, strani pensieri e frammenti d’immagini passavano nella sua mente, fugaci ma vividi e stupefacenti. Erano indesiderati, inattesi e irresistibili”.

    Cit. da Fabbricanti di Universi, Philip J. Farmer, 1965.

    opera di anna magliano

     

     

    La mostra Fabbricanti di Universi intende esplorare come l’immaginario fantastico abbia influenzato l’immaginario collettivo, attraverso l’esposizione di opere di artisti appartenenti all’outsider art e all’arte mainstream.

    L’immaginario fantascientifico non ha mai smesso di interrogarsi e di raccontare la condizione di adattamento o disadattamento dell’umanità di fronte ai grandi cambiamenti scaturiti dall’epoca della rivoluzione industriale. Un immaginario, sorto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, che ha letteralmente invaso tutti i media – una produzione sconfinata di libri, film, fumetti, programmi televisivi, videogiochi – e che, con il pretesto di avventure spaziali, mondi futuri, alieni e creature extra ordinarie, ha perlustrato “possibilità altre” rispetto alla condizione del Presente e del Contingente.

    Un’infinita raccolta di idee e di rappresentazioni dell’Altrove e dell’Alterità che, anche grazie a grandi autori e autrici quali ad esempio Mary Shelley, H.G. Wells, George Orwell, Aldous Huxley, ha raggiunto nel Novecento i canali dei media di massa forgiando in modo permanente l’immaginario collettivo contemporaneo.

    Da queste premesse nasce FABBRICANTI DI UNIVERSI, una mostra collettiva aperta ad artisti “outsider”, con l’obiettivo di esplorare il modo in cui le immagini degli universi del fantastico e della fantascienza, a partire dalla loro dimensione “collettiva” e mass mediale, hanno incontrato, influenzandolo e modificandolo, il mondo interiore di persone con disagio psichico.

     

    FABBRICANTI DI UNIVERSI, il cui titolo ricalca il celebre ciclo di romanzi fantascientifici di Philip José Farmer che racconta di una civiltà di demiurghi che, pur capace di costruire interi universi, è andata progressivamente isolandosi e chiudendosi al mondo, coinvolge artisti outsider con una consolidata e duratura produzione artistica, anche attivi presso i servizi sociali piemontesi e torinesi, accanto ad artisti di livello internazionale, con contributi visionari come quelli di Francois Krygier da Berlino e Aret Boduryan con il collettivo Pfaffikon da Zurigo.

    Le opere sono esposte in un percorso diffuso in differenti location nelle quali vengono esplorati i diversi modi immaginali della fantascienza moderna. Sculture che richiamano i robot della tradizione, astronavi figlie di Star Wars, mappe di traiettorie della mente, figure ibride e installazioni realizzate sia con tecnologie digitali e manipolazioni di immagini sia con metodi tradizionali. Un mondo assai complesso che riflette anche l’uso di materiali e tecniche che non vengono di solito associate all’outsider art.

    Segnaliamo la presenza di artisti indipendenti torinesi come Mauro Gottardo, che vanta ormai un importante curriculum artistico, e la partecipazione di importanti gallerie e atelier italiani che si occupano di outsider art come Gliacrobati e il Centro Arte Singolare e Plurale di Torino e Atelier Diblu di Milano.

    Non mancano opere realizzate o custodite presso cooperative sociali e i servizi del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL della Città di Torino.

     

    E’ inoltre prevista la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi e studentesse e studenti, in particolare i giovani del centro diurno La Valle della Luna della Cooperativa Altra Mente di Torino così come particolarmente significativa è la collaborazione del Primo Liceo Artistico di Torino con lavori di eccezionale interesse – come quelli di Anna Magliano e Giacomo Marra – e il Liceo Scientifico Albert Einstein, coinvolto in un percorso di alternanza scuola lavoro presso il museo MUFANT.

     

    L’iniziativa è parte del progetto “Cybergames, oltre i confini dello spazio (urbano)” – curato dai co-direttori artistici del MUFANT Silvia Casolari e Davide Monopoli e sostenuto dall’azione 4.01 del Programma  AxTO – Azioni per le periferie torinesi –, e ha fra gli obiettivi prioritari, assieme all’inclusione sociale, anche e soprattutto quello di valorizzare le istituzioni culturali delle periferie urbane creando occasioni di incontro e connessioni fra diverse aree della città per incentivare un flusso virtuoso fra centro e periferia.

    Abbiamo quindi una mostra che si snoda fra il MUFANT, museo situato nella periferia nord di Torino, InGenio Arte Contemporanea e InGenio bottega d’arti e antichi mestieri, due spazi sotto la Mole, Housing Luoghi Comuni e uno stand del Mercato Coperto di Piazza della Repubblica, nel cuore di Porta Palazzo, il Primo Liceo Artistico Statale in Vanchiglietta e Liceo Albert Einstein in Barriera di Milano.

     

    Arte digitale, pittura, disegno, sculture, installazioni e illustrazioni.

    Un particolare focus sull’arte digitale è sviluppato nella sezione della mostra presso il MUFANT dove sono esposte opere di digital art realizzate da artiste, come Mexi Lane, che hanno perlustrato il mondo di Second Life.

     

    Il linguaggio digitale uscirà inoltre dalle sedi espositive per diffondersi nello spazio urbano attraverso un percorso in realtà aumentata dal titolo STALKER 451 sviluppato da Komplex Live Cinema Group.

    Il percorso in ar sarà inaugurato il 14 aprile nel contesto dell’inaugurazione della mostra presso il MUFANT, secondo una modalità coinvolgente e atipica: il duo artistico torinese fannidada condurrà in una sorta di flash mob in bicicletta tutti i partecipanti, con smartphone alla mano, da Corso Principe Oddone fino al MUFANT.

    STALKER 451, dedicato alla memoria di Antonio Caronia, intende portare attenzione alla grande riqualificazione urbana e culturale che in pochi anni ha cambiato il volto di una parte di Torino: si tratta di un “nuovo asse nord della cultura torinese” che dalla futura Iron Valley, passando per l’Ex Incet, attraverso il MEF, l’imminente museo del design e  il Parco Peccei, arriva fino al MUFANT.

    Il percorso è stato aumentato di installazioni di augmented reality: dagli smartphone dei partecipanti emergeranno immagini e voci dai classici della letteratura sci-fi. Dalle ore 14.00 tutti coloro che intendono partecipare sono invitati a presentarsi in bicicletta e muniti di smartphone al punto di partenza di corso Principe Oddone (angolo via Savigliano) a Torino: da qui si seguirà un percorso su pista ciclabile che in diverse tappe guiderà il gruppo fino al museo.

    All’arrivo al MUFANT è prevista, per le ore 18.00, l’inaugurazione della sezione della mostra FABBRICANTI DI UNIVERSI.

    ………………………………………………………………………………………………………………………………….

     

    CALENDARIO, SEDI ESPOSITIVE E INAUGURAZIONI

     

    Dal 5 al 23 aprile 2019/ inaugurazione venerdì 5 aprile alle ore 17.00

    InGenio Arte Contemporanea, C.so san Maurizio, 14/E

    InGenio bottega d’arti e antichi mestieri, Via Montebello 28/B

    Dal martedì al sabato dalle 10 alle 19, orario continuato. Ingresso libero

    Dal 5 al 23 aprile 2019/ inaugurazione venerdì 5 aprile alle ore 18.00

    Porta Palazzo Mercato Coperto 5, stand 41/42, Piazza della Repubblica Torino

    Dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13. Ingresso libero

     

    Dal 5 al 23 aprile 2019/ inaugurazione venerdì 5 aprile alle ore 19.00

    Housing Luoghi Comuni, Via Clemente Priocca 3, Torino

    Giovedì dalle 17 alle 19,30 e il sabato dalle 10 alle 13. Ingresso libero

    Dal 14 aprile al 14 giugno 2019/ inaugurazione domenica 14 aprile alle ore 18.00  

    MUFANT/MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza

    via Reiss Romoli 49 bis Torino

    Dal giovedì alla domenica dalle 15,30 alle 19,00. Inaugurazione ad ingresso libero.

    www.mufant.it

     

    Precede e conduce all’inaugurazione della sezione della mostra al MUFANT: STALKER 451, percorso urbano in realtà aumentata da esperire in bicicletta a cura di Komplex Live Cinema Group e fannidada. Ritrovo: domenica 14 aprile 2019, ore 14.00 corso Principe Oddone angolo via Savigliano.

    Percorso: Corso Principe Oddone, via Cigna, via Reiss Romoli – sede del MUFANT.

    Di seguito la piantina con tutte le tappe del percorso.

    cybg 2019

     

     

    Un progetto che coinvolge:

    Associazioni: Arteco, Artenne, Fermata d’Autobus Onlus / Gliacrobati, Forme in bilico, Immagina, Circolo poetico urbano Orfeo e Volonwrite, Volo2006.

    Musei: MUFANT.

    Cooperative sociali: Accomazzi, Altra Mente, Artepura/Chronos, Esserci, P.G. Frassati, La Rondine, Zenit.

    Città di Torino: Giovani per Torino e Centro Arte Singolare e Plurale del Servizio Disabilità; ASL Città di Torino:

    Istituti scolastici e formativi: Primo Liceo Artistico Statale, Liceo Scientifico Albert Einstein di Torino, Centro Arti Terapie di Lecco.

    Curatori artistici: Tea Taramino – Forme in bilico, Silvia Casolari e Davide Monopoli – MUFANT, Alberto Taverna – ASL Città di Torino.

    Artisti: Massimo Ambrogio, Aret Boduryan, Arcangelo Bonfitto, Jonis Andrea Castrogiovanni, Paolo S. Cavazza, Simone De Filippo, fannidada, Filippo Fontana, Mauro Gottardo, Vera Hammil, Komplex Live Cinema Group, Francois Krygier, Ermanno Lattini, Mexi Lane, Marco Lonardi, Anna Magliano, Massimo Mancini, Giacomo Marra, Paola Mills, Oby One, Antonio Pedone, Michele Renna, Marco Tursi.

     

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  • Festa delle Ombre Lunghe

    Festa delle Ombre Lunghe

    VENERDì 8, SABATO 9 e DOMENICA 10 GIUGNO

    Il Club Villa Diodati, coordinamento di tre realtà torinesi votate al fantastico, all’insolito e al visionario – MUFANT – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza, TOHorror Film Fest, e Libera Università dell’Immaginario – organizza la seconda edizione della Festa delle Ombre Lunghe. Tre giornate di incontri, mostre, proiezioni, performance teatrali con ospiti di primo piano sul filo rosso che collega il cinema, l’illustrazione e la letteratura di genere fantastico.

    La ricorrenza dei compleanni di tre mattatori degli schermi, Peter Cushing, Christopher Lee e Vincent Price – protagonisti insieme de “La Casa delle Ombre Lunghe” – è occasione di ricapitolare un’epopea transmediale fatta di storie fantastiche che attraversano linguaggi diversi – dalla letteratura al teatro, alla radio, a grandi e piccoli schermi-, e di mostrarne la plasticità e l’influsso sui miti collettivi in un proficuo raccordo tra cultura “bassa” e “alta”.

    L’evento sarà inoltre occasione per presentare i progetti di riqualificazione urbana di imminente realizzazione promossi dal Mufant, in particolare il Parco del Fantastico (Co-city Torino), che prevede l’allestimento negli spazi esterni di un museo a cielo aperto con installazioni artistiche.

    PROGRAMMA

    VENERDI 8 GIUGNO
    15.15-15.45 Inizio Festa delle Ombre Lunghe e presentazione della mostra Memorie di Città Future alla presenza di Piero Gondolo della Riva, collezionista e vice presidente della Société Jules Verne Parigi
    15.45-16.30 Letteratura: Suttaterra e altri atlanti. Incontro con Orazio Labbate.
    16.30-17.30 Psicologia: Fantasmi dell’anima, con Gian Piero Grandi, Il Sestante – IPI Alfred Adler, Sezione di Psicologia dell’età evolutiva e dell’adolescenza.
    17.30-18.30 Letteratura: Effetto Frankenstein. Celebrando un bicentenario. Incontro con Massimo Centini e Franco Pezzini.
    18.30 – 19.30 Letteratura: I miti non muoiono mai: il fantasy oggi. Tavola rotonda.
    Intervengono Chiara Nejrotti: Fantasy e postmodernità: il richiamo del mito; Luisa Paglieri: presentazione del romanzo di Urban Fantasy: Fantaxi; Davide Ghezzo: Torino ha un cuore fantastico.

    SABATO 9 GIUGNO
    15.30-15.45 Saluti del Club Villa Diodati.
    15.45-16.30 Exhibition: Inaugurazione della mostra Memorie di Città Future, a cura di Silvia Casolari e Davide Monopoli, direttori artistici Mufant, dalle collezioni di Piero Gondolo della Riva, Mufant, Riccardo Valla.

    Saluti istituzionali:
    Assessore all’Ambiente Alberto Unia, Città di Torino; Consigliere Massimo Giovara, Città di Torino; Presidente Marco Novello, V Circoscrizione di Torino.
    Durante l’inaugurazione della mostra sono presentati i progetti Mufant di riqualificazione urbana, in particolare Co-city. Intervengono: Antonello Raciti, Presidente Altra Mente onlus; Paolo Tamborrini, Politecnico di Torino, Dip. Architettura e Design; Domenico Morreale, Politecnico di Torino, Dip. Interateneo di Scienze Progetto e Politiche del territorio; Federico Ercole, giornalista; Barbara Bertola, Liceo Albert Einstein Torino, Elia Belussi, MuPIn – Museo Piemontese Informatica.

    16.30-17.00 Commemorazione di Sergio Altieri a cura di Danilo Arona e Alessandro Defilippi.
    17.00 -18.15 Letteratura: Otranto sotto le Alpi. I neogotici piemontesi. Tavola Rotonda con: Danilo Arona, Fabrizio Borgio, Maurizio Cometto, Davide Mana, Christian Sartirana.
    18.15-18.45 Fumetti: Andrea Cavaletto presenta Paranoid Boyd, Edizioni Inkiostro.
    18.45-20.15 Musica: con la DJ Ross Fuzz, Space Music in vinile.
    20.15-20.30 Cinema: Einstein-Rosen di Olga Osorio (Spa 2017 – 8’). Introduce Massimiliano Supporta, direttore del TOHorrorFilmFest.
    20.30-22.30 Cinema: Oltre il Guado di Lorenzo Bianchini (Ita 2013 – 78’) e incontro con l’autore.

    DOMENICA 10 GIUGNO
    15.30-16.45 Letteratura: Futuri a Nord-Ovest. Tavola Rotonda con gli autori di fantascienza piemontesi: Enrica Zunic, Davide Del Popolo Riolo, Antonino Fazio, Marco Perello, Franco Ricciardiello. Modera Paolo Bertetti, coordinatore scientifico Mufant.
    16.45-17.30 Letteratura: Aurora e altre distopie. Incontro con Leonardo Patrignani.
    17.30-18.30 Exhibition-Cinema: Una Fanta Inimmaginabile Avventura: Il Magico Natale di Rupert – inaugurazione nuova area espositiva permanente e interventi di Michele Guaschino, effettista speciale e Giuseppe Garau, scenografo.
    18.30-18.45 Teatro: Multispettacolo/I atto, adattamento dal racconto di Robert Sheckley Note sulla percezione delle differenze immaginarie. Regia Niccolò Cappello, interpreti Matteo Allasia, Niccolò Cappello, Irene Caroppo, Serena Miceli.
    18.45-19.25 Cinema: La genesi di Zona 3 (Ita 2006). Intervengono il regista Roberto Loiacono e lo sceneggiatore Mario Cellini. Proiezione del trailer e di scene eliminate dal montaggio finale.
    19.25-19.45 Teatro: Multispettacolo/II atto, adattamento dal racconto di Ron Goulart Motore rotto blues. Regia Niccolò Cappello, interpreti Matteo Allasia, Niccolò Cappello, Irene Caroppo, Serena Miceli.

    Nel contesto della Festa saranno presenti stand con ospiti dal mondo del fantastico e non solo:

    Acheron Books. Il primo editore a offrire fantasy, fantascienza e horror italiani distribuendoli in inglese in tutto il mondo.

    Co-city. Il plastico del Parco Fantastico, a cura di Liceo Albert Einstein Torino e Altra Mente Onlus.

    Doctor Who Italian Fan Club. Giochi, proiezioni, costumer e tanto divertimento! Volete una foto in tutto il tempo e lo spazio? Volete sconfiggere i Dalek? Volete fare quattro chiacchiere col vostro Dottore preferito? Passate a trovarci!

    Greyskult. Il più eccitante negozio di giocattoli vintage a Torino.

    GIAGUN – Associazione culturale “Gruppo Italiano Appassionati GUNdam”. Esposizione e demo, model kit da collezione; proiezione di fansub; concorso a quiz e gioco “Il GIAGUN dei 9”.

    Istituto di Psicologia Individuale “A.Adler”. Pubblicazioni ed esposizioni di ricerche scientifiche.

    Loving the Alien. Sartoria sociale fantastica con la sarta Paola Dioni e ragazze e ragazzi di Altra Mente Onlus.

    MuPIn – Museo Piemontese Informatica. “Il computer che avrebbe cambiato il mondo”, esposizione dei disegni di Charles Babbage e delle schede perforate del computer che progettò senza mai realizzare.

    SCiA 131, Spazio di cittadinanza attiva. Un giardino tra i palazzi: progetto di riqualificazione e di rilancio di un pezzo di quartiere Borgo Vittoria. Partecipa al progetto CO City della CIttà di Torino.

    Terra di Goblin. Festeggia il 40° anniversario del film Zombi con una sezione espositiva e con uno stand dedicato ai Goblin. Con Roberto Attanasio e Manuela Lugli troverete Andrea Gallo Lassere, sceneggiatore di fumetti, Simona Simone, fumettista e Stefano Rossello, musicista e fondatore della Rustblade Records. In anteprima alcune tavole dedicate a Dawn Of the Dead .

    Vecchi e Nuovi Mondi. Libreria in Torino, stand nel quale è possibile acquistare i libri presentati durante i tre giorni.

    4DOITaly – stampa 3d. All’insegna del motto “l’innovazione alla portata di tutti”, Stefano Ala presenta un nuovo modo di stampa 3d dove anche i non professionisti possono entrare in contatto con una tecnologia altamente avanzata.
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    Il Club Villa Diodati: coordinamento di tre realtà torinesi attive nel campo dell’immaginario e del fantastico, cioè il MUFANT/MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza, il TOHorror Film Fest e la Libera Università dell’Immaginario, nasce nel 2016 in occasione del bicentenario dalla famosa sfida letteraria di Villa Diodati tra Lord Byron, Percy Bysshe Shelley, Mary Wollstonecraft Godwin e John William Polidori, a monte dei romanzi Frankenstein e The Vampyre e più in generale del Fantastico Moderno. Preparata da riuscite esperienze di collaborazione tra i partner, l’iniziativa è funzionale a supportare e arricchire le rispettive attività e avviarne di comuni.

    MUFANT: primo museo italiano dedicato al Fantastico Moderno, dalle produzioni ottocentesche d’esordio fino alle moderne declinazioni nei generi fantascienza, gotico e fantasy. Parte del circuito Abbonamento Musei Torino Piemonte, il museo è promotore di un processo di rigenerazione urbana definito da un protocollo d’intesa con la Città di Torino e sostenuto dalla Fondazione Unipolis.

    TOHorror Film Fest: riconosciuto tra i più audaci e stimolanti festival di cinema del Bel Paese, da 18 anni si è ritagliato uno spazio importante nell’immaginario degli amanti del cinema, della letteratura e dei fumetti a tema fantastico. Nell’ambito del Club Villa Diodati si occupa delle sezioni Cinema e Fumetti.

    Libera Università dell’Immaginario: centro studi sorto nel 2012, gestito da Franco Pezzini (saggista, membro del comitato editoriale de ‘L’Indice dei libri del mese’ e della Redazione di ‘Carmilla online’). Organizza cicli d’incontri su mito & letteratura, dal 2017 oggetto della serie I classici pop per i tipi di Odoya.

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    Biglietti:
    Giornaliero: intero 7 euro; ridotti:6/5/4,5 euro.
    Cumulativo per le tre giornate: 15 euro

    Info

    www.clubvilladiodati.it

    MUFANT/MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza
    via Reiss Romoli 49 bis/Torino
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  • WestWorld – Un Mondo di Robot

    WestWorld – Un Mondo di Robot

    SABATO 7 APRILE dalle ore 15,30

    Inaugurazione della mostra “WestWorld – Un Mondo di Robot” curata da Silvia Casolari e Davide Monopoli. Protagonisti, fino a qualche tempo fa, del mondo della finzione fantascientifica, oggi i robot sono al centro di un dibattito assolutamente focalizzato sulla realtà di un futuro molto vicino a noi.

    Ci si chiede se le creature artificiali potranno finalmente sgravarci della fatica, prendersi cura di noi, oppure rubarci il lavoro o, infine, sostituirci tout court!
    Quando Karel Çapek attorno agli anni ’20 del secolo scorso, battezza le creature artificiali protagoniste della sua opera teatrale RUR, sceglie il fortunatissimo neologismo “ROBOTA”, che in lingua cecoslovacca significa “lavoro pesante”. Ma anche in questi primissimi esordi, i robot non sono semplici macchine da fatica o calcolo, sono creature bio/artificiali che, ad un certo punto, decidono di non seguire più gli ordini degli umani e si ribellano.

    LA MOSTRA

    Un uragano mediatico, quello del racconto robotico, che passa dal libro, al cinema, alla televisione, al fumetto, all’illustrazione, al videogioco.

    Dai racconti di quasi ignoti autori italiani ottocenteschi come L’uomo di fil di ferro di Ciro Kahn, o da curiosi film di inizio ‘900, come L’uomo meccanico della torinese Ambrosio, nel corso di quasi 150 anni, passando per una infinità di produzioni letterarie, si arriva al grande boom cinematografico che colloca le creature artificiali e i robot come imprescindibili archetipi dell’immaginario moderno e contemporaneo.
    Chi non conosce i Nexus di Blade Runner, Robocop, Terminator, Robbie, oppure gli spietati Dalek o l’ androide Maria protagonista di Metropolis? E che cosa dire delle popstar fantascientifiche C1P8 e D3BO.
    Tutto iniziò esattamente 200 anni fa, con il mostro creato da Victor Frankenstein!

    La mostra “Westworld – un Mondo di Robot” si sviluppa in un percorso che affianca a preziosi libri illustrati ottocenteschi, il colore dei rari giocattoli degli anni ’50, l’immaginario imprescindibile dei robottoni giapponesi, le meravigliose copertine delle riviste Pulp degli anni ’20/’40, i protagonisti di notissime saghe televisive e cinematografiche quali Star Wars e Star Trek, i fumetti italiani e stranieri già a partire dai primissimi anni del ‘900, i necessari approfondimenti letterari e culturali, i fondamentali riferimenti scientifici e tecnologici, l’intero panorama mediale dentro al quale il robot è stato rappresentato.

    Ospite d’eccezione con una mostra personale è l’illustratore Franco Brambilla. A lui sono affidate le copertine delle più note collane editoriali italiane di fantascienza: Urania, Urania Collezione e Millemondi, edite da Mondadori. La mostra presenta oltre 30 lavori a tema “robot e androidi” pubblicati su Urania.

    La sezione dedicata ai robot fra scienza e fantascienza ospita anche Telebot, il robot controllato in remoto attraverso la App Telegram prodotto da Hotblack Robotics, la start up innovativa torinese che vuole rendere accessibile a tutti la robotica.

    Il percorso espositivo, destinato a diventare una sezione permanente del museo, si suddivide in alcune sezioni che raccolgono materiali e oggetti diversi, rari e curiosi (gadgets, toys, libri, fumetti, illustrazioni, dischi, francobolli, modelli, e altri pezzi rari e unici dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi).

    PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI INAUGURAZIONE

    • Ore 16:00: Silvia Casolari e Davide Monopoli, curatori della mostra, presentano il
      tema attraverso un breve documento audiovisivo dedicato ai più noti robot della fantascienza.
    • Ore 16:30: Franco Brambilla racconta la genesi delle sue illustrazioni digitali
    • Ore 17,15: Gabriele Ermacora di HotBlack Robotics presenta il progetto TELEBOT e una nuova rivista di divulgazione robotica.

    La mostra si conclude il giorno 3/06/2018