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  • STAR TREK 60

    STAR TREK 60

    Sessant’anni verso il futuro

    Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00
    MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza
    Piazza Riccardo Valla 5, Torino

    L’8 settembre 1966 Star Trek appariva per la prima volta sugli schermi televisivi statunitensi. Cominciava così un viaggio destinato a cambiare per sempre il nostro modo di immaginare il futuro.

    Nel sessantesimo anniversario della Serie Classica, il MUFANT, in collaborazione con il gruppo Star Trek Torino e con la collezionista Stefanie Gröner, rinnova la sala espositiva dedicata all’universo fantascientifico nato dalla visione di Gene Roddenberry.

    Sabato 12 settembre inaugura “Star Trek 60”, un nuovo allestimento che celebra sessant’anni di mondi lontani, incontri con l’ignoto, nuove forme di vita e nuove civiltà, continuando a spingersi là dove nessun uomo è mai giunto prima.

    Perché Star Trek non ci ha insegnato soltanto a guardare le stelle: ci ha insegnato a immaginare che cosa potremmo diventare.

    Il viaggio continua.

    Spazio, ultima frontiera…

    L’INAUGURAZIONE

    Trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti l’8 settembre 1966, Star Trek, successivamente identificato come The Original Series, presentò al pubblico l’equipaggio della USS Enterprise, guidato dal capitano James T. Kirk.

    La sua missione non era conquistare nuovi pianeti, ma esplorare lo spazio, incontrare altre forme di vita e conoscere civiltà sconosciute. Una prospettiva innovativa, attraverso la quale la serie affrontò temi come il rapporto con l’altro, la convivenza tra culture diverse, il progresso scientifico, la pace e il futuro dell’umanità.

    Nel corso del pomeriggio, ospiti ed esperti approfondiranno il fenomeno Star Trek mettendolo in relazione con i programmi spaziali degli anni Sessanta e con la creatività dei fan, capace di trasformare una grande passione collettiva in nuove produzioni artistiche e cinematografiche. Un particolare focus sarà dedicato al tema della rappresentazione della flora aliena nella serie in linea con la nuova progettualità annuale del museo dedicata ai rapporti fra botanica e fantascienza.

    LA NUOVA SALA “STAR TREK 60”

    Dal 12 settembre al 30 dicembre 2026

    La nuova sala espositiva “Star Trek 60” è dedicata in particolare alla Serie Classica creata da Gene Roddenberry.

    Il percorso presenta action figure di personaggi come Spock e il capitano Pike, diorami che ricostruiscono scene e ambientazioni memorabili — tra cui il capitano Kirk sulla poltrona di comando dell’Enterprise e Spock e Sulu nell’Universo dello Specchio — oltre a numerose figure aliene.

    L’allestimento comprende inoltre gadget e riproduzioni di alcuni degli oggetti più riconoscibili della saga: phaser, tricorder, comunicatori e l’iconico gioco degli scacchi tridimensionali.

    Al centro della sala è esposta una riproduzione della poltrona di comando dell’Enterprise, donata al MUFANT da Gabriella Lisiero, moglie del compianto Alberto Lisiero cofondatore dello Star Trek Italian Club e figura fondamentale del fandom italiano. Intorno alla poltrona trovano posto riproduzioni delle uniformi della Federazione e dei costumi di alcuni alieni apparsi nella Serie Classica.

    La mostra espone la collezione di Stefanie Gröner, fondatrice del gruppo Star Trek Torino. Nata in Germania, Gröner ha scoperto Star Trek durante un periodo trascorso negli Stati Uniti e, dopo essersi trasferita in Italia, ha iniziato a raccogliere oggetti e merchandising legati alla saga. Parte della sua collezione, che comprende anche costumi realizzati a mano, è oggi inserita nel percorso espositivo permanente del MUFANT.

    PROGRAMMA

    Ore 15.00–15.30

    INTRODUZIONE

    Presentazione a cura dei co-direttori del MUFANT, Silvia Casolari e Davide Monopoli, che illustreranno il significato e il peso di Star Trek nel progetto culturale del museo e nell’ambito del percorso espositivo permanente.

    Sottolineeranno inoltre l’importanza di dare voce al fandom e alla sua capacità di trasformare la passione per la fantascienza in nuove forme di creatività e produzione culturale, dai fan film alle opere artistiche e narrative.

    Ore 15.30–16.00

    STAR TREK 1966: UN INIZIO TRA FANTASCIENZA E CORSA ALLA LUNA

    Incontro fra Stefanie Gröner, curatrice della sala espositiva,  e Antonio Lo Campo, giornalista scientifico e scrittore specializzato nel settore aerospaziale, collaboratore de La Stampa, Avvenire e di diverse testate specialistiche.

    L’incontro metterà a confronto i programmi spaziali sviluppati negli anni Sessanta, nel pieno della corsa alla Luna, con l’immaginario dell’esplorazione cosmica concepito da Gene Roddenberry per la Serie Classica.

    Ore 16.00–16.30

    STAR TREK: FIORI E PIANTE ALIENE

    Stefanie Gröner accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la flora dei mondi alieni esplorati dall’Enterprise e dagli altri equipaggi della Flotta Stellare nei sessant’anni della saga.

    L’intervento creerà un collegamento tra l’immaginario botanico di Star Trek e il Giardino Fantabotanico realizzato sul Rooftop del MUFANT, dove piante reali e vegetazioni immaginarie dialogano all’interno di un percorso dedicato al rapporto tra natura e fantastico.

    Ore 16.30-17:00

    COFFEE BREAK

    Ore 17.00–17.45 

    DELL’AMORE E DELL’ONORE

    Proiezione e presentazione di Dell’Amore e dell’Onore, il primo fan film di Star Trek realizzato in Italia.

    Pensato per essere seguito anche da chi non conosce approfonditamente la saga, il film propone al tempo stesso numerosi riferimenti destinati agli appassionati. La storia intreccia diplomazia, conflitto e strategia militare con un’attenta costruzione dei personaggi, affrontando temi come il dovere, la lealtà, la famiglia, il rimorso, la vendetta e l’amore.

    Il progetto, che ha richiesto quattro anni di lavorazione, sarà presentato da Carlo “Jack” Ponissi, autore della sceneggiatura e compositore della colonna sonora originale. Artista torinese e appassionato di fantascienza, Ponissi ha riunito nel cortometraggio la propria formazione artistica, la scrittura e la ricerca musicale.

    Interverranno inoltre Alessandra Prandi, scenografa, e Mirco Faedi e Alessandro Cozza, interpreti protagonisti del film.

    L’evento fa parte del progetto “Profezie Artificiali”, Progetto vincitore dell’Avviso Pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi @PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021 – 2027 – TO7.5.1 B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA.

  • Incubi sulla città. Nell’ambito della mostra Prossime Città.

    Incubi sulla città. Nell’ambito della mostra Prossime Città.

    Sabato 10 e domenica 11 giugno 2023, nell’ambito di Prossime Città – mostra dedicata alle città della fantascienza che fa parte di Tecno Profezie, progetto di welfare culturale realizzato con il sostegno del bando React to Covid della Città di Torino -, il Museo ospita una serie di appuntamenti dedicati alle metafore del male e del suo incombere sulla città/società, mostruose ombre, forze antisociali, veri e propri “incubi sulla città.

    Il manifestarsi del villain – super criminale, redivivo mostro preistorico o invasore alieno che sia – costituisce un momento topico delle narrazioni fantastiche e fantascientifiche correlato al costituirsi e al prendere forma di forze distruttive che si oppongono all’utopica armonia sociale. Sono aspetti ombra che emergono o riemergono in relazione a qualche disfunzione che origina proprio nel cuore della collettività stessa, lo spazio urbano.

    E se fosse proprio Batman, il paladino della giustizia, ad aver attratto a Gotham City una fra le schiere di villains più nutrita della storia del fumetto di fantascienza? E se la ferocia con cui Godzilla si accanisce su Tokyo non fosse altro che una volontà autodistruttiva di massa? E se Rebo, lo spietato invasore alieno determinato a conquistare la Terra, fosse un precipitato collettivo di singole volontà di potenza oggetto di una rimozione collettiva?

    Si inizia sabato pomeriggio, alle ore 16:30, con l’incontro dedicato alla storia di un film di animazione mai realizzato dedicato al celebre “Saturno contro la Terra“, la prima space opera italiana a fumetti. Intervengono gli autori del progetto Mauro Gariglio, illustratore torinese, e Matteo Valenti videomaker e sceneggiatore. Modera il giornalista esperto di cultura pop Stefano Priarone.

    Si prosegue domenica 11 giugno, con l’inaugurazione, alle 15:30, della nuova sezione espositiva “Godzilla Exhibition“, un affondo nel percorso di Prossime Città dedicato all’incubo urbano per eccellenza: Godzilla.

    La sezione espone la collezione di Andrea Attardo, collezionista piemontese di fantastico giapponese. Action figure giapponesi di Godzilla e dei più temibili kaijū del cinema giapponese, come King Ghidorah  che fece il suo esordio in Ghidorah! Il mostro a tre teste nel 1964, oppure Gamera, il temibile mostro distruttore nemico dell’umanità a forma di tartaruga gigante o ancora Mothra, la colossale falena che esordì nel 1961 nell’omonimo film per poi diventare un personaggio ricorrente nella serie Godzilla.

    Alle 16:00 è prevista la conferenza con proiezioni “I believe in Gotham City” a cura di Renato Roda, collezionista ed esperto di Cultura Pop. Renato Roda, PhD in ricerca sociale, si è sempre occupato della sperimentazione di metodologie basate su media e narrative popolari nell’ambito dell’insegnamento e della trasmissione socio-culturale. Attualmente ricercatore presso la Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino, ci condurrà negli abissi di Gotham City, città del Cavaliere Oscuro e dei suoi temibilissimi villains.

    Gli “incubi sulla città” si concludono in musica: alle ore 17:45 è prevista la video Première con live concert del videoclip “Now that you are here“. Con Rosalba Guastella – cantautrice -, Claudio Belletti – autore del brano musicale – e Domenico Morreale – regista. 
    La cantautrice Rosalba Guastella presenta e interpreta i brani del suo LP scritto nel 2022, durante la pandemia, e uscito nel 2023 per la Rubber Soul Records.

  • Fantascienza italiana. Una meravigliosa avventura.

    Fantascienza italiana. Una meravigliosa avventura.

    28/03/2023 – 14/05/2023.

    Spazio museale-espositivo dei Sacri Cuori. Pola, Croazia.

    Una mostra che racconta i momenti e i protagonisti principali della fantascienza italiana – in letteratura, nel cinema, in televisione e nel fumetto -, dalle origini tardo ottocentesche ad oggi.

    Tre momenti topici – gli inizi del Novecento, gli anni ’50-’70, la contemporaneità – mostrano come la fantascienza italiana abbia giocato un ruolo cruciale nel consolidarsi dell’immaginario fantastico moderno in ambito internazionale, grazie anche ad autori quali Emilio Salgari, Primo Levi, Dino Buzzati.

    Un percorso curioso fatto di rare edizioni librarie, opere originali di illustratori, documenti audiovisivi cinematografici e televisivi, materiali e oggetti vintage che raccontano di mondi e identità lontane – robot, viaggi nel tempo, alieni e città del futuro – oggi sempre più vicini.”

    La mostra è realizzata dal MUFANT – il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino – e dal Consolato Generale d’Italia a Fiume in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Pola e l’Unione Italiana, ed è ospitata nella location aulica dello spazio museale-espositivo dei Sacri Cuori, nel centro storico della città di Pola, una chiesa sconsacrata riconvertita a spazio museale e gestita dal Museo archeologico dell’Istria. 

    “Un percorso espositivo con un approccio crossmediale che tratteggia l’evoluzione storica e i punti salienti di quella che potremmo definire la meravigliosa avventura della fantascienza italiana, tuttora in corso” dicono i curatori Silvia Casolari e Davide Monopoli, co-direttori del Museo MUFANT.

    Procedendo per confronto con i grandi maestri europei come Jules Verne e, soprattutto, Herbert George Wells, la mostra parte dal periodo della cosiddetta pre-fantascienza italiana con prime edizioni librarie di autori fondamentali come Emilio Salgari e Yambo, illustrazioni e fumetti originali come Saturno Contro la Terra, Il Vittorioso, Mirko, Guido Ventura e molti altri.

    Il percorso prosegue con gli anni ’50 del Novecento, caratterizzati dalla comparsa delle prime riviste che consolidano in Italia il genere fantascientifico – prima fra tutte la mondadoriana Urania – e dall’invasione del mercato da parte dei giocattoli di latta di ispirazione fantascientifica. In mostra rari numeri delle prime riviste di fantascienza e di Urania, con le meravigliose copertine di Kurt Caesar e Karel Thole, una selezione di opere originali dell’illustratore Giuseppe Festino e la coloratissima collezione di toys del torinese Paolo Fiorino. 

    Una sezione espositiva si sofferma sull’apporto al genere fantascientifico di due grandi maestri della letteratura italiana come Primo Levi e Dino Buzzati. Meno nota al grande pubblico, la produzione di racconti di fantascienza di Primo Levi è stata vastissima. Dino Buzzati, grande maestro del fantastico italiano, analogamente si è confrontato a più riprese con la fantascienza. La mostra espone, grazie alla collaborazione con l’Associazione Internazionale Dino Buzzati, anche due opere grafiche buzzatiane, che, come noto, è stato un grande estimatore dell’arte del fumetto e un prolifico pittore. 

    La galleria audiovisivi è dedicata alle origini del cinema fantastico italiano con proiezione, fra gli altri, di quello che potremmo definire il primo film davvero fantascientifico italiano Il matrimonio interplanetario, di Yambo. In un mercato non ancora dominato dalla macchina produttiva hollywoodiana, negli anni ’20 del Novecento film prodotti a Torino e a Roma erano esportati con successo in tutto il mondo, Stati Uniti compresi. 

    Una sezione, realizzata grazie alla preziosa collaborazione delle Teche RAI, è dedicata all’epoca d’oro della fantascienza televisiva RAI, con un articolato palinsesto di proiezioni di estratti dei più noti sceneggiati di fantascienza che hanno, appunto, caratterizzato un’epoca della televisione italiana: fra gli altri, i notissimi A come Andromeda e Gamma. Questa area espositiva costituisce l’eredità di un lavoro di ricerca che la trasmissione Wonderland di Rai 4 ha realizzato in collaborazione con il Museo MUFANT in occasione del sesantennale della Rai.

    La sezione contemporanea espone una selezione delle collane di fantascienza dei maggiori editori contemporanei ed una selezione degli autori e delle autrici di oggi. Due approfondimenti monografici sono dedicati a due fra i maggiori illustratori “fantascientifici” contemporanei: Franco Brambilla e Carmine di Giandomenico.

    Franco Brambilla, il principale illustratore delle copertine di Urania di Mondadori da oltre 20 anni, espone una selezione delle illustrazioni realizzate per i romanzi di autori e autrici italiani pubblicati da Urania e da Delos Book e una selezione del progetto Invading the Vintage. Franco Brambilla ha realizzato inoltre il poster della mostra.

    Carmine di Giandomenico, al quale è dedicata una galleria espositiva, fra i più noti fumettisti italiani e fra i pochi a collaborare continuativamente con le due maggiori case editrici di fumetto statunitensi Marvel Comics e DC Comics, espone, grazie alla collaborazione con Tim Vision, le illustrazioni fantascientifiche che ha realizzato per il Campionato di Calcio di serie A italiano del 2021.

    Una sezione, a cura di Vanja Kranjčević, Marko Mlinar e Davor Šišović, è infine dedicata alla fantascienza croata, la sua evoluzione storica, i principali protagonisti in letteratura, nell’illustrazione e nella produzione audiovisiva, senza tralasciare la dimensione dei festival, del fandom e del cosplay.

  • “L’Oriente: realtà e fantastico”

    “L’Oriente: realtà e fantastico”

    Sabato 18 marzo, alle ore 18.00, il MUFANT, Museo del Fantastico e della Fantascienza sarà ospite della libreria Feltrinelli di Piazza C.L.N. 251 a Torino. con una conferenza dedicata all’immaginario fantastico orientale.

    In anni recentissimi, in Occidente, abbiamo assistito a un rinnovato interesse per la produzione fantastica e fantascientifica dei paesi asiatici, Cina e Giappone in particolare.

    Il grande boom della letteratura fantascientifica cinese al quale stiamo assistendo, così come la vorticosa ondata di produzioni giapponesi di genere manga che oggi sta letteralmente invadendo le librerie italiane e non solo, non possono lasciarci indifferenti.

    La vastità del fenomeno ci costringe a ridurre il campo per portare l’attenzione su un particolare aspetto.

    Due interventi all’apparenza molto diversi ci aiuteranno a comprendere come la categoria del “fantastico esotico” abbia inciso e ancora incida sull’immaginario collettivo contemporaneo.

    Con Felice Pozzo, uno fra i massimi esperti salgariani, porteremo l’attenzione all’ “esotico immaginato”. Lo studioso terrà un intervento dal titolo “Emilio Salgari e l’Oriente fantasticato”. Narratore di meravigliose avventure esotiche, com’è noto, Salgari, non ha mai realmente conosciuto l’Oriente. La riflessione prenderà avvio dal recente studio che Felice Pozzo ha pubblicato per la casa editrice Odoya: “La vera storia di Emilio Salgari”, opera che indaga il lato umano dello scrittore, ricostruendo la sua quotidianità e i suoi pensieri con l’ausilio di documenti ritrovati nel corso degli anni.

    “Gundam: quando la fantascienza inventa un simbolo universale”. Cristian Carlone, traduttore di letteratura fantascientifica e esperto dell’universo robotico di Yoshiyuki Tomino, ci aiuterà a comprendere come il super robot Gundam, in seguito alla grande notorietà di pubblico acquisita a partire dal tardo decennio degli anni ’70, abbia conosciuto una curiosissima evoluzione nel contesto dell’immaginario collettivo nazionale giapponese. il mecha ideato da Yoshiyuki Tomino è oggi, infatti, simbolo del Giappone nel mondo.

    Un pomeriggio all’insegna di immaginari esotici e fantastici, un’occasione per riflettere sulla relazione tra fantascienza, realtà e Oriente.



  • Tecno Profezie

    Tecno Profezie

    Tecno Profezie, un hub di welfare culturale per l’innovazione digitale, sostenuto dalla Città di Torino con fondi PON Metro React EU, è l’articolato progetto che, a partire dal lancio del primo ottobre, sarà implementato per un anno dal Museo Mufant in collaborazione con l’Università di Torino (Dip. di Informatica e Dip. di Filosofia e Scienze dell’Educazione), la ASL di Torino, le cooperative sociali Altra Mente e Stranaidea e la ong CIFA.

    Il progetto costituisce una risposta resiliente al disagio sociale prodotto dalla pandemia Covid-19, a partire da tre evidenze: il persistente analfabetismo digitale della popolazione italiana (l’indice DESI ci colloca agli ultimi posti fra i paesi europei), il delinearsi di una categoria sociale – quella dei Neet – costituita da un crescente numero di giovani socialmente isolati e senza occupazione, il persistere della povertà socio-economico-culturale nelle periferie cittadine.

    Obiettivo generale di Tecno Profezie è avvicinare il maggior numero possibile di persone ai temi dell’innovazione digitale utilizzando la fantascienza, un genere volto a raccontare la scienza attraverso la fiction narrativa.

    Il progetto, diffuso sul territorio della Circoscrizione 5 di Torino e rivolto a pubblici di prossimità, studenti e categorie sociali svantaggiate, contempla una serie di azioni a matrice culturale, formativa e sociale focalizzate sui temi dell’innovazione digitale come blockchain, NFT, commonshood e FirstLife, il social network georeferenziato che si sta sviluppando in Unito e testando insieme alla Città di Torino.

    Il progetto sarà presentato in occasione di sabato 1 ottobre 2022, dalle ore 16:00 alle ore 20:00 presso il museo.

    Il poster di Tecno Profezie è stato realizzato dall’illustratore Franco Brambilla (Urania, Mondadori).

    Programma della giornata:

    • H. 16:00-16:30: saluti istituzionali e presentazione del progetto TECNO PROFEZIE
      Con i partner di progetto e i rappresentanti delle istituzioni.
    • H. 16:30-17:10: inaugurazione della mostra “Buzzati e le stelle”
      Intervengono le curatrici Valentina Polcini e Silvia Casolari, Edoardo Russo del CISU – Centro Italiano Studi Ufologici – e il collezionista Paolo Fiorino.
    • H. 17:00-18:00: “Passeggiata immersiva” a cura delle ricercatrici e dei ricercatori del Dipartimento di Informatica e del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino.
      Passeggiata immersiva nei dintorni del MUFANT con lettura di brani tratti dalla letteratura fantascientifica in rapporto alla città e agli ambienti urbani. Chi lo desidera potrà sperimentare un breve e semplice esercizio di scrittura creativa tramite apposite “schede sensoriali”.
    • H. 18:00-19:00: Presentazione creativa delle due tecnologie legate al progetto “Tecno Profezie”: FirstLife e CommonsHood a cura delle ricercatrici e dei ricercatori del Dipartimento di Informatica e del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino.
      Si realizzerà insieme una mappatura digitale dei brani letti durante la passeggiata costruendo un piccolo “percorso fantascientifico” nel quartiere e arricchendo l’itinerario anche con alcuni frammenti di scrittura creativa dei partecipanti. Si scopriranno le potenzialità della tecnologia blockchain per i progetti di cittadinanza e partecipazione.

      Entrambe le attività saranno condotte da:
      per il Dipartimento di Informatica saranno presenti: Eloheh Mason, Sowelu Avanzo, Chiara Sonzogni, Monica Cerutti; 
      per il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione: Francesco Vietti, Carlo Capello
    • H. 17:00-19:00: installazione “Mappa in Linea” a cura di Marcello Turco e Marco Fiorito, Stranaidea.
      Una linea come metafora delle relazioni umane, relazioni che creano mappe nei nostri territori, nelle nostre comunità.
      Una mappa concettuale che attraversa le nostre comunità, che collega e confronta, raccogliendo le opinioni, in immagini e audio, delle persone e i loro vissuti rispetto a questo complesso periodo pandemico. Una mappa da guardare, da ascoltare, da vivere. Una mappa aperta, ancora da arricchire con i tuoi vissuti.

    Si potrà accedere all’evento con i biglietti standard del Museo Ingressi – MUFANT.

  • Il Futuro è servito. Mostra temporanea

    Il Futuro è servito. Mostra temporanea

    Piero Gondolo della Riva, collezionista e co-curatore della mostra “Il Futuro è servito”

    Il 12 marzo 2022 inaugura presso la sala GAF – la galleria d’arte fantastica del Mufant – la nuova mostra temporanea Il Futuro è servito. Immagini dell’Avvenire su piatti dell’Ottocento o dell’inizio del Novecento”.

    Il museo ha sempre dato spazio, attraverso mostre ed eventi, alla letteratura e all’illustrazione ‘fantascientifica’ del XIX secolo, epoca in cui nacque l’immaginario moderno sul futuro, grazie anche, come sosteneva Isaac Asimov, all’avvento dell’industrializzazione e al suo diffondersi nella coscienza popolare.

    La nascita di questo nuovo genere letterario, che ha poi progressivamente “invaso” gli altri mass media e le arti in generale, ha consentito di porre al centro della riflessione popolare un tema che non ha mai esaurito il suo potenziale: il futuro.

    Su questi temi esiste a Torino una delle più grandi collezioni dedicata, appunto, al futuro immaginato nel passato.
    La collezione è stata creata da Piero Gondolo della Riva, ricercatore e collezionista piemontese, il quale, per decenni, ha studiato lo scrittore francese Jules Verne, radunando migliaia di documenti di ogni tipo a lui relativi (manoscritti, edizioni rare, fotografie, manifesti, mobili ed oggetti appartenuti allo scrittore ed al suo editore, cartoline, figurine, francobolli, etc.), oggi conservati nella casa – museo Verne di Amiens. 

    Piero Gondolo della Riva, incaricato dall’editore Hachette di curare la pubblicazione del manoscritto (inedito) di Jules Verne Paris au XXe siècle, uscito per la prima volta nel 1994 e tradotto in decine di lingue, ha cominciato la sua attuale collezione di libri e documenti relativi al futuro immaginario per conoscere quanto, nel passato, fosse stato scritto a tale proposito.

    Fra i moltissimi documenti sul futuro che questa straordinaria collezione contiene, vi è un centinaio di piatti, prodotti fra la metà dell’Ottocento e la prima guerra mondiale, decorati con immagini che mostrano il futuro immaginario o la conquista futura dello spazio.

    Proprio su questa rara ed eccezionale collezione di piatti è focalizzata la mostra “Il Futuro è servito. Immagini dell’Avvenire su piatti dell’Ottocento o dell’inizio del Novecento”.

    Ceramiche sulle quali sono dipinte immagini fantastiche relative alla conquista dell’aria e dello spazio, al femminismo, alla guerra e alla musica del futuro, alla moda, alle minacce costituite dall’uso dell’automobile e dall’inarrestabile progresso della scienza e della tecnica.

    In mostra oltre 100 piatti da dessert di origine prevalentemente francese che raffigurano il futuro immaginato raggruppati in differenti sezioni a seconda delle tematiche su di essi illustrate.

    I piatti da dessert erano generalmente i prescelti per le decorazioni in quanto la parte finale del pranzo coincideva con il momento del relax da trascorrere in leggerezza fra convitati anche commentandone le illustrazioni che, per questo motivo, spesso avevano uno spirito ironico.

    Da qui, ad esempio, la serie che illustra la derisione borghese dei valori delle utopie socialiste in voga nel corso dell’Ottocento: da Viaggio in Icaria di Etienne Cabet alle teorie di Pierre Joseph Proudhon, uno dei rappresentanti più importanti di quello che è stato definito il socialismo utopistico.

    La mostra rappresenta un’occasione per far vedere come sia oggi quanto nel passato, al di là di un entusiasmo comprensibile per l’avvenire, l’immaginazione ha da sempre tentato di carpire la complessità degli effetti che il futuro immaginato può avere sulla società e sull’individuo.

    Nella raccolta di 120 piatti in ceramica distinti in 12 serie a seconda del tema specifico (come detto la satira sul socialismo utopistico, ma anche le macchine ‒ automobili, biciclette, altri mezzi di trasporto ‒ e i loro effetti, l’identità di genere e l’inversione dei ruoli, le trasformazioni sociali, urbane e tecnologiche seguenti l’avverarsi del futuro immaginato), di cui appunto è costituita la mostra, c’è dunque la stessa complessità del futuro di cui abbiamo parlato sino a ora. Perché, per quanto possa parere incredibile, tra i mille modi in cui il futuro è stato immaginato, vi sono anche le raffigurazioni sui piatti.


    Fino ai primi anni dell’Ottocento, un piatto decorato era un piatto dipinto, cioè un unicum. Ciò non ne permetteva, evidentemente, una larga diffusione. L’invenzione, a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, del procedimento detto transfer printing, permise invece (con l’applicazione, sotto lo smalto del piatto, di un’immagine stampata) di produrre centinaia di repliche.


    Inoltre, nell’Ottocento – come anticipato – vigeva un uso particolare: al dessert erano destinati piatti con decorazioni diverse da quelle presenti sul resto del servizio. Ciò spiega l’esistenza di centinaia di serie di piatti da dessert a ciascuna delle quali era dedicato un tema: la caccia, la politica, la vita militare, il Vangelo, la storia di Giovanna d’Arco, i rebus, la vita quotidiana, il matrimonio e così via. Le serie dedicate in modo specifico al futuro – quelle esposte nella mostra – offrono immagini del fatidico anno 2000, dei cambiamenti tecnici o sociali del XX secolo, della guerra del futuro e dei veicoli (volanti o no) che il nuovo secolo avrebbe prodotti.

    In altri casi, serie di piatti, dedicate genericamente all’automobile o all’aeroplano, di recentissima invenzione ambedue, davano un’idea delle conseguenze e dei pericoli ai quali si sarebbe potuti andare incontro usando questi nuovi veicoli e dell’atteggiamento – stupore, paura, curiosità – della gente di fronte ad essi.

    La mostra, inaugurata sabato 12 marzo, si concluderà domenica 15 maggio 2022.
    Alla mostra è abbinata una minirassegna di incontri e conferenze con il collezionista e con altri specialisti della materia.

    Credits:

    Co-curatela e collezione: Piero Gondolo della Riva; Curatela: Davide Monopoli e Silvia Casolari; Collaborazione scientifica: Matteo Celeste; Grafica: Laura Barilari;

    Una produzione Mufant – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino


  • PROROGA MOSTRA “Ritorno al Futuro”

    PROROGA MOSTRA “Ritorno al Futuro”

    Comunichiamo che Back to the Future_Exhibition è prorogata fino al 28 GIUGNO 2020.

    Sarà possibile visitarla da giovedì 28 maggio a domenica 28 giugno 2020 nei consueti orari di apertura del museo.

    De Lorean, Ritorno al Futuro

    Passata inaugurazione della mostra:

    Comunicato stampa.

    Domenica 2 febbraio 2020. Ore 15:30/19:00

    In occasione delle celebrazioni a Torino del Capodanno Cinese il MUFANT in collaborazione con l’Associazione socio culturale italo cinese Zhisong organizza domenica 2 febbraio 2020 un pomeriggio di festa che prevede due momenti inaugurali.

    All’esterno, nella piazza sulla quale si affaccia l’ingresso del museo, sarà inaugurata una statua che riproduce le fattezze del drago “Fucanglong“, creatura fantastica della mitologia cinese che custodisce tesori sepolti nelle viscere della terra. La statua è stata progettata e realizzata nell’ambito del progetto Co-City della Città di Torino e, insieme ad altre 6 statue, costituisce l’intervento di arredo urbano promosso dal museo in partnership con AIAPP Piemonte Valle d’Aosta e Cooperativa Altra Mente, volto a riqualificare e rigenerare lo spazio pubblico adiacente la sede il museo.

    Domenica si inaugura il Drago Cinese Fukanglong per coinvolgere la comunità cinese torinese e consolidare i rapporti del museo con il mondo della fantascienza cinese. Il museo è stato infatti recentemente in Cina, nella città di Chengdu, ospite della 5° International Science Fiction Conference: la statua è dedicata simbolicamente alla Città di Chengdu.

    All’interno del museo si inaugura la mostra Back to the Future dedicata alla trilogia di Ritorno al Futuro che quest’anno compie 35 anni. “Volevamo abbinare all’inaugurazione della nuova statua una mostra di forte richiamo” dice Silvia Casolari fondatrice del MUFANT “siamo sicuri che la collezione di Giancarlo Ghibaudo, che comprende storyboard, script, fogli di produzione, fotografie per i prescript, giochi da tavolo, toys, cell della serie animata, poster e gadget richiamerà molti visitatori”.

    Il primo episodio della trilogia di Ritorno al Futuro, uscito nel 1985, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd, è infatti considerato un’icona del cinema degli anni ottanta e ha riscosso un enorme successo a livello internazionale. La mostra espone materiale dell’intera trilogia e anche i cell – le tavole a disegno – della meno conosciuta Back to the Future: The Animated Series, la serie a cartoni animati prodotta nel 1991 basata sui film della trilogia.

    Dopo l’inaugurazione della mostra sono previsti gli interventi di Giancarlo Genta, ordinario del Politecnico di Torino, sul tema”: Cosa accade oggi in Cina: la Fantascienza come via per interessare i giovani alla cultura scientifica” e di Antonello Raciti, pscioterapeuta Cooperativa Altra Mente, sul tema “Impressioni a proposito della psichiatria cinese“. A seguire la lettura, a cura dell’Associazione Zhisong, di estratti da racconti di fantascienza cinese contemporanea in lingua originale.

    PROGRAMMA

    15.30: Inaugurazione statua Fucanglong. Alla presenza di: Assessore Marco Giusta, Città di Torino. Marco Novello, Presidente V Circoscrizione. Silvia Casolari e Davide Monopoli, MUFANT. Marina Panarese, Associazione socio culturale italo cinese Zhisong. Ferruccio Capitani, AIAPP-Piemonte Valle d’Aosta. Antonello Raciti, Cooperativa Altra Mente.

    16.00: Inaugurazione Back to the Future_Exhibition. Presentazione e visita guidata con il collezionista Giancarlo Ghibaudo.

    17.00: Cosa accade oggi in Cina: la Fantascienza come via per interessare i giovani alla cultura scientifica“. Giancarlo Genta, Politecnico di Torino.

    17.20 Impressioni a proposito della psichiatria cinese, Antonello Raciti, pscioterapeuta Cooperativa Altra Mente.

    17.40 Letture in lingua cinese a cura di Yang Lei di estratti da racconti di fantascienza cinese contemporanea pubblicati su Science Fiction World, rivista cinese di science fiction.

    L’inaugurazione della statua è ad ingresso libero.

    Si accede al museo con i biglietti standard. Info: https://www.mufant.it/informazioni/

    Il Parco del Fantastico:

    Dallo scorso settembre fino al prossimo giugno saranno collocate nella piazza adiacente al museo in tutto 7 statue che riproducono protagonisti iconici dell’immaginario fantastico fra film e cartoni animati: Frankenstein, il Lupo Mannaro, Capitan Harlock, il Drago Fukanglong, ET, Alien e Sailor Moon. Il museo con questa importante azione, svolta con la collaborazione della Città di Torino e sostenuta dai fondi europei di Urban Innovative Action e Pon Metro, sta progressivamente installando un piccolo Parco del Fantastico con la copartecipazione di residenti e cittadini per riqualificare e restituire alla città una piazza che fino a pochi mesi fa si presentava come un anomimo piazzale della periferia urbana torinese.

    L’area sarà inaugurata il 5,6,7 giugno 2020 con la prima edizione del Festival Loving The Alien evento durante il quale avrà luogo la cerimonia istituzionale di intitolazione della piazza alla memoria di Riccardo Valla, fra le figure di riferimento della fantascienza italiana.

  • SuspiriaExhibition

    SuspiriaExhibition

    VENERDI’ 8, SABATO 9 e DOMENICA 10 DICEMBRE dalle 15.30 alle 19.00 al MUFANT si festeggiano le “streghe”!

    Suspiria celebra il suo 40° anniversario con Suspiria Exhibition la mostra curata da Roberto Attanasio, fondatore del seguitissimo blog Terra di Goblin e riconosciuto dagli stessi Goblin come maggior collezionista al Mondo.

    Evento fb.

    VENERDì 8 DICEMBRE

    Roberto Attanasio accoglierà i visitatori nella saletta horror del museo per accompagnarli alla scoperta delle rarità collezionistiche contenute nella teca Suspiria Exhibition: edizioni in Lp, 45 giri, musicassette e cd pubblicate in varie parti del mondo, cimeli da collezione raccolti in anni di concerti, su riviste musicali e fra i documenti discografici.
    Una galleria di locandine, manifesti e cartoline dedicate al film ed ai concerti commemorativi del film.
    Sarà possibile inoltre acquistare direttamente Lp, Cd, t-shirt, dolci e altro materiale dedicato ai Goblin per un regalo di Natale diverso!


    SABATO 9 DICEMBRE 

    15.30 – Presentazione del Box Deluxe Edition di Suspiria
    – Presentazione Lp Limited Edition Americana –
    – Breve Guida all’ascolto della colonna sonora –
    16.00 – Proiezioni:
    – Trailer nazionali ed internazionali del film .
    – Performance tv e live dei Goblin –
    – Intervista a Dario Argento durante il missaggio del film
    17.30 visita guidata con il curatore alla mostra

    DOMENICA 10 DICEMBRE 

    16,00- Presentazione del Box Deluxe Edition di Suspiria –
    – Presentazione Lp Limited Edition Americana –
    – Breve Guida all’ascolto della colonna sonora –
    16.30 – PROIEZIONE :
    – Documentario di Suspiria con interviste esclusive ai Goblin e Dario Argento –
    17.30 visita guidata con il curatore alla mostra

    La mostra sarà visitabile fino al 31 Dicembre 2017 .

     

    A proposito di Suspiria:

    Quoddam ubique – quoddam semper – quoddam omnibus – creditum est
    E’ il film più “horror” e conosciuto nel mondo di Dario Argento. Ottenendo un grandissimo successo soprattutto in Giappone, è il primo capitolo della trilogia delle tre madri, proseguito con Inferno del 1978, con la splendida colonna sonora del compianto Keith Emerson, e conclusa nel 2007 con La Terza Madre, colonna sonora composta da Claudio Simonetti.

    Dario Argento, nel 1977, per la sua nuova pellicola dedicata al mondo dell’occulto e delle streghe, chiese ai Goblin di comporre alcuni brani della colonna sonora, unico caso in cui la band realizzò la musica seguendo la sceneggiatura, un anno prima che si cominciassero le riprese.

    La band consegnò i primi provini al regista romano, che nel frattempo aveva contattato anche altre band progressive come il Banco del Mutuo Soccorso.

    Alle prime registrazioni partecipò Maurizio Guarini, che poi ebbe un diverbio con i compagni e con la casa discografica abbandonando il progetto, per poi rientrare nei Goblin, verso la fine del 1978.

    È l’album in cui c’è maggiore ricerca musicale, registrato negli studi Ortophonic di Roma, i Goblin usarono strumenti per loro inusuali, a partire dal bouzouki, suonato da Massimo Morante, strumento greco a corde, simile al mandolino, che in base alla accordatura sprigionava suoni inquietanti e malinconici; Fabio Pignatelli, oltre al basso usava chitarre orientali e il tabla indiano, dal suono cupo e leggermente prolungato.

    Il tutto venne amalgamato dalla batteria, percussioni, campanacci e campanellini di Agostino Marangolo, mentre Claudio Simonetti utilizzava il Mellotron, il Mini Moog, la Celesta, System 55, Fender Rhodes, pianoforte e organo.

    Per creare l’atmosfera magica di Suspiria, i Goblin utilizzarono anche efficaci effetti sonori: bacinelle piene di acqua, bicchieri di plastica schiacciati contro il microfono, grida, sospiri, frasi e filastrocche inquietanti con le voci di Morante e Simonetti, ripetute all’infinito.
    L’album venne pubblicato dalla Cinevox Record il 27 Aprile 1977, un successo straordinario che permise ai Goblin di aggiudicarsi un Disco D’oro in Giappone.