Giungla Domestica è il nuovo progetto annuale del MUFANT dedicato all’economia circolare, all’upcycling e al verde urbano. Un progetto in cui la filosofia solarpunk diventa pratica e attività quotidiana!
Creeremo una linea di arredi e prodotti di garden design d’ispirazione fantascientifica a partire dal recupero di materiali di scarto provenienti da 9 vivai torinesi e dalla comunità locale. Un laboratorio di progettazione e sperimentazione in cui botanica, design e sostenibilità incontrano l’immaginario fantascientifico.
E quale modo migliore per inaugurarlo se non con un doppio appuntamento letterario al confine tra ecologia e fantascienza?
Avremo con noi due ospiti speciali e i loro recentissimi libri, che affrontano da prospettive molto diverse ambiente, crisi ecologica e futuro:
📗 Jonáš Zbořil presenterà in anteprima italiana Flora (Eris), una distopia fantascientifica ed ecologica in cui natura, tecnologia e vita umana si intrecciano in modo imprevedibile.
📘 Danilo Zagaria presenterà Guerra alla Terra. Conflitti armati e crisi ecologica (ADD Editore), un saggio che indaga le conseguenze ambientali della guerra e il legame tra conflitti, ecosistemi e crisi climatica.
🌱 PROGRAMMA
Ore 17.00–17.30 | Presentazione di Giungla Domestica
Racconteremo il progetto, le attività di recupero creativo, la produzione di arredi e oggetti per il verde e il percorso culturale che ci accompagnerà per un anno, tra solarpunk e nuove visioni del futuro.
Con Silvia Casolari e Davide Monopoli, promotori del progetto del progetto che ha come capofila la Fondazione MUFANT e i partner:
Antonella Giani – Giardino Forbito APS
Fabio Giani – Vivai Giani
Debora Mosso – Polaris Impresa Sociale
Ore 17.30–19.00 | Ecologia, fantascienza e futuri possibili
Presentazione dei libri di Jonáš Zbořil e Danilo Zagaria, in un dialogo a due voci sul rapporto tra esseri umani e ambiente, crisi ecologica, natura, spazi urbani e immaginari del futuro.
Che cos’è Giungla Domestica?
Un progetto di upcycling fantascientifico
Giungla Domestica è il progetto annuale del MUFANT dedicato all’economia circolare, all’upcycling e al garden design, sviluppato nell’ambito del programma Cultura e Imprenditorialità della Città di Torino.
Ispirato all’omonima opera fantascientifica di Gilda Musa e all’immaginario solarpunk, che propone visioni del futuro fondate su una nuova armonia tra natura, tecnologia e società, il progetto unisce produzione artigianale, cultura ambientale e innovazione sociale.
L’obiettivo principale è trasformare materiali di scarto in nuovi oggetti di design per il verde domestico e urbano, dando vita a una linea originale di vasi, fioriere, tutori, orti verticali, compostiere e arredi per giardini e terrazzi. I materiali, recuperati attraverso una rete di sette vivai torinesi e il coinvolgimento della comunità locale, saranno rigenerati nel laboratorio sociale artigiano del MUFANT, favorendo anche la formazione e l’inclusione lavorativa di persone in condizioni di fragilità.
Una parte significativa della produzione contribuirà ad arredare e valorizzare il rooftop del MUFANT, trasformandolo progressivamente in un urban garden e in uno showroom a cielo aperto, dove design circolare, botanica e immaginario fantascientifico potranno incontrarsi.
Accanto alla produzione, Giungla Domestica propone un programma di attività rivolte alla cittadinanza: raccolte di materiali inutilizzati, workshop di riciclo creativo e gardening, attività di makerspace e rigenerazione di oggetti domestici, visite tematiche al giardino, iniziative culturali e momenti di sensibilizzazione ambientale. Il progetto prevede inoltre uno store dedicato, un canale di vendita online, il mercato Go Green Natura&Retrò sul rooftop e la partecipazione con uno stand itinerante a manifestazioni cittadine.
Il progetto è promosso dalla Fondazione MUFANT, capofila, in collaborazione con Vivai Giani, che coordina la filiera di recupero e la progettazione del verde, POLARIS Impresa Sociale, impegnata nell’inclusione sociale e lavorativa, e Giardino Forbito, che cura le attività di sensibilizzazione e diffusione sul territorio. Collaborano inoltre il Circolo del Design di Torino, per lo sviluppo dell’identità della linea di prodotti, e l’ASL di Torino, nell’ambito dei percorsi di inclusione lavorativa.
Gli impatti attesi riguardano la riduzione degli scarti e del consumo di nuove risorse, la diffusione di pratiche sostenibili, la creazione di opportunità formative e lavorative, il coinvolgimento attivo della comunità e la valorizzazione degli spazi urbani.
Giungla Domestica intende così trasformare il MUFANT in un laboratorio permanente di economia circolare e sperimentazione culturale, dove la fantascienza non si limita a immaginare il futuro, ma contribuisce concretamente a costruirlo.
Giungla Domestica è un progetto di Fondazione MUFANT, con Vivai Giani, Giardino Forbito APS e Polaris Impresa Sociale.
Realizzato nell’ambito del Living Lab Torino Circolare della Città di Torino, Avviso pubblico “Cultura e imprenditorialità incardinate nell’economia circolare e nel tessuto urbano”, finanziato dal PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027.
Un festival dedicato al dialogo fra fantascienza e conflitti, per la cura del presente e del futuro.
Torino, 28 settembre – 10 ottobre 2026.
Promosso da:
Campus Luigi Einaudi –Scuola di Scienze Giuridiche, Politiche ed Economico-sociali dell’Università di Torino; MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza, Cubo Teatro, OFF TOPIC.
Un festival che attraversa fantascienza, letteratura, cinema, teatro, arti visive, diritto, politica, filosofia e cultura pop per parlare di una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la guerra.
Nasce così La Guerra del Mondo, festival ideato e voluto da Anna Mastromarino, direttrice del Campus Luigi Einaudi, e realizzato da CLE – Campus Luigi Einaudi, MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza, Cubo Teatro e OFF TOPIC.
Dal 28 settembre al 3 ottobre, con una grande serata conclusiva il 10 ottobre, il festival darà vita a un programma diffuso tra Campus Luigi Einaudi, OFF TOPIC, MUFANT e altri luoghi della città, trasformando spazi universitari e culturali in luoghi aperti di confronto sui conflitti contemporanei attraverso la lente dell’immaginario fantastico e fantascientifico.
La Guerra del Mondo nasce dall’idea che la fantascienza non sia evasione dalla realtà, ma uno straordinario strumento critico per leggerla. Mondi alieni, distopie, invasioni extraterrestri, imperi galattici, apocalissi e società del futuro diventano metafore attraverso cui interrogare guerre e paure collettive, nuove forme di violenza, rapporti tra tecnologia e potere, propaganda, disuguaglianze, genere, corpo, lavoro, identità, sfruttamento delle risorse e fragilità delle comunità.
La guerra viene così affrontata come fenomeno storico e politico, ma anche culturale e simbolico, attraverso una pluralità di linguaggi: letteratura e cinema, fumetto e arti visive, ricerca universitaria, performance, teatro, musica, stand-up comedy, laboratori e pratiche partecipative.
Al centro c’è anche una riflessione sulla cura e sulla responsabilità collettiva. Parlare di legalità significa infatti non soltanto parlare di regole, ma interrogarsi sulla capacità di una società di riconoscere vulnerabilità, disuguaglianze e conflitti e di attraversarli insieme. La fantascienza mostra i mondi che possono nascere quando questa responsabilità viene meno, ma al tempo stesso continua a immaginare alternative, resistenze e possibilità di ricostruzione.
UN CAMPUS CHE DIVENTA SPAZIO CIVICO
Uno degli elementi centrali del festival è il ruolo del Campus Luigi Einaudi, che per una settimana non sarà soltanto luogo di formazione e ricerca, ma spazio civico attraversato da mostre, incontri, letture, performance, lezioni aperte e laboratori.
Studenti e studentesse, docenti, ricercatori, artisti, associazioni e cittadinanza saranno chiamati a incontrarsi in un terreno comune nel quale sapere accademico e cultura popolare possano dialogare. Il festival porta così fantascienza e fantastico fuori dai confini tradizionali del genere e li mette in relazione con diritto, studi di genere, geopolitica, economia, antropologia, filosofia e storia contemporanea.
LA MOSTRA AL CAMPUS: OLTRE UN SECOLO DI GUERRE IMMAGINARIE PER RACCONTARE QUELLE REALI
Il festival si apre lunedì 28 settembre alle ore 10 nella main hall del Campus Luigi Einaudi con l’inaugurazione del percorso espositivo La Guerra del Mondo, curata dal MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza.
Il percorso attraversa oltre un secolo di rappresentazioni della guerra nell’immaginario fantascientifico. Dalle anticipazioni tecnologiche e dalle guerre future immaginate da Albert Robida alla sconvolgente invasione marziana raccontata nel 1898 da H. G. Wells, si passa attraverso Yambo, Saturno contro la Terra, la propaganda bellica di Captain America, Philip K. Dick e Star Wars, fino a L’Eternauta, Dune, Godzilla, L’attacco dei giganti e Gundam.
Una genealogia dell’immaginario che mostra come la fantascienza abbia continuamente assorbito e trasformato le paure del proprio tempo: colonialismo, guerre mondiali, totalitarismi, bomba atomica, Guerra fredda, competizione per le risorse, imperialismo, terrorismo e nuovi conflitti tecnologici.
La visita inaugurale sarà condotta dai curatori Silvia Casolari e Davide Monopoli, direttori artistici del MUFANT.
CUBO TEATRO E OFF TOPIC: PERFORMANCE, CULTURA CONTEMPORANEA E NUOVI PUBBLICI
Accanto alla dimensione universitaria del CLE e al lavoro del MUFANT sull’immaginario fantastico e fantascientifico, Cubo Teatro e OFF TOPIC contribuiscono in modo determinante alla costruzione dell’identità multidisciplinare del festival.
Cubo Teatro porta nel progetto il linguaggio della scena, della voce e della performance, trasformando letteratura, memoria e conflitto in esperienze vive e condivise. Dalla maratona di letture dedicata a James Tiptree Jr. alla performance-conferenza sui racconti fantastici di Primo Levi, fino a Corpo della Donna – Vol. 1 – Bosnia ’92-’95, il teatro diventa uno strumento per avvicinare il pubblico ai grandi temi della guerra attraverso i corpi, le storie, la parola e la relazione diretta tra interpreti e spettatori.
OFF TOPIC rappresenta invece uno dei luoghi in cui il festival apre maggiormente il dialogo con i linguaggi e i pubblici della cultura contemporanea. Gli spazi di OFF TOPIC accoglieranno le opere selezionate attraverso il contest artistico La Guerra del Mondo e saranno il cuore della giornata conclusiva del 10 ottobre, quando teatro, stand-up comedy e musica si incontreranno nell’evento Una serata si-cura,una co-produzione del festival La Guerra del Mondo e delle Giornate della Legalità
UNA RETE CULTURALE PER PARLARE DI GUERRA E COSTRUIRE DIALOGO
La Guerra del Mondo è un progetto di:
CLE – Campus Luigi Einaudi MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza Cubo Teatro OFF TOPIC
Con il sostegno di:
Fondazione CRT Circoscrizione 7 – Città di Torino Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza
In collaborazione con: Giornate della Legalità 2026, Biennale Democrazia, Fondazione Lavazza, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Culture, Politica e Società, Biblioteca Norberto Bobbio, CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere, Sermig – Arsenale della Pace, TOxD – Torino Città per le Donne, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Rete Italiana di Cultura Popolare, Teatro delle Forme, Torino che Cultura – Città di Torino, Deeplomacy.
Si ringrazia per la partecipazione Richi Ferrero.
IL PROGRAMMA
Lunedì 28 settembre – L’apertura
Dopo l’inaugurazione della mostra MUFANT, alle 12 nella main hall del CLE il Sermig – Arsenale della Pace propone Pranzo dei popoli: il mondo a tavola, un pranzo consapevole che utilizza la distribuzione delle risorse alimentari come strumento per riflettere sulle disuguaglianze globali e sulle conseguenze delle scelte individuali e collettive.
Alle 14.30, dalla Caserma Alessandro Lamarmora di via Asti 22, prende il via La Liberazione è una corsa, passeggiata narrativa ideata dalla Rete Italiana di Cultura Popolare con un’azione performativa scritta e diretta da Antonio Damasco e Teatro delle Forme, che ripercorre la Torino della Liberazione intrecciando memoria, territorio e comunità.
Alle 16, nella Sala Lauree Rossa, Valentina Pazè presenta il volume Le parole della guerra (Bollati Boringhieri, 2026), in dialogo con Rosita Peri e Francesco Pallante.
Martedì 29 settembre – Corpi, genere, economia della guerra e H. G. Wells
Dalle 10 alle 18 nella Main Hall, Cubo Teatro dedica una maratona di letture a James Tiptree Jr., pseudonimo dietro il quale si celava Alice Bradley Sheldon, figura rivoluzionaria della fantascienza del Novecento e della riflessione sull’identità e sul genere.
Alle 12, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie propone il talk Profitti di guerra. Mafie, armi, trasparenza e finanza speculativa, con Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica, Elena Ciccarello, direttrice di lavialibera, e i referenti piemontesi di Libera Andrea Turturro e Valentina Sandroni. Al centro dell’incontro, il rapporto tra conflitti, traffici di armi, criminalità organizzata e capitali speculativi.
Alle 16, il CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere porta al Campus il talk e tavola rotonda La guerra dei mondi, dedicato al rapporto tra guerra, genere e immaginario distopico. Intervengono Anna Specchio, Chiara Rollero, Laura Bosaia e Paola Carmagnani, intrecciando letteratura comparata, psicologia sociale, cultura pop e riflessione femminista.
Alle 16.30, alla Biblioteca Norberto Bobbio, a cura di Bobbio Libri, viene presentato Giocare alla guerra. Come l’industria ludica militarizza le nostre menti di Dario Bassani (Nottetempo, 2026), con Paola Laura Gorla e Gustavo Minervini e la moderazione di Luciano Olivero.
Alle 18 nell’aula magna del CLE, MUFANT e CLE propongono la proiezione di La guerra dei mondi – War of the Worlds di Steven Spielberg (USA, 2005), con Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin e Tim Robbins. L’adattamento contemporaneo del romanzo di Wells diventa occasione per tornare sulla forza politica della metafora dell’invasione: il colonizzatore costretto improvvisamente a vivere la paura, la fuga e l’impotenza di chi viene invaso. Presenta il film Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato Diritti Umani e Civili del Piemonte. Intervengono Silvia Casolari, Davide Monopoli, co-direttori del MUFANT, e Paolo Bertetti, coordinatore scientifico del museo.
Mercoledì 30 settembre – Da Star Wars a Dune, dal Congo a Primo Levi
Alle 10, il MUFANT propone, nell’ambito del progetto Profezie Artificiali sostenuto da Torino che Cultura – Città di Torino, la Guida Galattica per Esploratori Urbani con l’antropologo Francesco Vietti: una passeggiata antropologico-letteraria intorno al Campus che attraversa le città immaginate dalla fantascienza, da Metropolis e Blade Runner fino al solarpunk e all’afrofuturismo.
Sempre alle 10, Anna Mastromarino tiene la lezione aperta È così che muore la libertà sotto scroscianti applausi. Forme di Stato e trasformazioni costituzionali nella saga di Star Wars. A partire dalla celebre saga, l’incontro affronta potere, istituzioni, crisi della democrazia rappresentativa e trasformazioni dello Stato, mostrando come anche la cultura pop possa diventare strumento per leggere le transizioni politiche del presente.
Alle 14, l’associazione studentesca TAURUS propone la tavola rotonda Dune e il mondo reale. Imperi, uomini forti e controllo dell’informazione del XXI secolo, mettendo in dialogo l’universo creato da Frank Herbert con imperialismo, colonialismo, sfruttamento delle risorse, leadership carismatica, religione e costruzione del consenso.
Alle 15, Francesco Vietti e l’attore Igor Piumetti presentano il reading Pobjeda, pobjeda! (Vittoria, vittoria!). Ovvero: Le anime morte, libro III, rilettura fantascientifica di Gogol attraversata da un forte messaggio pacifista e nonviolento.
Alle 16, Torino Città per le Donne – TOxD e Amnesty International affrontano uno degli aspetti più drammatici dei conflitti contemporanei con La guerra sul corpo della donna. Congo: lo stupro come arma. Quale giustizia per le donne sopravvissute alle guerre?. Intervengono Marie Jeanne Balagizi, Emilia Sannino e Annalisa Tancredi. Attraverso il caso della Repubblica Democratica del Congo, l’incontro affronta l’uso della violenza sessuale come arma di guerra e le sue conseguenze individuali e collettive. Durante l’incontro sarà proiettato il video-documentario RFI “RDC-Violences sexuelles : «En violant une femme, on détruit et on humilie toute une communauté»”.
Alle 16.30, Fondazione Lavazza propone una visita guidata gratuita al Museo Lavazza.
La giornata si chiude alle 18 nell’Aula Magna con I racconti fantastici di Primo Levi, performance-conferenza a cura di Cubo Teatro e MUFANT. I racconti fantastici e fantascientifici di Levi diventano terreno di riflessione sul rapporto tra scienza, responsabilità etica, memoria e disumanizzazione e sul rischio che nasce quando la conoscenza tecnica viene separata dalla responsabilità umana.
Giovedì 1 ottobre – Cambiare il linguaggio, pensare il futuro e stand-up comedy
Alle 10, Stefania Doglioli conduce il laboratorio L’Italia ripudia la guerra. La lingua italiana la adora. Laboratorio di rinascimento linguistico, dedicato alla presenza pervasiva delle metafore belliche nel nostro linguaggio quotidiano e alla possibilità di immaginare altre parole – e quindi altre forme di relazione – attingendo alla natura, alla musica, all’arte e all’artigianato.
Alle 14.30 è prevista una visita guidata all’Arsenale della Pace del Sermig, mentre alle 16, al Campus, Massimo Cuono, Manuela Ceretta e Francesco Gallino si confrontano nel talk Contro il Futuro: fantascienza, utopia, distopia e ucronia diventano occasioni per chiedersi se l’ossessione per ciò che verrà non rischi di allontanare lo sguardo dalle urgenze del presente, dalla guerra al disastro climatico.
Alle 16.30 viene presentato Città in guerra di Francesco Chiodelli (Bollati Boringhieri, 2026), in dialogo con Luca Rondi.
Alle 18, la Main Hall accoglie la stand-up comedy a cura di OFF TOPIC e Torino Comedy Lounge, portando anche il linguaggio della comicità dentro il confronto sui conflitti e sulla società contemporanea.
Venerdì 2 ottobre – Intelligenza artificiale, arte e la lectio di Gustavo Zagrebelsky
Alle 15, il talk Prevedere per prevenire: l’intelligenza artificiale al servizio dell’anticipazione dei conflitti porta al Campus l’esperienza di Deeplomacy, startup torinese e spin-off dell’Università di Torino che utilizza machine learning e modelli statistici per analizzare i segnali geopolitici e costruire sistemi di allerta precoce. Intervengono Luca Macis e Marco Tagliapietra, con la cura di Elena Siletti.
Alle 17, a cura di Anna Mastromarino, il pubblico incontra Richi Ferrero e il suo Homo Tecnosapiens, la grande figura che abita la Main Hall del Campus e che, nella sua compresenza di forza e fragilità, continua a interrogare il visitatore sul rapporto tra essere umano, tecnica e contemporaneità.
Alle 18 uno degli appuntamenti centrali del festival: nell’aula magna la Lectio Magistralis di Gustavo Zagrebelsky, “Di male in guerra”. Gustavo Zagrebelsky, già giudice e presidente della Corte costituzionale, porterà il tema della guerra sul terreno del diritto, della responsabilità e della riflessione civile.
Sabato 3 ottobre – Assalto alla Terra: il MUFANT tra cinema, musica e convivialità
Alle ore 10.30, al Museo Lavazza, Fondazione Lavazza propone una visita guidata gratuita in lingua italiana.
Dalle 17 alle 21.30 il festival si sposta sul rooftop del MUFANT con Assalto alla Terra – Aperitivo, proiezioni e DJ set per la pace.
Il museo si trasforma per una sera in un punto d’incontro tra cinema di fantascienza, musica e convivialità. Le proiezioni attraversano invasioni aliene e guerre fra mondi per riportare lo sguardo ai conflitti del presente. Tra immagini, conversazioni, aperitivo e il DJ set di Booga Luke. Ingresso libero con consumazione obbligatoria.
Sabato 10 ottobre – “Una serata si-cura”: una co-produzione del festival La Guerra del Mondo e delle Giornate della Legalità.
Il festival si conclude il 10 ottobre a OFF TOPIC con Una serata si-cura, una co-produzione con il festival Giornate della Legalità.
Alle 18, Cubo Teatro presenta Corpo della Donna – Vol. 1 – Bosnia ’92-’95, spettacolo che affronta il corpo femminile come spazio politico, simbolico e materiale del conflitto. Il primo “volume” del progetto è dedicato alla guerra in Bosnia e al successivo riconoscimento dello stupro come crimine di guerra e contro l’umanità.
Alle 21, Torino Comedy Lounge porta sul palco Monir Ghassem, comica e autrice italiana di origini iraniane, volto di Propaganda Live su La7, con una stand-up che attraversa contraddizioni sociali, lavoro e drammi esistenziali della contemporaneità.
Dalle 23, il DJ set conclusivo chiude il percorso di La Guerra del Mondo.
Durante il periodo del festival, presso OFF TOPIC saranno esposte le opere selezionate nell’ambito del contest La Guerra del Mondo, che ha invitato studentesse e studenti a confrontarsi con il tema della guerra attraverso il fantastico e la fantascienza, utilizzando i linguaggi dell’illustrazione, del fumetto, della grafica e delle tecniche digitali.
INGRESSI:
INGRESSO AGLI APPUNTAMENTI DEL FESTIVAL, APERTI A TUTTA LA CITTADINANZA, FINO AD ESAURIMENTO POSTI IN SALA.
IMPORTANTE! È NECESSARIO PRENOTARSI ALLE SEGUENTI ATTIVITÀ:
Sabato 12 settembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00 MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza Piazza Riccardo Valla 5, Torino
L’8 settembre 1966 Star Trek appariva per la prima volta sugli schermi televisivi statunitensi. Cominciava così un viaggio destinato a cambiare per sempre il nostro modo di immaginare il futuro.
Nel sessantesimo anniversario della Serie Classica, il MUFANT, in collaborazione con il gruppo Star Trek Torino e con la collezionista Stefanie Gröner, rinnova la sala espositiva dedicata all’universo fantascientifico nato dalla visione di Gene Roddenberry.
Sabato 12 settembre inaugura “Star Trek 60”, un nuovo allestimento che celebra sessant’anni di mondi lontani, incontri con l’ignoto, nuove forme di vita e nuove civiltà, continuando a spingersi là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Perché Star Trek non ci ha insegnato soltanto a guardare le stelle: ci ha insegnato a immaginare che cosa potremmo diventare.
Il viaggio continua.
Spazio, ultima frontiera…
L’INAUGURAZIONE
Trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti l’8 settembre 1966, Star Trek, successivamente identificato come The Original Series, presentò al pubblico l’equipaggio della USS Enterprise, guidato dal capitano James T. Kirk.
La sua missione non era conquistare nuovi pianeti, ma esplorare lo spazio, incontrare altre forme di vita e conoscere civiltà sconosciute. Una prospettiva innovativa, attraverso la quale la serie affrontò temi come il rapporto con l’altro, la convivenza tra culture diverse, il progresso scientifico, la pace e il futuro dell’umanità.
Nel corso del pomeriggio, ospiti ed esperti approfondiranno il fenomeno Star Trek mettendolo in relazione con i programmi spaziali degli anni Sessanta e con la creatività dei fan, capace di trasformare una grande passione collettiva in nuove produzioni artistiche e cinematografiche. Un particolare focus sarà dedicato al tema della rappresentazione della flora aliena nella serie in linea con la nuova progettualità annuale del museo dedicata ai rapporti fra botanica e fantascienza.
LA NUOVA SALA “STAR TREK 60”
Dal 12 settembre al 30 dicembre 2026
La nuova sala espositiva“Star Trek 60” è dedicata in particolare alla Serie Classica creata da Gene Roddenberry.
Il percorso presenta action figure di personaggi come Spock e il capitano Pike, diorami che ricostruiscono scene e ambientazioni memorabili — tra cui il capitano Kirk sulla poltrona di comando dell’Enterprise e Spock e Sulu nell’Universo dello Specchio — oltre a numerose figure aliene.
L’allestimento comprende inoltre gadget e riproduzioni di alcuni degli oggetti più riconoscibili della saga: phaser, tricorder, comunicatori e l’iconico gioco degli scacchi tridimensionali.
Al centro della sala è esposta una riproduzione della poltrona di comando dell’Enterprise, donata al MUFANT da Gabriella Lisiero, moglie del compianto Alberto Lisiero cofondatore dello Star Trek Italian Club e figura fondamentale del fandom italiano. Intorno alla poltrona trovano posto riproduzioni delle uniformi della Federazione e dei costumi di alcuni alieni apparsi nella Serie Classica.
La mostra espone la collezione diStefanie Gröner, fondatrice del gruppo Star Trek Torino. Nata in Germania, Gröner ha scoperto Star Trek durante un periodo trascorso negli Stati Uniti e, dopo essersi trasferita in Italia, ha iniziato a raccogliere oggetti e merchandising legati alla saga. Parte della sua collezione, che comprende anche costumi realizzati a mano, è oggi inserita nel percorso espositivo permanente del MUFANT.
PROGRAMMA
Ore 15.00–15.30
INTRODUZIONE
Presentazione a cura dei co-direttori del MUFANT, Silvia Casolari e Davide Monopoli, che illustreranno il significato e il peso di Star Trek nel progetto culturale del museo e nell’ambito del percorso espositivo permanente.
Sottolineeranno inoltre l’importanza di dare voce al fandom e alla sua capacità di trasformare la passione per la fantascienza in nuove forme di creatività e produzione culturale, dai fan film alle opere artistiche e narrative.
Ore 15.30–16.00
STAR TREK 1966: UN INIZIO TRA FANTASCIENZA E CORSA ALLA LUNA
Incontro fra Stefanie Gröner, curatrice della sala espositiva, e Antonio Lo Campo, giornalista scientifico e scrittore specializzato nel settore aerospaziale, collaboratore de La Stampa, Avvenire e di diverse testate specialistiche.
L’incontro metterà a confronto i programmi spaziali sviluppati negli anni Sessanta, nel pieno della corsa alla Luna, con l’immaginario dell’esplorazione cosmica concepito da Gene Roddenberry per la Serie Classica.
Ore 16.00–16.30
STAR TREK: FIORI E PIANTE ALIENE
Stefanie Gröner accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la flora dei mondi alieni esplorati dall’Enterprise e dagli altri equipaggi della Flotta Stellare nei sessant’anni della saga.
L’intervento creerà un collegamento tra l’immaginario botanico di Star Trek e il Giardino Fantabotanico realizzato sul Rooftop del MUFANT, dove piante reali e vegetazioni immaginarie dialogano all’interno di un percorso dedicato al rapporto tra natura e fantastico.
Ore 16.30-17:00
COFFEE BREAK
Ore 17.00–17.45
DELL’AMORE E DELL’ONORE
Proiezione e presentazione di Dell’Amore e dell’Onore, il primo fan film di Star Trek realizzato in Italia.
Pensato per essere seguito anche da chi non conosce approfonditamente la saga, il film propone al tempo stesso numerosi riferimenti destinati agli appassionati. La storia intreccia diplomazia, conflitto e strategia militare con un’attenta costruzione dei personaggi, affrontando temi come il dovere, la lealtà, la famiglia, il rimorso, la vendetta e l’amore.
Il progetto, che ha richiesto quattro anni di lavorazione, sarà presentato da Carlo “Jack” Ponissi, autore della sceneggiatura e compositore della colonna sonora originale. Artista torinese e appassionato di fantascienza, Ponissi ha riunito nel cortometraggio la propria formazione artistica, la scrittura e la ricerca musicale.
Interverranno inoltre Alessandra Prandi, scenografa, e Mirco Faedi e Alessandro Cozza, interpreti protagonisti del film.
L’evento fa parte del progetto “Profezie Artificiali”, Progetto vincitore dell’Avviso Pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi @PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021 – 2027 – TO7.5.1 B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA.
Nel cuore del Mufant prende vita un’iniziativa unica nel suo genere che fonde cultura, immaginario fantascientifico e benessere psicologico: “Psicologo al Museo”, una proposta ideata, progettata, organizzata e gestita dalla Cooperativa sociale Altra Mente di Torino nell’ambito del più ampio programma culturale “Rooftop Mufant”, vincitore del bando Youtoo.
Lo “Psicologo al Museo” nasce con l’obiettivo di portare la psicologia fuori dagli ambienti clinici convenzionali, sperimentando nuove modalità di ascolto, confronto e orientamento all’interno di un luogo culturale ricco di stimoli narrativi e visivi. Il museo, da sempre spazio di immaginazione e riflessione, si trasforma così in una “stazione psicologica” per l’esplorazione del sé, della collettività e dei futuri possibili.
LE AZIONI DEL PROGETTO:
Servizio di consulenza psicologica su appuntamento
Questo servizio si esprime in un primo colloquio individuale gratuito con psicologi qualificati, organizzati in un ambiente riservato all’interno del museo. Parafrasando il noto film di Spielberg, questo primo “incontro ravvicinato del terzo tipo” col mondo della psicologia e con i servizi ch’essa è in grado di offrire permette di accogliere quelle che potrebbero essere le difficoltà personali portate dagli utenti del servizio oppure consente di esplorare insieme riflessioni esistenziali che dovessero emergere, beneficiando, al contempo, di un contesto culturale stimolante. Il servizio viene gestito tramite un sistema di prenotazione on-line all’indirizzo e-mail associato al servizio: psicologoalmuseo@gmail.com.
Per l’utenza che volesse approfondire le questioni emerse durante il primo colloquio gratuito garantito dal progetto, si avrà la possibilità di proseguire il percorso privatamente col professionista scelto.
“Futuro interiore – Lettere allo psicologo” – Uno spazio digitale di confronto e comunità
Quest’azione si configura nei termini di un format on-line dove troveranno risposta pubblicamente, attraverso articoli che usciranno sul sito della Cooperativa e su quello del Museo le domande anonime agli psicologi poste o attraverso uno specifico canale e-mail: psicologoalmuseo@gmail.com, oppure fisicamente dalle persone che si recheranno al museo, lasciando i propri interrogativi nella casella postale dello psicologo che all’interno del Mufant sarà predisposta.
Questo servizio favorisce la partecipazione collettiva e la costruzione di una community attenta al benessere mentale, con possibilità di riutilizzo dei contenuti per eventi, conferenze e attività pubbliche di divulgazione psicologica.
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Nel contesto dell’iniziativa, durante l’anno verranno inoltre portate avanti ulteriori iniziative:
Supporto psicologico per operatori e utenti della Cooperativa sociale Altra Mente
Il servizio si estende anche a chi lavora o usufruisce dei servizi della Cooperativa, con incontri individuali o attività di gruppo finalizzati a promuovere benessere e dinamiche relazionali positive. Uno spazio che potrà anche rappresentare l’opportunità di costruire, inventare, ideare, in collaborazione con il Mufant, attività laboratoriali/workshop abbinati agli psicotour, destinati all’utenza del museo, sfruttando gli spazi dello stesso come contesto psico-educativo e riabilitativo alternativo.
Orientamento informativo per studenti
L’attività di orientamento informativo e confronto diretto con professionisti di diversi ambiti psicologici è un altro importante tassello di questo variegato mosaico di servizi che possono essere ascritti allo “Psicologo al Museo”: dalla ricerca alla clinica, dalla psicologia del lavoro alla neuropsicologia, e a molti altri ambiti disciplinari, agli studenti delle scuole superiori, neodiplomati e neo-immatricolati verrà offerta l’opportunità di interagire con la “psicologia” a 360°, così da avere un’idea più chiara possibile del piano didattico del Corso di Studi in Psicologia (triennale e magistrale) e degli sbocchi professionali ai quali potranno aspirare. Gli studenti potranno così avere una panoramica dettagliata sulle possibilità formative del Corso di Studi, suggerimenti pratici e scoprire al contempo i percorsi professionali esistenti attraverso incontri in presenza e contenuti online.
Psicotour
Sono percorsi guidati all’interno del Museo nei quali saranno delineati gli stretti rapporti tra temi psicologici e immaginario fantastico e fantascientifico. Questi saranno tenuti da Psicoguide, psicolog* della Cooperativa sociale Altra Mente.
Un percorso guidato sulla psiche all’interno di un museo del fantastico e della fantascienza può trasformare una semplice visita in un viaggio affascinante dentro la mente umana. Fantascienza, fantasy e horror non sono solo generi di intrattenimento: sono specchi delle nostre emozioni più profonde, delle paure collettive e dei desideri inespressi. Attraverso lenti psicologiche, ogni oggetto esposto – che sia un’astronave, un mostro o un supereroe – acquista un nuovo significato. Il visitatore scoprirà come i traumi, i sogni e le trasformazioni interiori si riflettano in mondi alternativi, creature simboliche e futuri distopici. Questo “viaggio nella psiche” permette di cogliere il legame tra creatività e inconscio, rivelando come la mente umana, con le sue contraddizioni, abbia dato vita a narrazioni che parlano di noi, del nostro tempo e delle nostre speranze. È un’esperienza coinvolgente e originale, capace di unire emozione, riflessione e meraviglia.
Eventi, conferenze e azioni culturali centrate sulla salute mentale
Lo “Psicologo al Museo” consentirà anche di organizzare cicli di conferenze, convegni e altre tipologie di occasione di dibattito dedicati alla psicologia, al patrimonio culturale che questa iniziativa sarà in grado di co-creare insieme a chi ne usufruirà e, naturalmente, stante il contesto che la ospita, all’incontro tra psicologia e fantascienza. Temi come intelligenza artificiale, psiche nello spazio o identità distopiche saranno affrontati da esperti e divulgatori, con l’intento di coinvolgere un pubblico variegato e stimolare riflessioni interdisciplinari.
Da Godzilla, il mostro creato dalle radiazioni atomiche, ai Gente, organismi in parte umani e in parte animali eredi di una terra devastata, una giornata tra evoluzione e catastrofi, storia e biopolitica, umano e animale.
Programma della giornata
Ore 16: Presentazione di “L’abolizione delle specie” di Dietmar Dath, Premio Kurd Laßwitz 2009 per il miglior romanzo di fantascienza. Con la traduttrice Paola Del Zoppo (Università di Urbino), Paolo Bertetti (Coordinatore scientifico Mufant) e Dario De Marco (Giornalista).
Il mondo che conosciamo è un lontano ricordo. L’epoca della Noia, segnata dalla supremazia dell’essere umano sulla Terra, ha ceduto il passo al regno dei Gente, organismi in parte umani e in parte animali che vivono in quel che resta dell’Europa: tre città labirintiche, agglomerate su loro stesse per resistere al deserto che avanza e governate dal saggio e distaccato Cyrus Golden, il Leone. L’abolizione delle specie offre una prospettiva inedita e fantastica sul declino
e la rinascita delle civiltà. Abbracciando millecinquecento anni di storia, un viaggio nei cinque continenti, una fuga sulla Luna e la terraformazione di Venere e Marte, oltre che la manipolazione del tempo, Dietmar Dath costruisce un mondo dove la teoria dell’evoluzione, la matematica e la musica ridefiniscono i destini degli abitanti della Terra e dei loro discendenti.
Ore 17.30: Settant’anni di Godzilla. La storia e le caratteristiche di uno dei personaggi più simbolici e celebri del fantastico mondiale, dall’Asia all’America e ritorno. Con Davide Di Giorgio (critico cinematografico, saggista).
Nato come simbolo del terrore atomico e della contaminazione nucleare nei primi anni del dopoguerra, Godzilla è diventato nel tempo uno dei personaggi più simbolici e celebri del fantastico mondiale, icona pop in grado di vivere avventure fra la Terra e lo spazio, senza mai perdere la sua specificità culturale e la capacità di riflettere i cambiamenti interni al Giappone nel corso del tempo. L’incontro ne racconta la storia e le caratteristiche, dal versante cinematografico, produttivo, tematico, storico e socio-culturale, passando dalle incertezze iniziali al successo, dall’Asia all’America e ritorno.
(L’evento fa parte del progetto “Rooftop Mufant”, sostenuto dal bando YouToo)
“Profezie Artificiali: IA dalla fantascienza alla realtà”, è la rassegna di incontri diffusa fra il MUFANT e altri luoghi di cultura torinesi, curata dal Museo nell’ambito del progetto “Torino, che cultura!”.
L’iniziativa, che dal museo si diffonde sull’intero territorio cittadino, intende avvicinare le persone ai temi dell’Intelligenza artificiale attraverso la Fantascienza. Un’avventura triennale fatta di conferenze, workshop, incontri, laboratori artistici, didattici e sociali, in collaborazione con fantastici partner e numerosi ospiti, professionisti e professioniste esperte del mondo dell’IA e della Fantascienza.
Progetto vincitore dell’Avviso pubblico “Torino, che cultura!”, finanziato con fondi PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021-2027 – TO7.5.1.1.B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA
La mostra Godzilla minaccia atomica. 1954-2024 genesi di un mostro, realizzata dal Mufant in collaborazione e con il sostegno del Salone Internazionale del Libro Off, celebra il settantesimo anniversario di Godzilla, una delle icone più celebri del fantastico giapponese, ritornato, in tempi recentissimi, alla ribalta grazie all’attribuzione di un premio Oscar al film Godzilla Primus One.
La mostra, curata da Silvia Casolari, Davide Monopoli e il collezionista Andrea Attardo, sarà visitabile fino al 7 luglio 2024.
Settant’anni fa, nel 1954, esordiva nelle sale cinematografiche giapponesi il primo dei quasi 40 film della saga del “dinosauro” fantascientifico più famoso di sempre.
Quella di Godzilla fu la prima di una serie di cicliche “invasioni” di mostri e creature nipponiche in Occidente, Italia compresa, invasione che anticipò di quasi 25 anni quella dei super robot degli anni ’70 e di oltre 60 anni la grande ondata dei manga e anime contemporanei. Ancora, Godzilla fu il primo dell’infinita serie dei Kaiju (mostri) giapponesi, che fecero la fama e la fortuna della Toho, la casa di produzione cinematografica che lo creò.
Storicamente, il primo film Godzilla, re dei mostri, ebbe una rilevanza che andò molto oltre la sua specificità di film di genere, fu infatti uno fra i primi film realizzati da un Giappone post-bellico, da pochissimo libero dal “commissariamento” statunitense – il trattato di San Francisco che rendeva il Giappone nuovamente autonomo, anche nelle produzioni culturali, entrò in effettivo vigore nella primavera del 1952 -. Il film fu uno fra i primi a raccontare gli orrori della guerra e del disastro atomico, atrocità che meglio non potevano essere rappresentate da un mostro preistorico, una sorta di tirannosauro, risvegliato dalle esplosioni atomiche e da esse modificato geneticamente.
Oggi, nel 2024 la grande ribalta che lo ha visto protagonista e vincitore dell’Oscar per gli effetti speciali, richiama alla memoria – rendendolo nuovamente attualissimo – il valore simbolico incarnato dal Godzilla degli esordi: un messaggio di ammonimento contro la potenza distruttrice della guerra e di armi sempre più micidiali.
A proposito del valore simbolico, sociale, politico e antropologico di un mito contemporaneo come quello di Godzilla, ne seguiremo, nel percorso espositivo, la genesi, con lo sguardo di due studiosi novecenteschi dell’arte e dell’immaginario: Aby Warburg e Gilbert Durand.
Warburg coniò il concetto di “pathosforlmen”, immagini archetipiche rappresentanti contenuti universali il cui ciclico ritorno attraverso i secoli è determinato dal riattualizzarsi di particolari circostanze storiche, analoghe a quelle originarie. In questo senso specifico, l’attuale ritorno di Godzilla si spiega appunto nel suo riattualizzato valore come simbolo dei pericoli bellici.
Tuttavia, seguendo l’intera saga mediatica di Godzilla fra oriente e occidente – una colossale produzione narrativa fra film, serie televisive, racconti e romanzi, cartoni animati, videogiochi e giocattoli – se ne ottiene un’immagine talvolta opposta a quella originaria, o quantomeno molto meno definita.
Per fare un esempio, l’immagine di Godzilla che si delinea nel contesto della lunga saga cinematografica che lo ha visto protagonista, ha una natura multiforme e confusa, che si sviluppa in direzioni spesso opposte e incoerenti. Godzilla è sì simbolo dei pericoli generati dalle tecnologie distruttive, ma è anche, e in questo attinge dalla millenaria cultura di un Giappone esposto a terremoti, maremoti e altri cataclismi naturali, simbolo della distruttività della natura. Se poi, da principio, incarna, come rettile mostruoso, una creatura demoniaca “avversaria” per antonomasia dell’umanità, successivamente ne diventa alleato, affiancandola nella lotta ad altri e più pericolosi mostri, come King Ghidorah, Gamera, Biollante. E ancora, se da principio intende essere universale simbolo di terrore e morte, progressivamente diviene una sorta di pupazzo comico e innocuo ad uso e consumo del pubblico di bambini e bambine.
Questo stupefacente moltiplicarsi di significati anche di valore opposto, una sorta di deragliamento del senso, è solo un apparente perdita di significato simbolico. Possiamo affermare, facendo riferimento alle idee che Gilbert Durand propose nella sua “Archetipologia generale” che Godzilla appartiene a quel particolare regime costituito dai simboli “notturni”, ossia simboli caratterizzati da una confusività la cui funzione è quella di generare rinascita e rinnovamento proprio attraverso la fusione di valori e significati opposti: un magma originario delle rappresentazioni.
In questo senso, il dinosauro della Toho può essere pensato come simbolo stesso del Fantastico, una funzione cognitiva e narrativa che genera nuove rappresentazioni attraverso un costante rimpasto delle forme immaginifiche universali.
LA MOSTRA
La mostra comprende oltre 200 oggetti fra rari modellini vintage e contemporanei dedicati a Godzilla dalla collezione di Andrea Attardo, 30 diorami originali a tema giurassico realizzati da Andrea Salimbeti, alcuni manifesti cinematografici giapponesi e italiani, prime edizioni librarie, riviste e periodici italiani e stranieri dai primissimi anni del Novecento a oggi, rare cartoline postali giapponesi degli anni ’70 – i Pachimon – raffiguranti creature mostruose che attaccano i simboli delle principali città del mondo, figurine e riviste degli anni ’80 e ’90 sempre sul tema Godzilla.
Il percorso espositivo racconta la genesi di Godzilla a partire da alcuni approfondimenti dedicati al tema generale delle origini tardo ottocentesche dei dinosauri fra realtà e immaginario fantastico.
La mostra attinge prioritariamente dalla collezione di Andrea Attardo, dalle collezioni del Mufant e da quelle di Andrea Salimbeti.
L’evento del 25 maggio prevede l’accompagnamento guidato al percorso espositivo da parte dei curatori e dei collezionisti, a partire dalle ore 16.00.
La mostra non ha costi aggiuntivi rispetto a quelli dell’ingresso al museo.
CREDITI MOSTRA Curatori: Andrea Attardo, Silvia Casolari, Davide Monopoli Testi: Mara Angela Salis, Michele Zorzi Grafiche: Bianca Roggero Comunicazione: Arianna Chiola, Alessandra Spina
Domenica 11.02.2024, ore 16.30 Presentazione del libro “the awakened ones”, con l’autore Dave Imar, l’attrice Laura Righi e l’ufologo Dario Del Buono
Domenica 11 febbraio 2024, ore 16.30, si terrà la presentazione al MUFANT del libro The Awekened Ones, scritto da Davide Imar. Inoltre all’autore, saranno presenti inoltre l’esperto di ufologia ed esoterismo, socio fondatore della F.U.I. Dario Del Buono e l’attrice teatrale Laura Righi , che darà voce alle pagine del libro.
Dicono che esistano al mondo alcuni ragazzi speciali, con una mente più aperta, con la consapevolezza di essere parte del Cosmo. Alan Dimens è uno di questi, un ragazzo estroso ed ingegnoso, ostinato al punto da spingersi alla ricerca del padre per ritrovarsi coinvolto nel salvataggio di un piccolo alieno e venir dichiarato ricercato dall’esercito Omega, dagli Animach e dai rettiliani. Leo-DV, Alice e Bill vivono nel Cratere77 con Alan, sono i suoi migliori amici e lo aiutano in questa avventura per prender parte a una missione per la salvezza del pianeta Terra. All’interno di una base d’aria, Alan conosce Rent Wallace, migliore amico di suo padre e viene eletto dalle Autorità Maggiori per guidare una spedizione formata da ragazzi speciali come lui. Le forze oscure sono in agguato e Adam Dominox, generale a capo degli Omega, è accecato dal potere e determinato a raggiungere la Gloria a costo di rompere il Patto di Heldrin e scatenare una guerra intergalattica nell’anno 2045.
«Non è importante chi sei, ma quello che fai. Maggiore sarà la grandezza delle tue azioni e più a lungo verrai ricordato»
Alan Dimens
Dave Imar nasce a Torino in un freddo 5 gennaio del 1977. Figlio di separati, vive un’infanzia burrascosa e frenetica, tra Piemonte e Liguria per poi tornare stabilmente a Torino. Fin da bambino dimostra buone capacità artistiche che sviluppa seguendo il percorso di studi più indicato: Liceo Artistico R. Cottini e Istituto Europeo di Design ad indirizzo Grafica e Pubblicità. Alimenta la sua vena artistica nel tempo libero, realizzando dipinti in acrilico su tela e gestendo la grafica e la pubblicità del negozio Cinefolies. La scrittura si aggiunge all’elenco delle passioni, unitamente alla grafica e all’illustrazione. A seguito di alcune riflessioni sul mondo e sulle origini della Vita, approfondisce tematiche misteriose, addentrandosi in argomenti scomodi, omessi e celati nei millenni per estrapolare una verità alternativa ed accedere ad una visione più estesa sulla storia del genere umano. Decide quindi di dedicarsi a questo progetto, affrontando le numerose tematiche correlate per elaborare una storia, con lo scopo di aprire le menti ad altri aspetti della vita che solitamente si trascurano o vengono dimenticati.
La città e i suoi spazi sono luoghi elettivi della narrazione fantascientifica: città aliene, città del futuro, città dell’altrove. Qui infatti si drammatizza il processo fondativo dell’immaginario fantascientifico, l’incontro con gli abitanti “altri”: alieni, mostri, fantasmi, cittadini del domani. Nella città è il cosmo, nel cosmo l’infinità delle razze aliene. Tali tematiche trovano risonanza nell’antropologia urbana e nella sua concezione della città come luogo di relazione e di convivenza, di incontro con l’altro, di sperimentazione tecnologica e sociale, ma anche di conflitto e diseguaglianza. Il dialogo tra fantascienza e antropologia può quindi divenire terreno di riflessione sul ruolo della città nel mondo globalizzato, sul suo continuo mutamento e sulle prospettive future dell’abitare urbano.
Questi due mondi si incontreranno in “Poème électronique al MUFANT. Cosmologie Urbane”, rassegna di poesia e musica elettronica a cura di Ksenja Laginja e Stefano Bertoli. Gli artisti si faranno ispirare dall’atmosfera fantastica del MUFANT, MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza, che ospiterà l’evento nei suoi spazi ai confini della realtà. La parola incontrerà la sperimentazione musicale in un connubio di vibrazioni vocali e strumentali per raccontare la città nelle sue complesse e affascinanti relazioni tra passato, presente e futuro, utopia e distopia, umano e non-umano, tecnologia, innovazione e progresso.
Sabato 17/02/2024 si terrà nei nostri locali l’#81 evento del’Anthroday.
La partecipazione al laboratorio “Poème électronique al MUFANT. Cosmologie urbane” è gratuita, previa prenotazione (30 posti disponibili) sulla nostra e-mail info@mufant.it. Per chi di voi volesse visitare anche il nostro museo, trovate le tariffe sul nostro sito.